Il Gal canta. E mette Policella all’angolo

Sono stati tutti alla stessa riunione. Ma ognuno ha sentito una cosa diversa. Come se fossero stati a due incontri differenti. O se almeno uno stesse giocando a fare il furbo. L’appuntamento è quello tenuto due giorni fa a Roma nella sede dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. C’erano tutti i Gal del Lazio. E c’era l’assessore regionale all’Agricoltura Carlo Hausmann. (leggi qui il precedente)

Loreto Policella, a lungo presidente dei Gal del Lazio è sicuro di avere sentito alcune cose. Giuseppe Moretti, sindaco di Esperia per dieci anni dopo essere stato per altri cinque vice sindaco a Cassino, è altrettanto certo d’avere sentito l’esatto contrario. E più di qualche altro tra sindaci e presidenti di Gal è pronto a mettere la mano sul fuoco giurando d’avere sentito la stessa cosa captata da Moretti.

Senza mettere il naso tra le interpretazioni dell’uno o dell’altro, la Regione Lazio mette subito in chiaro una cosa:  «non c’è alcuna disponibilità a poter estendere il finanziamento a tutti i GAL regionali dichiarati ammessi ma non finanziabili».

Insomma chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Da cosa? Dai finanziamenti e dalla graduatoria messa a punto nelle settimane scorse (leggi qui).

 

Il nodo dei fondi.
Tutto comincia con quello che in termine tecnico è ‘il bando della misura 19 Leader del PSR 2014-2020 della Regione Lazio’. E cos’è? Sono soldi europei. A chi vanno? Da Bruxelles spiegano che la misura «Sostiene ed assiste i partenariati alla preparazione di strategie di sviluppo locale al fine di rafforzare le capacità di programmazione, di formazione e creazioni di reti per elaborare ed attuare le strategie di sviluppo locale».

Se non vi è uscita l’ernia del cervello proviamo a dirlo in maniera più semplice. L’Europa ti finanzia se se sei capace di mettere in piedi un progetto serio con il quale sviluppare un’intera area. Ma il progetto deve tenere conto dei bisogni e delle potenzialità locali. E comprendere elementi innovativi nel contesto locale, attività di creazione di reti e, se del caso, di cooperazione.

State per gettare la spugna, vero? Ecco che vi vengono incontro i Gal.

 

La moltiplicazione dei Gal
La sigla sta per Gruppi di Azione Locale. In pratica sono quegli organismi capaci di decifrare il linguaggio euroburocratese. e di individuare quei passaggi magici che – messi in italiano – si possono tradurre in: fai questo e prendi i soldi oppure questo non è finanziabile, lascia perdere.

Siccome in quei bandi ci capivano solo loro, qualche funzionario in Regione Lazio e gli euroburocrati che fanno 3 settimane a Bruxelles ed una a Strasburgo, per anni i Gal hanno fatto da crocevia su un mucchio di soli. In tutto il Lazio c’erano 8 Gal. A coordinarli c’era Loreto Policella, architetto di formazione Pci, traghettatore nel Pds, brevemente sindaco di Campoli Appennino, sistemato al Gal di Alvito da dove ha gestito e realizzato un po’ di opere.

Ad un certo punto ci si è accorti che la cosa funzionava. Allora? Perché lasciare 8 Gal? La Regione decide di allargare le maglie, partendo proprio dall’esempio delle buone cose fatte da Policella. E li porta a 12. Ma le domande diventano talmente tante che in Regione decidono «dato il forte interesse dei territori, di aumentarlo al massimo delle posizioni aumentabili, ovvero 14».

Insomma: Policella non è più solo. In una notte i Gal intorno a lui diventano quasi il doppio. E soprattutto cambia quasi per intero la struttura che per anni ha valutato i progetti. Colpa dell’assessore Carlo Hausman . E’ uno che capisce di politica, si muove con agilità all’interno del sistema. Ma non ne fa parte. Lui è un tecnico. Anche per questo Nicola Zingaretti lo ha messo a capo dell’assessorato regionale all’Agricoltura. E che ti fa il neo assessore? Dispone che «Le attività di valutazione delle proposte di costituzione dei Gal arrivate vengano effettuate da una Commissione, composta da esperti di tutti i settori regionali interessati dal Piano di Sviluppo Locale, lavorando in piena autonomia, con serietà e accuratezza, secondo un metodo assolutamente oggettivo».

