Gay Pride, lo straordinario coraggio dei ragazzi ciociari che hanno fatto coming out in piazza

Foto: © Matteo Ernesto OI

La vera notizia della sfilata di ieri è rappresentata dalle tante persone Lgbt di questo territorio, che hanno sfidato i pregiudizi del paesino per urlare con forza la loro volontà di essere accettati.

La sfilata dell’orgoglio gay a Frosinone ha rappresentato un punto di svolta. Un successo strepitoso, importante e pesantissimo. Al di là dei numeri: oltre 2.000 persone secondo la questura, 8.000 per gli organizzatori. Tantissimi considerando la location, tantissimi considerando il fuoco di fila preventivo che c’era stato con le polemiche sul percorso, l’assenza totale di condivisione, i tentativi di spostare altrove il dibattito. (leggi qui Chiamami col tuo nome? No, il falò delle vanità).

Ma è stato un successo enorme perché nella comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisex, trans) c’erano tante persone di questo territorio. Molti uomini e molte donne, giovani e meno giovani, che hanno voluto fare coming out direttamente in piazza, anche con cartelloni e striscioni provocatori. Non era semplice, non in un territorio come la provincia di Frosinone. Dove in molti non sanno fare altro che battute allusive o schernire chi ha un orientamento sessuale diverso da quello etero.

La sfilata in via Aldo Moro, l’arrivo di fronte alla Villa Comunale, perfino la passeggiata verso il Parco del Matusa sono stati dei momenti di ordinaria normalità di una comunità che è perfino sbagliato definire, oggi, diversa. Canti, colori, festa, in una parola condivisione. Anche con il mondo etero. Diversi giovani etero erano lì a testimoniare non tanto la loro solidarietà, ma il fatto di convivere serenamente con i loro compagni.

È più facile dichiararsi omosessuale in una città come Roma o Milano. Ma in un piccolo paese della Ciociaria ci si conosce tutti e se un professionista ha un figlio gay si danno tutti di gomito al bar. E il ragazzo viene preso in giro, magari in qualche caso bullizzato. Comunque emarginato, spesso perfino nel proprio ambiente familiare.

Perciò ieri la presenza di tanti ragazzi ciociari è un segnale di coraggio ma pure di speranza.

C’erano naturalmente anche molti politici, tutti di sinistra però. E questo rappresenta il termometro di come anche una manifestazione del genere abbia una lettura politica. Quel “sì ma…” che accompagna le analisi finto-comprensive di molti si commenta da solo.

Infine, l’estrema serenità che ha contraddistinto il corteo. Il mondo lgbt non vuole stupire con effetti speciali. Vuole semplicemente fare una passeggiata senza dover essere schernito. Il trionfo della normalità sarebbe la rivoluzione più grande.

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