Gatti, uccelli ed estetiste in Consiglio a Sora

Bruni accusa Pintori di copiare le mozioni dai Comuni leghisti. Tersigni se la ride all'idea che stavolta Lecce non lo può cacciare dall'aula. Valter ironizza sulle estetiste ... del sindaco. E mentre il Consiglio comunale di Sora si riunisce on line un uccello si siede sullo scranno di Coletta

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Il Consiglio Comunale celebrato dal salotto di casa fa rilassare i consiglieri comunali di Sora. Collegati via webcam e computer, senza il contatto fisico nell’Aula consiliare, sembrano quasi un gruppo di liceali in gita. E si lasciano andare con battute di varie genere. Come l’ex sindaco Ernesto Tersigni che lancia frecciatine al presidente Antonio Lecce: “Oggi sono a casa mia non mi puoi cacciare”. Oppure Massimiliano Bruni di FdI che la butta in politica accusando il grillino Fabrizio Pintori di aver copiato la mozione sulla solidarietà da un comune leghista. Seppure stando sulla poltrona di casa Alessandro Mosticone sta scomodo e rivendica la sua posizione civica. Sulla Tari le estetiste diventano un caso rosa. E mentre il gatto non c’è … gli uccelli ballano sullo scranno che fu di Natalino Coletta: le webcam inquadrano un pettirosso entrato nell’Aula consiliare ed accomodatosi sul seggio. Benvenuti al Consiglio Comunale in remoto causa rigurgito Covid-19 nel Comune di Sora. Sono le ore 18.36 di martedì 29 settembre.

In Aula? No da casa

Una fase della seduta da remoto

Molti consiglieri comunali e giornalisti sono già collegati al link inviato dal Comune.

Poche ore prima il presidente del Consiglio Comunale Antonio Lecce ha deciso di riunire l’assise civica in via telematica per motivi precauzionali. In pratica, un consigliere comunale si è sottoposto al test del tampone a titolo precauzionale: è stato in contatto con una persona poi rivelatasi positiva. Gli amministratori pubblici danno il buon esempio e non sottovalutano il Covid-19.

È tutta un’altra cosa. Come se Clay-Alì e Foreman invece di massacrarsi a tramvate appena attutite dai guantoni nel ring di Kinshasa, in quell’epico ’74 fossero stati in poltrona, ognuno a casa sua, attaccati al joystick. Non c’è il contatto visivo a far tenere alta la guardia, non c’è l’odore ad innescare la reazione.

La descrizione plastica arriva da un episodio. I lavori non sono ancora ufficialmente aperti. I consiglieri collegati assistono a una telefonata ricevuta dal consigliere di opposizione Ernesto Tersigni. Sentono tutti i fatti suoi, dal momento che ha lasciato aperto il microfono. Più che le sue parole, ad attirare l’attenzione sono quelle pronunciate dall’interlocutrice. Prima che Tersigni la saluti e chiuda la telefonata afferma: «Questa è la giustizia italiana».

E’ il primo segnale: il contesto ha già provocato una sorta di rilassamento.   

Il consiglio di Alessandro

Antonio Lecce

Sono le 18.40. Sono trascorsi appena quattro minuti. Il presidente dell’Assise Antonio Lecce presiede dalla sua postazione nell’aula consiliare del Municipio. Come previsto dalla legge affinché la seduta sia valida. Non ha ancora disattivato i microfoni. Le regole le spiegherà poco dopo, all’inizio dei lavori.

Ed ecco che arriva un’esternazione del consigliere di maggioranza Alessandro Mosticone. Rivolta al consigliere Massimiliano Bruni: «Volevo consigliare a Massimiliano di organizzare così anche la riunione di centrodestra. Tanto quest’anno anche i voti sono virtuali. (leggi qui Caos Lega: tessera a Caschera. Mezza al governo, mezza in minoranza)».

È la prima frecciatina al leader sorano di Fratelli d’Italia. La seconda arriverà alla fine dei lavori. Durante la dichiarazione di voto.

Per inciso, il vertice sarebbe stato già convocato per martedì 6 ottobre.

Stasera non mi cacci”

Ernesto Tersigni allontanato dall’Aula

E’ il turno dell’ex sindaco Ernesto Tersigni. «Guarda cosa si è inventato il presidente. – esclama – Stasera non c’è nemmeno bisogno di cacciare. Ci toglie l’audio e ci azzittisce».

