Covid, in 54 giorni oltre mille pagine di norme: Scaccia e la giungla delle leggi

Il costituzionalista mette il dito nella piaga di una risposta legislativa all'emergenza troppo disomogenea. Ma il rischio della deriva autoritaria dell'Esecutivo Conte proprio non lo ce lo vede.

Una selva di decreti, accompagnati da una sfilza di allegati, seguiti da un’interminabile serie di interpretazioni. L’emergenza coronavirus ha prodotto tonnellate di norme: oltre ogni aspettativa. La prima ordinanza è del 30 gennaio: il Ministero della salute bloccava i voli da e per la Cina. Da allora e fino al 26 aprile “sono state prodotte norme corrispondenti a oltre 1100 pagine della Gazzetta Ufficiale. A queste si aggiungono atti regionali, ordinanze comunali, sindacali e Faq, non compresi nel conteggio”.

“Ci troviamo dinanzi ad un fenomeno di ‘ipertrofia legislativa indiscutibile’. Non ha dubbi il professor Gino Scaccia di Frosinone.

Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università di Teramo è anche docente di Diritto Costituzionale presso la Luiss Guido Carli di Roma. È l’uomo che è stato scelto per la sua competenza e distanza dai Partiti dall’allora ministro delle Infrastutture Danilo Toninelli. Lo ha voluto come suo Capo di Gabinetto. Ed uscito dal Ministero insieme al titolare del dicastero appena c’è stato il rimpasto da cui è nato il Conte 2 (leggi qui Chi è Gino Scaccia, il nuovo uomo chiave del ministro delle Infrastrutture)

Un libro sull’impatto giuridico

Il professor Gino Scaccia

Il costituzionalista è impegnato con altri colleghi nella stesura di un volume di prossima pubblicazione che misurerà l’impatto della disciplina Covid-19 sull’ordinamento giuridico. Il professore ne ha parlato con l’agenzia AdnKronos.

“Ci troviamo davanti ad un’alluvione di norme e al sovrapporsi sullo stesso territorio di sedi di produzione normativa diverse. Diverse e non sempre coordinate fra loro. Statale, regionale e municipale. E la tendenza a regolare minuziosamente ogni aspetto si rivela un’arma a doppio taglio. Questo piuttosto che definire una cornice larga di regole”.

Come? “Lasciando spazio alla responsabilità e alla comune ragionevolezza delle persone. Così come si è fatto in altri Paesi”.

Un’alluvione di norme localistiche

Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

“Da un lato – rimarca Scaccia – questa ipertrofia legislativa crea un’oggettiva condizione di incertezza e di disorientamento nei cittadini.

Cittadini che devono destreggiarsi fra norme di contenuto incerto e talora contraddittorio.

Dall’altro l’incessante somministrazione di regole e di procedure burocratiche rischia di essere percepita come il segno di una radicata sfiducia nei cittadini. Delegittimando con ciò le stesse istituzioni di governo”.

Il capolavoro dei congiunti

Foto © Gaetano Lo Porto / Imagoeconomica

Per il professore di Frosinone Emblema di questa propensione a regolare anche ciò che andrebbe lasciato al buon senso comune, è l’ormai celebre “capolavoro kafkiano dei ‘congiunti‘. Dove alla incertezza della definizione, che tante ironie ha sollevato, si unisce la sostanziale impossibilità di far valere l’inosservanza della norma. Tutto questo visto che la normativa sulla privacy impedisce anche di indicare il congiunto che si sta andando a trovare”.

Scenario a rischio di deriva autoritaria? “Nei momenti di emergenza perdurante e pervasiva (vale per la guerra come per la pandemia) c’è sempre il rischio di una ‘tirannia dei fini’. In pratica di assoggettare ogni valore o principio all’esigenza suprema della salvezza pubblica. E questo può sospingere sistemi privi di robusti presidi democratici verso governi ‘ascetico-autoritari’ ”.

Nel caso del Conte bis però è del tutto inappropriato parlare di derive o anche solo di tendenze autoritarie. Mi pare invece che l’alluvione di norme possa trovare una spiegazione in un qualche non trattenuto istinto paternalista.

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