Via ‘il fascista’ dalla giunta: ma si studia la rappresaglia in Provincia

Lo strano caso dell'assessore di Forza Nuova dimessosi 24 ore dopo la nomina a Gaeta. Dove vuole 'apparare' il sindaco. Lo sconquasso nel Pd ormai alla scissione dell'atomo. Ora si studia una ritorsione politica.

Assessore per una notte. Tanto è durato il mandato del neo assessore al Commercio al Comune di Gaeta Vittorio Ciaramaglia. La sua nomina, a sorpresa, aveva suscitato un’eco a livello nazionale: per essere (ma anche solo per essere stato) attivista dell’estrema destra e dirigente di Forza Nuova.

Gli effetti sono stati di estremo imbarazzo in un Pd che non dovrebbe avere nulla a che fare con l’amministrazione comunale di centrodestra al comune di Gaeta ma è vi è parte integrante dal 2012.

 

Non faccio il capro

Così, le presunte «strumentalizzazioni politiche e gli attacchi mediatici» hanno portato Ciaramaglia «nel pieno senso di rispetto per le istituzioni, l’Amministrazione Comunale di Gaeta ma soprattutto nei confronti del Sindaco ed amico Cosmo Mitrano, a rimettere il mandato conferitomi nella giornata di ieri con le conseguenti dimissioni irrevocabili».

Vittorio Ciaramaglia ha parlato, poi, di “amicizia personale” non solo nei confronti del sindaco Mitrano ma anche del Presidente del Consiglio Comunale Pina Rosato (Pd) «altra persona che gode della mia stima»-

Tutto ciò, ha detto lo storico dirigente di Forza Nuova «mi porta ad assumere la mia decisione di rinunciare, che arriva a seguito di una profonda, attenta e serena riflessione. Il mio impegno per il bene comune e la città di Gaeta resterà immutato. Non sono le poltrone a fare la differenza ma certo non intendo in alcun modo diventare capro espiatorio di attacchi personali che poco hanno a che fare con la politica».

 

Dove voleva ‘apparare’

Il sindaco di Forza Italia di Gaeta, Cosmo Mitrano, Cosimino per gli amici e per gli addetti ai lavori, è una delle ultime leve amministrative della generazione Fazzoniana: quella che lo ha visto emergere unitamente ai sindaci dei comuni Fondi (di cui è dirigente del settore finanziario) Salvatore De Meo e di Sperlonga Armando Cusani.

Tutti e tre, nel momento in cui compiono una scelta, politica o amministrativa, sanno già dove deve andare ad “apparare”.

Alla luce del “è stato bello ma vi ringrazio” di Ciaramaglia, ora però è lecito chiedersi se “Cosimino” avesse preventivato tutte le conseguenze della nomina a Ciaramaglia. E dove intendesse andare ad “apparare”.

 

Sconquasso Pd

Una scelta che lascia fortemente indignati per chi sui diritti civili non è mai arretrato di un passo“.

Il Comune di Gaeta dal 2012 è guidato da una giunta di centrodestra ma con un pizzico di…Pd. Proprio per questo, potrebbe apparire paradossale ma le vicende di Gaeta sono state catapultate nella campagne congressuale in corso per la guida del Partito Democratico a livello regionale.

Uno dei candidati a Segretario regionale Pd, il senatore Bruno Astorre, avrà avuto una memoria molto lunga quando ha appreso dalle agenzie il nome del nuovo assessore al commercio del comune del Golfo. Infatti il nome di Vittorio Ciaramaglia, esponente Forza Nuova e del “Tridente della comunità militante” balzò agli onori delle cronache politiche nazionali quando nell’inverno 2016 contestò nella sala verde dell’hotel Serapo di Gaeta la senatrice Dem Monica Cirinnà.

È la mamma della legge sulle Unioni Civili. E quel giorno presentava il suo provvedimento in un convegno dei Giovani Democratici.

 

Scenari Foschi

Trascorreva qualche ora e ad esternare il suo disappunto è stato anche il vicesegretario uscente del Pd Laziale, Enzo Foschi. «Riguardo alla scelta del sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano di far entrare nella sua giunta un esponente di Forza Nuova, la risposta del Pd deve essere chiara e senza alcuna zona d’ombra. Chi sostiene un sindaco che nomina un neofascista nella sua giunta, e’ da considerarsi fuori dal partito, senza se e senza ma».

Insomma, un po’ a Centrodestra va bene ma così è troppo.

Avrebbe voluto mantenere un tono basso su questa storia anche il neo segretario provinciale di Latina del Pd. L’ex senatore Claudio Moscardelli è legato da un antico rapporto di amicizia con il sindaco di Gaeta ma nella tarda serata di venerdì, forse pressato dai suoi, è sbottato in un post su facebook.

In merito alla nomina di un assessore a Gaeta con trascorsi in formazione di estrema destra , insieme al Pd di Gaeta, abbiamo chiesto al Sindaco Mitrano la revoca immediata dell’assessore . In caso contrario è incompatibile la presenza del PD. È urgente una decisione del Sindaco “.

 

Pd, la scissione dell’atomo

Ma cosa voleva dire Moscardelli quando parlava di “presenza” del Pd nell’amministrazione comunale di Gaeta?

