Ghera ed i suoi Fratelli: «Pronti al voto. Nel Lazio abbiamo l’uomo giusto»

Foto: © Imagoeconomica, Silvia Lore'

Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Lazio. "Pronti al voto nazionale". Nel Lazio "staccare la spina a Zingaretti". FdI "ha diverse personalità che potrebbero rappresentare la nostra Regione al meglio"

Francesco Boezi
Francesco Boezi

L'uomo mantenga ciò che da bambino ha promesso

«I cittadini meritano un Governo che abbia come priorità la difesa dei confini e dell’economia italiani, lo stop all’immigrazione clandestina, la crescita dell’occupazione, la riduzione delle tasse e il sostegno alle imprese. Come Fratelli d’Italia siamo pronti a fare la nostra parte»: Fabrizio Ghera, capogruppo in Consiglio Regionale del Lazio di Fratelli d’Italia è già pronto alla battaglia elettorale.

L’annuncio di Matteo Salvini, quello che ha decretato la fine del governo gialloverde, ha spiazzato tutti. Il Partito guidato da Giorgia Meloni è pronto a un’alleanza organica con la Lega, ma esiste qualche punto di domanda: cosa succede se davvero il leader sovranista deciderà di andare da solo? Sarebbe una beffa per Fratelli d’Italia, che punta a replicare l’alleanza territoriale con la il Carroccio in Parlamento e nell’esecutivo.

Oggi verranno pubblicati dei sondaggi: molto dipenderà da loro. Se Matteo Salvini, almeno nelle statistiche, dovesse sfondare il 40%, potrebbe allora confermare il quadro già ventilato: la corsa in solitaria. Poi, in caso di mancato raggiungimento del numero di voti necessari, l’apertura a Giorgia Meloni e al resto del centrodestra. Questo, a bocce ferme, pare lo scenario più probabile.

Nel momento in cui si votasse sul piano nazionale, però, Nicola Zingaretti sarebbe costretto a dimettersi da Presidente della Regione: il Segretario Nazionale Pd dovrà guidare alle urne la coalizione di centrosinistra. Ecco, allora, che la partita sarebbe estesa al destino della Pisana. Dove il Consigliere Fabrizio Ghera si candida a recitare un ruolo da protagonista per la prossima stagione politica.

Si era pensato a un allargamento di FdI ai fuoriusciti di Toti, ma il governatore della Regione Liguria sembra voler fare tutto da solo.

Resterete così? Nessun cambiamento in relazione al simbolo e al nome? 

Come abbiamo già fatto in questi ultimi mesi, Fratelli d’Italia continuerà ad aggregare tutte quelle persone che hanno un’esperienza di destra e di centrodestra. Quindi coloro che condividono il progetto e la visione di Fratelli d’Italia”. 

Il tema è anche quello di recuperare tanti ex aennini che si sono allontanati nel corso degli anni. Alcuni articoli di stampa stanno rimarcando come questo processo sia già in atto. Il futuro, insomma, non sembra prevedere maglie larghe per far entrare i centristi. Però qualcuno, si pensi ad Alfredo Antoniozzi e ad Antonello Iannarilli con Alessia Savo, fa ormai parte del dei Fratelli d’Italia.

Consigliere Ghera, qual è la vostra identità politica? Gli ex forzisti che erano confluiti in Fdi guarderanno di nuovo a Toti? 

«Lo sforzo che stiamo facendo, e che ci ha visti peraltro raggiungere risultati importanti alle ultime elezioni europee, è di andare a coprire uno spazio politico che in termini di crescita fu quello di Alleanza Nazionale che raggiunse il 15% ed oltre. Valorizzando le varie esperienze accogliamo anche chi non si riconosce nel declino di Forza Italia o che non si ritrova in un partito territoriale a trazione nordista come la Lega Nord».

«La nostra identità politica del resto richiama agli interessi nazionali, alla Patria – per noi unica e indissolubile. Riteniamo che l’economia non debba prevalere sulla politica, che il sostegno alla famiglia tradizionale e la considerazione delle radici cristiane dell’Europa costituiscono valori irrinunciabili. Crediamo nella solidarietà a favore delle classi popolari, ma partendo dagli italiani. L’immigrazione clandestina e irregolare va contrastata, vanno incrementate politiche di sostegno per i paesi più poveri che diano speranza di vita dignitosa alle popolazioni locali ed eviti le migrazioni di massa». 

Lei è considerato un “rampelliano”. Poi ci sono i “meloniani”, come il parlamentare europeo Nicola Procaccini e, ancora, i centristi. Consigliere Ghera, non è che il correntismo ha fatto la sua comparsa anche all’interno della vostra Comunità, che è sempre stata un blocco solidissimo nello scacchiere della destra italiana?

«Il Partito è uno e non ci sono divisioni interne, siamo tutti ‘meloniani’ per utilizzare il vostro concetto. Giorgia è il presidente del partito ed in questi anni ha fatto un lavoro straordinario, certamente coadiuvata da Fabio Rampelli e da tante altre persone». 

Siete sicuri che, in caso di elezioni anticipate, Matteo Salvini non voglia provare il colpaccio da solo? Chi vi dà la certezza che andrete in coalizione? 

«In politica, come nella vita, le certezze possono essere fonte di delusione. Le alleanza si fanno su programmi e progetti condivisi, credo per cui in una compattezza tra tutte quelle forze politiche che sono contro gli eurocrati, contro chi vuole un’Italia subalterna alle politiche decise da altre nazioni o terra di porti dove scaricare migranti e rifugiati portati dalle navi delle Ong. Ecco, queste forze se hanno a cuore il futuro dell’Italia non possono che formare un fronte comune».

Passiamo alla Regione Lazio. C’è aria di valigie oppure no? Se si dovesse andare al voto, Nicola Zingaretti, con ogni probabilità, sarebbe costretto a dimettersi…Voi sentite pronti?

«Vorrei sottolineare che il primo atto che abbiamo protocollato appena arrivati in Consiglio regionale è stata la mozione di sfiducia a Zingaretti. Un presidente tenuto in piedi da una maggioranza che non esiste e che anziché governare ‘vivacchia’ a colpi di compromessi, una volta con i 5 Stelle e altre con alcuni consiglieri eletti nel centrodestra ahimè. Pertanto, terminare questa esperienza, con risultati disastrosi come su sanità e rifiuti, credo sia principalmente interesse dei cittadini».  

Non è che la Lega vi “ruba” il candidato alla presidenza della Regione? 

«Nel Lazio, come nelle altre regioni, bisogna lavorare per individuare il candidato migliore per vincere e poi governare bene, al di là delle appartenenze politiche considerando che Fratelli d’Italia ha diverse personalità che potrebbero rappresentare la nostra Regione al meglio». 

In caso di elezioni anticipate, tanto per il Lazio quanto per il Parlamento italiano, dove si vede candidato? 

«Da soldato non faccio personalismi, sarò candidato dove  Fratelli d’Italia riterrà più opportuno».