Scherza: «Presidente mi senti? Sto a casa mia. Oggi non mi puoi cacciare». Alludendo evidentemente alla seduta del 9 giugno in cui la Polizia Locale dovette intervenire per accompagnarlo fuori dall’Aula. (leggi qui “Consigliere Tersigni! Sta dando uno spettacolo indegno”: steso su un tavolo)

Sono le 18.47. Il presidente Lecce apre i lavori del Consiglio. La segretaria comunale fa l’appello. Fra i Consiglieri sono assenti Maria Paola D’Orazio (Pd), Antonio Farina (Civico di centrodestra), Serena Petricca (Capogruppo di Forza Italia) e Augusto Vinciguerra (Civico di Centrosinistra). Assente anche l’assessore al Bilancio Maria Gabriella Paolacci. Al suo posto relazionerà il sindaco Roberto De Donatis.

Il presidente Lecce spiega ai consiglieri comunali le regole. Poche e chiare. «La presenza è attestata dalle telecamere. La parola si chiede tramite chat. Cerchiamo di essere concisi perché è il primo Consiglio on line. C’è qualche problema tecnico».

In realtà alla fine nessun problema turba la Seduta. A parte qualche sporadico effetto Larsen: è l’eco provocato dal rientro di qualche microfono in aula consiliare. Oltre al presidente sono infatti presenti anche la segretaria comunale, alcuni tecnici e qualche funzionario. In altri spazi del Municipio e isolati sono presenti anche i consiglieri Massimiliano Bruni e Simona Castagna.

Il sindaco Roberto De Donatis è nel suo ufficio di gabinetto, nella stanza alle spalle della presidenza d’aula.

L’ordine del giorno

Roberto De Donatis nella sua postazione

Si tratta per lo più di atti propedeutici all’approvazione del Bilancio previsionale. Bilancio che sarebbe dovuto approdare il Consiglio già entro il 30 settembre. Evidentemente l’amministrazione ha deciso di sfruttare anche i 20 giorni che di solito la Prefettura concede per legge nel momento in cui diffida ad approvare

Atti illustrati dal sindaco e votati tutti all’unanimità. Che si tratti delle prove generali di apertura alle opposizioni di cui aveva parlato il sindaco nelle scorse settimane? Ossia quando, dopo la revoca della delega a Bruni si paventava il rischio che non avesse i numeri per approvarlo? (leggi qui Terremoto in municipio a Sora: ritirate le deleghe a Bruni )

Al primo punto un’interrogazione presentata da Fabrizio Pintori sulla pulizia delle caditoie stradali. Il consigliere pentastellato vuole sapere come mai non è stato dato seguito alla sua mozione del 31 marzo. Con cui ci si impegnava a sollecitare Acea affinché adempiesse. Il sindaco De Donatis in sostanza gli ha risposto che Acea sostiene non essere di sua competenza la pulizia delle caditoie. «Sono amareggiato perché il gestore idrico è come il gatto. Cade sempre su quattro zampe.  Spero si torni presto alla gestione pubblica». Peccato nessuno gli abbia fatto notare che l’acqua pubblica era una delle cinque stelle del suo MoVimento. E che Acea sia governata da un management indicato dalla sindaca Virginia Raggi, non del tutto estranea al M5S.

I punti dal secondo al quinto hanno riguardato aliquote, detrazioni e riduzioni Imu 2020. Modifiche al Regolamento della Tassa sui Rifiuti (Tari). Poi conferma aliquote, tariffe ed agevolazioni tributi comunali e ricognizione aree per l’Edilizia Residenziale Pubblica.

Al sesto la nomina componenti Commissioni consiliari permanenti I e IV. Bruno Caldaroni è subentrato all’ormai assessore Natalino Coletta nella IV commissione. Per la prima, invece, la questione è stata rinviata alla prossima conferenza dei capigruppo. A chiudere i lavori, al settimo punto in discussione, la mozione di Pintori sulla istituzione del fondo di solidarietà comunale “SorAiuta”. Punto per cui Pintori è stato accusato di aver copiato.

