Il giorno della stangata… e del divorzio tra Pd e Forza Italia

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Per stamattina, prima della seduta della conferenza dei sindaci, sia il Partito Democratico che Forza Italia hanno fissato delle riunioni separate. Per provare a serrare le fila, ma con la consapevolezza che non sarà semplice. (leggi qui il precedente sulla mancata intesa tra i Partiti) Perché anche a livello locale i partiti hanno capito bene che entrare in rotta di collisione con i sindaci di riferimento alla fine produce risultati politici negativi.

Detto questo, il meccanismo di votazione dell’assemblea dei sindaci prevede il doppio quorum: della maggioranza dei presenti e della popolazione rappresentata. Secondo alcuni potrebbe anche verificarsi il paradosso che il centrodestra abbia la maggioranza della popolazione rappresentata e il centrosinistra quella numerica. Per l’approvazione della delibera occorrono entrambi gli elementi.

Il fatto stesso che si sviluppino questi ragionamenti sta a significare la valenza politica della votazione di oggi. In extremis comunque le “colombe” proveranno a raggiungere un accordo.

In realtà la valutazione degli amministratori dovrebbe essere tecnica e soprattutto lontana da logiche di partito. Non sfugge a nessuno che il Piano tariffario doveva essere approvato da un pezzo e che all’Autorità per l’Energia sono stati già chiesti i tempi supplementari. Quello che sorprende è che il mese di agosto è passato invano, senza cioè che gli amministratori abbiano ragionato unitariamente sul da farsi.

I precedenti in materia di servizio idrico sono noti. Ad Acea è stato già riconosciuto un conguaglio di 75 milioni di euro che i cittadini stanno pagando attraverso le bollette. E sempre per la mancata fissazione delle tariffe nei termini. Poi c’è un altro conguaglio, di 53 milioni di euro. Anche questo già riconosciuto.

Cosa altro deve succedere affinché si guardi al merito delle questioni, senza lasciar prevalere la tentazione di sventolare la propria bandiera politica?

Naturalmente possono essere avanzate altre proposte, in grado però di reggere l’urto dei ricorsi al Tar o al Consiglio di Stato. Finora non è stato così. Il trend può essere invertito, ma intanto in queste ultime settimane il tema di fondo è stato quello delle possibili conseguenze politiche sulla maggioranza che sostiene il presidente Antonio Pompeo alla Provincia. Quella composta da Pd e Forza Italia, tanto per essere chiari. Il ragionamento ci sta e nessuno si meraviglia, ma non è questa la coordinata principale. Al centro del dibattito dovrebbe starci la valutazione degli aumenti tariffari e dei conguagli.

Invece la sensazione è che in provincia di Frosinone, non soltanto sull’acqua per la verità, si viva in uno stato di perenne campagna elettorale. Dove peraltro i partiti sono spaccati al proprio interno. Il presidente della Provincia e dell’Ambito Territoriale Antonio Pompeo ha tenuto un profilo basso sulla vicenda, ma alle riunioni non ha mancato di sottolineare che dopo il voto di oggi sarà impossibile tornare indietro. Non riferendosi all’aspetto politico, ma alla eventualità che, nel caso di un nuovo buco… nell’acqua, l’Aeegsi possa fissare tariffe e conguagli senza una proposta della conferenza dei sindaci.

Il punto alla fine è proprio questo: la conferenza degli amministratori locali dovrebbe indicare la posizione del territorio. Troppe volte invece a prevalere è stata la logica dello schieramento, troppe volte la tariffa non è stata indicata. Troppe volte si è deciso di non decidere

 

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