Il Gioco dell’Oca tra legge elettorale, vitalizi e rottamazione

Tutto dipenderà dall’unica modifica che il Parlamento può fare alla legge elettorale: uniformare il Consultellum del Senato all’Italicum “corretto” alla Camera. Perché questo vorrebbe dire che anche per Palazzo Madama ci sarebbero collegi provinciali e non regionali (a preferenza unica) come adesso.

La differenza non è di poco conto, anzi è sostanziale ed enorme. Perché in questo modo si avrebbero due capilista bloccati per provincia, uno alla Camera e uno al Senato. Il che potrebbe consentire di schierare contemporaneamente Francesco De Angelis (Camera) e Francesco Scalia (Senato). Per il Partito Democratico. Mentre per Forza Italia, ipotizzando il rientro di Alfredo Pallone, quest’ultimo potrebbe essere schierato al Senato e Mario Abbruzzese alla Camera.

In caso contrario sarebbe complicatissimo. Con il Senato su base regionale, uno tra Scalia e De Angelis rischierebbe moltissimo. Il primo dovrebbe fare i conti con gli equilibri e le scelte destinate a coinvolgere pure Latina e Roma. Quindi con Claudio Moscardelli e Bruno Astorre.

Il secondo sa che Matteo Orfini si batterà per Claudio Mancini al Senato. E in Forza Italia, Claudio Fazzone e Francesco Giro sarebbero complicati da battere nella corsa al Senato. Per non parlare dei big nazionali.

Ma ce la faranno in Parlamento Forza Italia e Pd a provare a fare almeno questa modifica?

Non sarà semplice, considerando la Finanziaria da lacrime e sangue da varare e i vitalizi da conservare. Ugo Sposetti (Pd) sta radunando tutti gli scontenti per affossare in Senato il provvedimento approvato dalla Camera.

Attenzione però alle parole di Silvio Berlusconi in un’intervista di qualche giorno fa a Il Giornale sui volti nuovi per le candidature. Ha detto il leader di Forza Italia:

«La politica per tornare ad essere credibile ha bisogno di affidarsi a donne e uomini che abbiano dimostrato nella vita civile, nella trincea del lavoro, delle professioni, dell’impresa, della cultura, del volontariato, efficienza, scrupolosa onestà, capacità di conseguire dei risultati. I politici di professione purtroppo in molti casi hanno dimostrato di non avere queste caratteristiche, di pensare più al loro interesse privato che a quello della collettività».

E alla domanda “sta annunciando una rottamazione?”, ha risposto:

«Io nella vita sono sempre stato un costruttore, in qualunque campo mi sia impegnato. E un costruttore rinnova per essere in sintonia col Paese. Gli sfasciacarrozze invece rottamano. Per questo sto lavorando per rinnovare radicalmente la nostra squadra parlamentare e di governo. Meritocrazia per chi ha ben lavorato in questi anni e rinnovamento. Da tempo ho proposto ai nostri alleati, che si sono detti d’accordo, che il prossimo governo sia costituito per la maggioranza, per esempio 12 ministri su 20, da persone che non vengono dalla politica. Sui nomi deve permettermi di essere reticente: ogni volta che ho citato qualcuno, anche solo a titolo di esempio, si è scatenata una serie di illazioni del tutto infondate».

Rinnova, non rottama. Ma tanto basta. C’è sempre la famosa cartellina custodita a Villa Gernetto. Nella quale, oltre al nome di Mario Abbruzzese, ci sono quelli di Danilo Magliocchetti e Samuel Battaglini.

Ma soprattutto di Nicola Ottaviani. E’ ineleggibile? Sicuri che per Berlusconi sarebbe un problema?

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