Le estetiste del … sindaco

Bruno Caldaroni, subentrato a Natalino Coletta

Fra le agevolazioni, gli aiuti e le conferme delle tariffe per i tributi locali, al terzo punto, nella parte della delibera che riguarda le modifiche al regolamento Tari, il sindaco Roberto De Donatis, prende la parola.

«Anche questa delibera ha delle funzioni semplici. Legate agli ultimi provvedimenti sull’emergenza Covid che hanno determinato la riduzione della Tari per le utenze, domestiche e non domestiche. Legate alla chiusura delle attività per tenere conto della minore produzione dei rifiuti. E altre iniziative per le utenze domestiche disagiate».

Dopo aver spiegato tecnicamente tutte le tipologie di agevolazioni previste dalla delibera il sindaco ha anche spiegato che alle modifiche definite dagli organi superiori «si aggiungono i nostri aiuti per estetisti».

«Vorrei sapere perché il sindaco parla solo di estetiste visto che le attività coinvolte sono tante». Lo sottilizza Valter Tersigni. “Perché ci va spesso”, esclama scherzosamente una non meglio identificata voce fuori campo.

«Cito quella categoria perché l’abbiamo inserita. Le altre erano già presenti. Per avere un regolamento più giusto abbiamo aggiunto estetisti e parrucchieri». La replica col sorriso di De Donatis. Che sottolinea: «Ci tengo a specificare che non solo sono donne».

L’accusa di plagio

Fabrizio Pintori quando i Consigli si tenevano dal vivo

Lo scontro politico arriva alla fine, nonostante l’argomento si chiuda con un voto unanime.

L’oggetto del contendere è la mozione del consigliere Pintori: istituzione del fondo di solidarietà SorAiuta.

Il primo a parlare dopo l’illustrazione è il sindaco. «E’ nella natura del Comune di Sora investire per il sociale. La comunità sorana e l’amministrazione hanno sempre dato e danno, soprattutto in questo periodo. Sono  a favore di questa mozione e annuncio già voto favorevole». Pintori ringrazia il sindaco sottolineando che «nei momenti di crisi viene fuori la solidarietà. Così si può dare un aiuto concreto a qualche famiglia».

Dopo una seduta tutta rose e fiori, è a questo punto che si innesca la polemica. La miccia la accende il consigliere Massimiliano Bruni. «Condivido le parole del sindaco. Fratelli d’Italia sostiene quest’iniziativa del collega Pintori. Il quale però ha fatto copia e incolla dal Comune di Novara. Che è della Lega». Pintori replica un po’ attapirato. «Prendo atto delle dichiarazioni di Bruni. Non sapevo del Comune di Novara. Questa è stata scritta da me e altre persone». E aggiunge: «Il Movimento 5 Stelle accoglie sempre le buone pratiche. A prescindere da dove arrivino».   

La frecciata di Mosticone

Massimiliano Bruni partecipa al Consiglio

La seduta, che si era aperta con una provocazione di Mosticone a Bruni, circa l’opportunità di convocare on line il vertice di centrodestra, si chiude allo stesso modo. Mentre Bruni nella dichiarazione di voto, prima di accusare Pintori di plagio ha detto «come Fratelli d’Italia siamo favorevoli …» per tutta risposta il capogruppo di Reset, al momento del voto, fa della sottile ironia. Esclamando: «Come sorano sono favorevole». Forse per rimarcare la sua contrarietà all’ingerenza dei Partiti. Da sempre infatti lui sostiene che «il futuro di Sora lo debbono decidere i sorani».

Manca qualche minuto alle 20. E in aula consiliare compare un uccello. Anche abbastanza grande. E’ entrato approfittando delle finestre lasciate aperte per far circolare aria, una delle pratiche imposte dalle regole per arginare il contagio Covid. Ha svolazzato in lungo e in largo, posandosi qua e la, incurante dei tentativi di allontanarlo da parte del personale presente.

Poi ha sfidato la sorte. E si è fermato sullo schienale dello scranno consiliare che fu dell’ora assessore Natalino Coletta, attualmente occupato da Bruno Caldaroni. L’ultimo in seconda fila a destra della presidenza.

Come dire: quando il gatto non c’è gli uccelli ballano.

L’uccello entrato nell’Aula consiliare di Sora