Non si ferma. Dispone che «Gli stessi criteri del bando siano criteri oggettivi e previsti dal documento della Programmazione stessa, basati su parametri inerenti la rappresentatività, il rapporto con il territorio, la collocazione del territorio stesso all’interno di zone particolarmente vocate alle azioni Leader, come le zone montane, i Parchi e così via».

La conseguenza? Salta lo schema in base al quale per anni le pratiche dei Gal sono state esaminate, approvate, finanziate. E Policella, con il potentissimo Gal Versante Laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, si ritrova fuori dai finanziamenti.

 

L’ira di Policella
Loreto Policella non ci sta. Esamina le carte. Ed è convinto che non siano state interpretate nel modo giusto. Riunisce il Consiglio d’Amministrazione per valutare il ricorso al Tar, compie l’accesso agli atti e si fa consegnare tutte le carte (leggi qui) . E’ convinto d’essere finito in una guerra interna nel Pd. E che il suo Gal, considerato un centro di potere, sia finito nel mirino (leggi qui).

Quale sia la sua opinione lo dice ad alta voce anche durante l’assemblea dei Gal riunita l’altro giorno presso l’Anci. Minaccia di inviare tutte le carte all’Autorità Anti Corruzione guidata dal giudice Raffaele Cantone. Rinnova i suoi dubbi e le sue perplessità. Attacca in particolare tre Gal: ‘Argil‘, ‘Aurunci‘ e ‘Ernici Simbruini‘.

Dalla Regione lo invitano a tutelare gli interessi del suo Gal nei modi e nelle forme che Policella ritiene più opportuni: all’Anac di cantone come al Tar. Il clima è “Lorè, fa un po’ come ti pare, noi stiamo tranquilli“.

Poi Policella tocca un tasto che aiuta a capire il tutto: punta il dito contro il metodo di classificazione di alcune aree. Non è chiaro chi – ma la voce era autorevole – ha risposto: “Va bene, adiamo a vedere, ma vediamo anche il passato però…”. Come a dire: fino ad oggi hai fatto come volevi, adesso la musica è diversa.

 

Le due versioni
Policella è certo di avere sentito dire da una dirigente regionale intervenuta al dibattito che «La Regione non erogherà materialmente i fondi fino a quando non sarà stata fatta chiarezza sugli eventuali ricorsi al Tar e sugli accessi agli atti». la sua chiave di lettura è: «La Regione Lazio sospende il finanziamento dei piani presentati dai Gal. I Gruppi di Azione Locale ‘Argil‘, ‘Aurunci‘ e ‘Ernici Simbruini‘ per il momento restano al palo». Non solo. Per Policella «E’ emerso che la Regione ha sospeso l’attuazione (e quindi il finanziamento) dei Gal già dichiarati finanziabili. Lo stop è stato deciso a causa della grande quantità di ricorsi Amministrativi proposti dai Gal dichiarati ammessi ma non finanziabili». E ancora «La decisione presa dalla Regione Lazio testimonia la mancanza di fiducia della stessa Regione nei confronti delle procedure di selezione e delle conseguenti decisioni assunte».

Nulla di tutto questo ha sentito Giuseppe Moretti. «Io c’ero, ero nella stessa stanza in cui stava Policella e non ho sentito proprio niente di tutto questo. E’ un’interpretazione sua. La Regione invece ha confermato che l’iter va avanti e che entro gennaio verremo chiamati per lo step successivo. Non si ferma un bel niente e non si allarga un bel niente».

 

La posizione della Regione
L’assessorato all’Agricoltura della regione Lazio sta bene attento a non infilarsi nella polemica. Si attiene in maniera scrupolosa a quelle che sono le procedure. E dice che:
– la Regione Lazio non ha mai espresso la disponibilità a poter estendere il finanziamento a tutti i GAL regionali dichiarati ammessi ma non finanziabili.

Ribadisce come «Le attività di valutazione delle proposte di costituzione dei Gal arrivate sono state effettuate da una Commissione, composta da esperti di tutti i settori regionali interessati dal PSL, lavorando in piena autonomia, con serietà e accuratezza, secondo un metodo assolutamente oggettivo».

 

Che fine fanno i gal esclusi
La Regione Lazio è stata chiara su questo. «Più volte è stato ricordato, nell’ambito dell’incontro, che gli stessi GAL che si sono costituiti, anche se non accedono alla misura 19, possono rimanere nella propria operatività con il ruolo di agenzie territoriali nel facilitare l’accesso al PSR sia per la componente privata, che per il pubblico».

Loreto, se vuole, può continuare a fare il Gal. Senza i fondi della Misura 19. Per il resto, se vuole, ci sono i tribunali.

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