È già il Pd di Zingaretti (di C. Trento)

Perfino Matteo Renzi scommette sul governatore: «Nicola ci darà un bel segnale». In provincia di Frosinone le varie “correnti” si conteranno alle prossime elezioni. L'analisi di Corrado Trento

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Una campagna elettorale sola, ma una posta in palio tripla.

Intanto la corsa per Camera e Senato, con il doppio binario dei collegi maggioritari e di quelli proporzionali. Poi le regionali del Lazio. Quindi la resa dei conti interna ai Partiti. La provincia di Frosinone non fa eccezione, anzi.

È il fattore Nicola Zingaretti, però, quello maggiormente sotto i riflettori. Per quanto riguarda le politiche, i sondaggi spaventano il Pd, che teme di andare sotto la cosiddetta quota Bersani del 2013, cioè il 25,4% alla Camera dei deputati.

Nella kermesse dell’altra sera al teatro Eliseo di Roma Matteo Renzi ha detto di voler «recuperare 2 o 3 punti percentuali, anche perché in questo modo rendiamo contendibile il 60% dei collegi». Ma non è semplice.

Anche in Ciociaria nei tre collegi maggioritari (i due della Camera e quella del Senato) i sondaggi danno avanti il centrodestra. I Democrat sul territorio stanno rispondendo con la carta dell’unità. Domani a Veroli apertura della campagna elettorale di Francesca Cerquozzi, candidata nel collegio uninominale della Camera nord. Interverrà Ettore Rosato, capogruppo dei Dem alla Camera, quello che ha dato il nome alla legge elettorale. Ma ci saranno anche tutti gli altri candidati del territorio: Maria Spilabotte (maggioritario e proporzionale al Senato), Francesco De Angelis (proporzionale alla Camera), Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi, entrambi nel proporzionale, ma fuori dalla provincia di Frosinone.

È evidente però che, dopo il 4 marzo, i risultati elettorali determineranno pure i rapporti di forza all’ interno del partito provinciale. Il confine tra chi sarà eletto parlamentare e chi no avrà un peso.

Alle Regionali, invece, Nicola Zingaretti va avanti con il vento in poppa. Tutti i sondaggi lo danno avanti. Matteo Renzi l’altra sera all’ Eliseo ha accolto così sul palco il presidente della Regione Lazio: «Nicola ci darà un bel segnale». Aggiungendo però: «Al 5 marzo pensiamo dopo». Perché la domanda che tutti si fanno, soprattutto nel Partito Democratico, è una sola: se tra 25 giorni Nicola Zingaretti si riconferma presidente del Lazio mentre a livello nazionale il Pd ottiene un risultato non esaltante, cosa succede? È proprio Zingaretti la figura alla quale in diversi guardano per un eventuale dopo Renzi.

In provincia di Frosinone la competizione tra le varie “anime” del Pd è al massimo proprio alle Regionali. Articolata su tre ticket: Buschini-Battisti (area De Angelis), Fardelli-Caparrelli (area Scalia), Costanzo-Di Rollo (componente Astorre). Però va detto che alle regionali il pallino in mano lo ha sempre Nicola Zingaretti, il quale guarda anche alle due liste civiche di riferimento. Un elemento con il quale le correnti dei Democrat dovranno fare i conti.

Non solo: nella coalizione la stella polare è l’ alleanza di centrosinistra. E questo peserà perfino sulla formazione della giunta

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