La lista Pd alle Comunali? Si farà. Orfiniani a Giuliano: «Ecco com’è andata per il capolista»

La lista si farà. Il Partito Democratico presenterà i suoi 32 candidati a sostegno dell’elezione di Fabrizio Cristofari a sindaco di Frosinone. Si sta lavorando per superare il prendere o lasciare intimato nei giorni scorsi dalla Direzione Cittadina: aveva presentato l’ossatura della lista alla Direzione Provinciale e intimato “o ci sono tutti i big che abbiamo elencato o vedetevela da voi“. (leggi qui) Tra quei nomi c’era il presidente dell’Asi e capolista dei renziani all’Assemblea Nazionale Francesco De Angelis. Che aveva risposto un “Non se ne parla nemmeno“.

 

A disinnescare le tensioni stanno lavorando in tanti. Dal segretario cittadino Norberto Venturi al presidente del Circolo Francesco Brighindi. Dal dirigente cittadino Ermisio Mazzocchi all’ex assessore Stefania Martini. Con il segretario provinciale  Simone Costanzo a tirare le fila con discrezione. Il punto di partenza sono i 12 nomi già individuati. Si va dal senatore Maria Spilabotte ai vertici del circolo Pd cittadino Venturi e Brighindi con il vice segretario Andrea Palladino. I consiglieri uscenti Angelo Pizzutelli, Stefania Martini, Luigi Arduini. La dirigente provinciale Antonella D’Emilia. Ci sono i fedelissimi dell’ex sindaco Michele Marini. Anche se, per coerenza, lui in prima persona non intende scendere in campo a sostegno di un candidato sindaco che ritene colpevole della sua sconfitta di 5 anni fa.  Ma a rappresentarlo ci sono le candidature di Simona Boglione e Alessandro Urbani.

 

Tutti gli osservatori stimano che già così si sia a 2mila voti. Un nocciolo duro di tutto rispetto. Di fronte al quale non sembra trovare una logica il dibattito (e conseguente lacerazione) aperto in questi giorni: big si o no in lista. L’unica spiegazione è la volontà politica di far scendere in campo Francesco De Angelis per obbligarlo a contarsi sulla piazza di Frosinone.

 

Ieri sera Francesco De Angelis, con l’assessore regionale Mauro Buschini ed il vice segretario provinciale Pd Sara Battisti ne hanno parlato a Giuliano di Roma. Mentre la componente del senatore Francesco Scalia si riuniva da Memmina, loro facevano quadrato sul territorio del sindaco Adriano Lampazzi dove hanno riunito gli amministratori della zona. E lì Sara Battisti ha ribattuto alle voci che arrivavano dall’altra riunione. Ad esempio l’indiscrezione secondo la quale, fino alla sera prima della presentazione delle liste per l’Assemblea Nazionale, c’era un patto tra i renziani ciociari. Prevedeva che fosse proprio lei la capolista in provincia di Frosinone: al fine di dare un segnale di ricambio. Per favorire quel ricambio, Francesco Scalia rinunciava a candidarsi e Francesco De Angelis rinunciava a voler fare il portabandiera. Poi però il presidente dell’Asi, all’ultimo momento, avrebbe cambiato le carte in tavola. O io o io.

 

Sara Battisti ha detto che le cose non stanno così. C’è di peggio. «La verità è che la questione capolista e candidature doveva essere affrontata e definita al tavolo provinciale. Ma qualcuno non ha voluto risolvere tutto in quella che era la sede naturale del dibattito. Il tavolo non si è riunito. Siamo stati gli unici a dover andare al Regionale per sciogliere un nodo che tutte le altre Federazioni del Lazio avevano sciolto in casa loro. A quel tavolo, come area Orfini abbiamo rivendicato il capolista. Ci è stato risposto si. Poi però si pretendeva di indicarci anche il nome, spingendo affinché fossi io. A quel punto abbiamo detto che saremmo stato noi ad indicare il nome».

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