Fedeli del Bambinello contro la questura

Nuova manifestazione dei fedeli della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, lungo le strade di Gallinaro. Sono tornati a chiedere al sindaco Mario Piselli di revocare l’ordinanza con cui ha fermato i lavori di realizzazione delle fogne a servizio della maxi struttura di accoglienza costruita per ospitare i devoti del Bambinello. Questa volta però, visti i precedenti, sono scattati i divieti della questura. Contestati dal gruppo. E mentre a Gallinaro centro si manifestava, il sindaco Mario Piselli con il tecnico Gemmiti e consiglieri sia di maggioranza che di opposizione, erano nei boschi per compiere un nuovo sopralluogo sulla rete fognante.

CESIDIO VANO per LA PROVINCIA QUOTIDIANO

Si ritengono discriminati e perseguitati. Pensano che contro si loro siano stati assunti atti penalizzanti solo perché professano un credo religioso diverso e minoritario. I fedeli del Bambino Gesù di Gallinaro, raccolti nella Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, tornano a manifestare, oggi, nel centro della Valcomino per chiedere nuovamente al sindaco Mario Piselli di revocare l’ordinanza con cui ha stoppato i lavori di realizzazione della rete fognaria a servizio della Casa Serena, la maxi struttura realizzata a lato della Cappellina e destinata ad ospitare le migliaia di pellegrini e devoti del Bambinello.

Il provvedimento è stato assunto dal primo cittadino dopo il sequestro delle opere operato dal Corpo Forestale che ha contestato l’assenza di autorizzazioni paesaggistiche. Il sequestro, però, è venuto meno dopo la decisione del Tribunale del riesame che ha ritenuto insufficienti, al fine di mantenere la misura cautelare, le argomentazioni mosse dalla polizia giudiziaria. Il sindaco, però, non ha ritenuto di revocare la sua ordinanza visto che la Procura sta proseguendo le indagini sulle violazioni urbanistiche e paesaggistiche denunciate dalla Forestale.

Ma il Comitato promotore della manifestazione dei fedeli punta il dito anche contro la Questura che, nel’autorizzare la manifestazione di oggi, ha posto – a dire del Comitato – eccessivi e ingiustificati paletti, riservando ai fedeli del Bambinello un trattamento fortemente restrittivo che mai, ad esempio, la Questura si è sognata di assumere – tanto per restare sempre a Gallinaro – a carico delle migliaia di partecipanti alla Festa del Vino.

Il Questore Filippo Santarelli, infatti, nel concedere il via libera al sit-in ha, tra le altre cose, stabilito che: non possono essere utilizzati mezzi di amplificazione o diffusione sonora, né possono essere esposti striscioni, bandiere o altro materiale dal contenuto lesivo dell’onore e del prestigio delle istituzioni, il numero dei manifestanti non potrà superare il numero indicato nel preavviso (1.000 persone).

«Non solo il Sindaco Piselli ma anche altri stanno adottando la linea dei “due pesi e due misure” – scrivono in un comunicato dal Comitato promotore della manifestazione -. Quando a Gallinaro si tiene l’annuale festa del vino, ai partecipanti (che sono diverse migliaia) è consentito di poter circolare nei vicoletti, senza limitazioni di numero; si chiudono le strade senza preoccuparsi più di tanto dei problemi legati alla sicurezza. Anzi. I fumi dell’alcool causano gravi problemi alla sicurezza e molti cittadini sono costretti a barricarsi in casa per l’intera giornata. Nella giornata di ieri a Frosinone si è tenuto un corteo guidato dal vescovo Spreafico. Strade chiuse per favorire il passaggio del corteo di poche persone; megafoni consentiti per favorire la preghiera; chitarre e altro ancora. Quindi, perché chi dovrebbe garantire l’ordine pubblico, anziché preservare il clima di educazione e di civiltà che i fedeli della Chiesa della Nuova Gerusalemme hanno sempre palesato, emana prescrizioni volte solo a esasperare gli animi dei partecipanti, minacciando sanzioni? Limitare il numero dei partecipanti a due giorni dalla manifestazione, dopo aver per giunta imposto la modifica del percorso per motivi di ordine pubblico, equivale a limitare il diritto a manifestare, facendo venir meno un sacrosanto diritto sancito dalla Costituzione».

Ed infine chiedono: «La Repubblica Italiana garantisce il diritto a professare il proprio culto, anche alle minoranze. E le Istituzioni tutte sono tenute a far rispettare la Carta Costituzionale, prima ancora che gli interessi dei singoli poteri. Perché ad altri viene consentito di manifestare senza restrizioni e senza prescrizioni di sorta mentre ai fedeli della Nuova Gerusalemme è stato imposto di cambiare il percorso del corteo, vietato l’uso del magafono e addirittura limitato il numero dei partecipanti a “mille unità”, pena l’essere sanzionati a norma di legge (che per i trasgressori prevede anche l’arresto)? ».

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