«Tutta colpa di Virginia. A Roccasecca basta Medio Evo: è ora di circular economy»

La coordinatrice provinciale della Lega contro la sindaca di Roma. "I rifiuti a Roccasecca sono una conseguenza della sua incapacità amministrativa”. Il futuro dell'area: economia green e circolare. Lo sdoganamento dei termovalorizzatori

«L’area industriale di Roccasecca deve essere al centro di un profondo processo di trasformazione: l’economia circolare è un’occasione straordinaria per modernizzare ciò che poteva avere un senso trent’anni fa. Sarò ancora più chiara: l‘attuale ciclo dei rifiuti è alla fine e tra poco verrà sostituito da un modello basato sul recupero, la trasformazione, la creazione di nuove materie prime». Non è il manifesto di un’associazione ambientalista ma quello di Francesca Gerardi, deputato della Lega e coordinatore del Partito in provincia di Frosinone.

Tutto parte dall’analisi fatta ieri da Alessioporcu.it, nella quale si ricostruiscono le manovre che hanno portato il Governo Conte a rimangiarsi i vincoli con i quali si limitava l’ampliamento della discarica provinciale gestita dalla Mad. (leggi qui La nuova montagna dei rifiuti a Roccasecca: ecco tutti i nomi e cognomi).

Giuseppe Conte

«Fu una scelta politica – dice la deputata – quella di realizzare a Roccasecca quell’impianto. È stata una scelta politica ora autorizzarne l’ampliamento. Deve essere una scelta politica quella di mettere un punto e proiettare questo territorio in una dimensione diversa. Coinvolgendo Roccasecca e trasformando in una risorsa ciò che per vent’anni è stato motivo di disagio e di scontro».

In pratica?

Siamo diventati 8 miliardi di abitanti, non ci sono risorse naturali per tutti. Occorre smettere di gettare le cose e recuperare le materie prime. Fine dei rifiuti.

Che fa, scippa i contenuti al cnetrosinistra?

Queste sono rivoluzioni che non hanno colore politico e sarebbe sbagliato volergliene attribuire uno.

Come immagina questa ‘rivoluzione’ a Roccasecca?

Lo stabilimento pubblico Saf deve accelerare il suo processo di conversione. Deve smettere al più presto di essere uno stabilimento che lavora i rifiuti per mandarli in discarica. E deve diventare una realtà di eccellenza che recupera le materie prime che oggi invece gettiamo. A che punto è il progetto di cui abbiamo sentito parlare? Quanto occorrerà realizzarlo? Ci sono le coperture? Non vorremmo che fosse una delle solite mirabolanti promesse del centrosinistra.

Foto © Riccardo Squillantini / Imagoeconomica
In quella zona forse preferirebbero che si cambiasse completamente il tipo di lavorazione…

Hanno ragione. Per quasi trent’anni hanno dovuto sopportare i cattivi odori della spazzatura che veniva interrata. Voglio ricordare che il mondo di trent’anni fa non ha niente a che vedere con quello di oggi. Ora esistono tecnologie che sono in grado di svolgere quei processi in maniera pulita e sicura. Si tirino fuori i soldi e si comprino quelle tecnologie. Mi spiegate perché in Trentino abbiamo impianti per il recupero dei materiali che sono ubicati nel pieno di vigneti coltivati a Valdobbiadene e qui ancora siamo all’epoca in cui si scava la buca e si buttano le immondizie che la sindaca Virginia Raggi a Roma non è capace nemmeno di far differenziare?

Per la sindaca è giusto che le province si facciano carico delle immondizie romane perché migliaia di epndolari affollano ogni giorno la Capitale e la sporcano.

Espressione di pessimo gusto, ridicola, irrispettosa del lavoro che migliaia di persone svolgono ogni mattina, segno dell’incapacità amministrativa di una sindaca e della sua maggioranza. Sono stati capaci fino ad oggi soltanto di dividersi e contestare anche i loro stessi provvedimenti, pur di non decidere nulla. Un atteggiamento parassitario: la verità è che non si organizzano nella raccolta dei rifiuti perché tanto la pattumiera siamo noi. E tutto questo nel silenzio più totale di tre parlamentari eletti in questa terra. Volete sapere una cosa?

Virginia Raggi Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica
Magari

Andate a controllare la regolarità nel pagamento dei ristori che sono dovuti ai Comuni sede di discarica o di impianto. Verificate se Roma paga o non paga il dovuto. Su questo ci metteremo mano noi della Lega. Difenderemo noi il territorio dal momento che loro non lo fanno.

Spendiamo somme importanti per smaltire i nostri rifiuti da cucina: altri ci ricavano il gas per le loro scuole ed uffici: favorevole al bio metano?

È come se mi chiedeste se sono favorevole all’acqua corrente in casa: ma si può sprecare una risorsa del genere? Gli altri sono più fessi di noi che invece di spendere 160 euro ogni tonnellata di avanzi delle cucine li trasformano in carburante?

Francesca Gerardi
La Lega ha detto poco tempo fa che lo sviluppo del Sud passa anche attraverso i termovalorizzatori. Ne siete ancora convinti?

Il problema non sono i termovalorizzatori. Guardate in Danimarca cosa hanno costruito intorno ad un termovalorizzatore: c’è la pista da sci tutta intorno. Il problema semmai è chi lo realizza, come lo realizza, chi lo controlla. Ma non cado nella trappola…

Prego?

Non sto dicendo che nel nostro futuro ci debba essere un termovalorizzatore. Sto dicendo che nel Lazio c’è margine per almeno un altro termovalorizzatore. Qui si deve decidere una cosa semplice: vogliamo compiere questo salto nella modernità o tenerci la situazione di oggi? Le competenze le ha la Regione Lazio. Non si perda altro tempo. O lo faremo noi appena prenderemo la guida della Regione. Tra non molto.

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