Giovane e zingarettiano: come sarà il Pd di Luca Fantini

Il modello politico e generazionale è lo stesso che portò alla ribalta Mauro Buschini venti anni fa. Il segretario aspetterà la sintesi dei big sulle altre posizioni apicali, ma non si limiterà a ratificare.

Sarà un Partito Democratico diverso da quello di oggi: più giovane, con idee più aperte, orientato al dialogo, meno chiuso in se stesso. Rigenerato dalla trasfusione che arriverà dal mondo dei Giovani Democratici: la coscienza critica del Pd che preme per entrare a pieno titolo nel Partito, incidere sulla sua rotta. Come ha detto con chiarezza nella riunione del 15 dicembre scorso a Frosinone: nella quale quel mondo ha rotto gli ormeggi e lanciato la candidatura del suo leader regionale Luca Fantini alla guida del Pd provinciale di Frosinone (leggi qui Il Congresso Pd è iniziato: i Giovani rompono gli ormeggi).

Sara Battisti

Il congresso provinciale della prossima primavera avvierà una fase di totale rigenerazione. Eleggendo Luca Fantini Segretario, dando il via alla trasfusione dei Gd nel Partito, avviando quel graduale cambiamento che tutti invocano dopo la parentesi renziana. A cominciare da Nicola Zingaretti.

Un percorso sollecitato soprattutto dall’interno. Sara Battisti, consigliere regionale del Pd, nei mesi scorsi aveva lanciato un messaggio chiaro in sede di Direzione. Vale a dire che gli eletti dovevano fare gli eletti e il segretario il segretario. È quello che succederà. Sia la Battisti che il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini potranno concentrarsi sul loro ruolo. Come Francesco De Angelis su quello di presidente del Consorzio Asi e probabilmente del Consorzio industriale regionale unico. Antonio Pompeo è presidente della Provincia e sindaco di Ferentino: anche lui potrà dedicarsi, come sta facendo da anni, al doppio ruolo.

I fronti per il Segretario

Al Segretario Provinciale competerà di occuparsi dei Circoli, del dibattito e delle tensioni al loro interno. Stimolando il primo e disinnescando i secondi. Ci sono situazioni di conflittualità che per nulla sono conciliabili con un Partito, meno ancora se quel Partito è il Pd.

È il caso di Frosinone dove le lacerazioni hanno consegnato il capoluogo nelle mani del centrodestra di Nicola Ottaviani: fu la spaccatura tra l’ex sindaco Michele Marini ed il resto del gruppo dirigente a determinare gli attuali dieci anni di governo del centrodestra.

Ma è anche il caso di Ceccano: il centrosinistra non si presenta unito alle urne, il Circolo si è diviso e c’è stato un commissariamento, culminato nella diaspora ora che si vota.

Luca Fantini

Stessa cosa a Pontecorvo: due orientamenti contrapposti sulla linea da seguire, il segretario si dimette perché non si arriva ad una sintesi politica.

A Cassino c’è una sintonia da ricostruire con l’attuale gruppo dirigente, nato da una doppia spaccatura elettorale vinta da Enzo Salera solo perché ha combattuto con e per lo Statuto.

Mentre a Sora la divisione risale ai tempi di due Franceschi: De Angelis e Scalia, una parte sostenne la candidatura di Antonio Lombardi a sindaco, una parte no. Vinse il centrodestra di Ernesto Tersigni. Azzerando un gruppo dirigente.

Ma anche a Veroli si vive su un equilibrio fragile. Così come ad Alatri. Ed il problema lo hanno detto in queste settimane gli iscritti: occorre un segretario politico a tempo pieno, che pensi al Partito da quando si sveglia a quando va a dormire.

Il modello Fantini

Il presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini ed il Consigliere del Lazio Sara Battisti

Detta così sembra una cosa banale. Invece non lo è, perché il modello che Luca Fantini ha in mente è quello di Mauro Buschini venti anni fa. Soltanto così può crescere una nuova classe dirigente. Adesso siamo in una fase nella quale le diverse aree dovranno trovare una sintesi sulle posizioni diverse dalla segreteria provinciale. A partire dalla presidenza, per continuare con la vicesegreteria. Ci saranno incontri e trattative come sempre e i big diranno la loro.

Ma Luca Fantini non si limiterà a ratificare le decisioni già prese, proverà a dire la sua. Per ottenere un risultato evidente: avere vicino una classe dirigente che abbia la sua stessa estrazione generazionale.

D’altronde è questo l’input che arriva dal segretario nazionale e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Del quale Fantini è un fedelissimo.

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