Presto detto. Il presidente del consiglio comunale della città è del Pd ed è una moscardelliana di ferro. Da sempre. Pina Rosato è una funzionaria amministrativa presso l’ospedale “Dono Svizzero” di Formia ma, in considerazione dei suoi tratti somatici, è considerata benevolmente l’”Angela Merkel” della politica gaetana e provinciale.

La sua scelta di salire sull’”Arca” di Cosimino Mitrano ha contribuito a rendere, dal 2012, il Pd di Gaeta più piccolo dell’atomo.

Il Partito Democratico quest’anno ha compiuto dieci anni. A Gaeta nel frattempo ci sono state due elezioni amministrative ma i suoi cittadini non hanno mai avuto la fortuna (o la sfortuna) di trovare il simbolo del Pd sulla scheda elettorale. Il motivo? Anche questo è facile: il Partito non esiste più, alcune componenti sono trasmigrate in “Liberi e uguali”, altre hanno dato vita ad un’associazione culturale (si chiama “Agorà”), altre hanno deciso di smettere con la politica, altre ancora sono deciso di iscriversi direttamente a Forza Italia “tanto era la stessa cosa”.

 

Pina Rosato è presidente del consiglio comunale di Gaeta, quel che resta del suo Partito ha deciso di effettuare il tesseramento in un bar sul lungomare perché la sezione di un vicolo di via Indipendenza è stata chiusa per morosità.

Il senatore Moscardelli ha deciso di alzare la voce nei confronti dell’amico “Cosimino”: si era detto determinato ad “agire” sino alla modifica del nuovo quadro politico – la nomina del “fascista” Ciaramaglia – stravolto dalla scelta del sindaco Mitrano.

 

Dove voleva apparare 2

Resta in piedi la domanda iniziale. Perché il sindaco di Gaeta non ha tenuto a debita considerazione quelli che sarebbero stati gli effetti di questa nomina un po’ azzardata?

E’ stata un espediente per rompere con il Pd con l’intento di soddisfare qualche ambizione maturata all’interno della sua maggioranza bulgara o cos’altro?

Il diretto interessato ha cercato di indossare i panni del pompiere per circoscrivere le polemiche subito alimentate: “Ciaramaglia si è staccato nove anni fa da Forza Nuova ed è solo responsabile dell’associazione culturale Tridente…” La stessa presente al tumultuoso convegno con la senatrice Cirinnà.

Intanto, per stemperare le polemiche, ha deciso di affidare la delega ad Alessandro Martone della lista civica Nuovo Quadrifoglio. È un maresciallo maggiore aiutante (tre binari bordati), responsabile del nucleo Polizia Giudiziaria dei Carabinieri presso la Procura di Latina.

Non è un novizio. Alessandro Martone è stato già consigliere comunale di Forza Italia dal 2001 al 2007 e poi nel quinquennio dal 2012 al 2017.

 

Tutti zitti

Non ha parlato la presidente del consiglio Rosato, men che meno le inesistenti opposizioni consiliari.

L’unica a farlo è stata l’associazione nazionale partigiani di Gaeta che, intitolata all’antifascista Carlo Mandolesi, ha definito la nomina assessorile di Ciaramaglia “un atto di gravità politica assoluta, un vero schiaffo ai valori democratici ed un’offesa alla memoria storica e alla coscienza della nostra città. Non ci risulta invece che Ciaramaglia abbia mai preso le distanze ufficialmente da questo suo passato “nero”, né conosciamo esplicitamente quali siano le sue attuali relazioni con tali forze di chiara matrice nazi-fascista”.

 

Ora la rappresaglia

Vittorio Ciaramaglia non è più assessore al comune di Gaeta ma una rappresaglia – secondo quanto è trapelato dalla componente Moscardelliana del Golfo – sarebbe stata già approntata: la messa in discussione dell’accordo politico con Forza Italia che ha consentito al sindaco di Pontinia Carlo Medici di diventare da qualche mese il nuovo presidente dell’Amministrazione provinciale di Latina.

Intanto continua a far discutere il maxi rimpasto di Giunta operato dal sindaco di Gaeta – rimossi tre assessori su cinque – perché la neo assessore all’Urbanistica, delega che incredibilmente dovrà “condividere” con il neo delegato alla Polizia locale e Rifiuti – è un’ambiziosa (ormai ex) consigliera comunale. Si tratta di Teodolinda Morini, neo assessore alle Politiche Ambientali, Sanità, e, appunto, all’Urbanistica. E, soprattutto, moglie del titolare di uno degli studi tecnici più avviati di Gaeta.

Suo marito, Pietro Valente, socialista della prim’ora, ha attraversato le primi fasi della seconda Repubblica di Gaeta: con l’ex pidiessino Silvio D’Amante era in Giunta con la delega ai Lavori Pubblici ma, destinatario di una fronda all’interno di quella maggioranza di centro sinistra, fu licenziato. Per andare dove?

Facile, nella successiva amministrazione di centrodestra guidata dal Capitano Massimo Magliozzi. Anch’egli di Forza Italia…

 

SF/RedG

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