Le 35 assunzioni non furono una porcata: aveva ragione Ciacciarelli

Il Giudice del Lavoro reintegra i lavoratori licenziati nel 2017 dal Consorzio di Bonifica Valle del Liri. Il piano di stabilizzazioni non era illegittimo.

In questo periodo non è candidato. E forse è per questo che non fa notizia. Ma Pasquale Ciacciarelli non ha creato il disastro nei conti del Consorzio di Bonifica Valle del Liri di Cassino. Non quello ipotizzato dal commissario Raffaele Maria De Lipsis, magistrato siciliano in pensione convocato in provincia di Frosinone per fare ordine nei conti ed avviare la fusione fra i tre enti. Il paradosso vuole che il giudice De Lipsis sia finito indagato, la fusione non è stata fatta. E Ciacciarelli non ha devastato i conti. (leggi qui Sentenze vendute, l’ex commissario della Bonifica finisce agli arresti).

A stabilirlo sono i giudici del Lavoro di Cassino. Un po’ alla volta: prima il dottor Antonio Tizzano e ora la dottoressa Annalisa Gualtieri. Hanno reintegrato tre dei lavoratori che erano stati licenziati nel 2017 dal Valle del Liri. Erano stati mandati via perché era stata ritenuta illegittima la loro stabilizzazione compiuta nell’agosto 2016. A leggere la relazione posta alla base dei licenziamenti non si trattò di una stabilizzazione bensì di una porcata. Fatta in pieno periodo elettorale: si votava a Cassino. L’allora presidente Pasquale Ciacciarelli si prese la responsabilità di far passare al contratto a tempo indeterminato i 29 dipendenti precari e ne assunse inoltre altri 5. In maniera discutibile, stando alla relazione scritta poi dal Commissario nel 2017. (leggi qui Uno scivolo per mandare via i dipendenti. E poi assumerne altri. Il dossier che scotta al Valle del Liri).

Con quella convinzione, il commissario Raffaele Maria De Lipsis procedette ai licenziamenti. Lì motivò evidenziando che le assunzioni erano avvenute nonostante il parere contrario della Regione Lazio; inoltre, dai suoi conti risultava che il Consorzio non poteva permettersi tutti quei dipendenti: mancava la copertura finanziaria.

I dipendenti finirono sulla strada. L’ex presidente Pasquale Ciacciarelli finì sulla croce mediatica.

Ora, poco alla volta, i singoli licenziamenti stanno arrivando al Tribunale di Cassino sezione Giudice del Lavoro. Ed i due magistrati che se ne sono occupati hanno accolto le richieste dell’avvocato Mario Costanzo: ordinando la reintegra dei lavoratori, più il pagamento di tutti gli stipendi arretrati. Perché «deve coerentemente concludersi che il Consorzio ha errato nel dichiarare il contratto a tempo determinato nullo per violazione di norme imperative».

Tradotto: le 35 assunzioni fatte da Ciacciarelli non violavano alcuna norma che regola la formazione del bilancio del Consorzio di Bonifica.

Ma lui adesso non è candidato. E per questo non fa scalpore.

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