Gli alleati ostili

La vicenda delle elezioni di Cassino, con l’acquisizione delle schede di tutti i seggi relativamente alle ultime amministrative ha dato ossigeno al… Pd provinciale.

Per qualche tempo l’attenzione politica e mediatica sarà spostata su entrambi i fronti, proprio mentre gli impegni e gli appuntamenti si stanno moltiplicando: il referendum costituzionale, le primarie del Pd per cercare di arrivare ad una candidatura almeno condivisa a Frosinone, le elezioni provinciali di gennaio.

Ad un certo punto però i temi dovranno essere affrontati. Se in sede di assemblea dei sindaci sull’acqua il Partito Democratico dovesse essere ancora una volta battuto dal centrodestra, non soltanto si aprirebbe la crisi con Forza Italia alla Provincia, ma Antonio Pompeo potrebbe decidere di spiazzare tutti e dimettersi.

Il presidente della Provincia mantiene equilibrio politico ed evita dichiarazioni, ma si sarebbe aspettato ben altro comportamento da parte dei vertici politici del Pd. Domani il senatore Francesco Scalia terrà una conferenza stampa sul piano tariffario del 2007 e probabilmente cercherà di indicare la strada agli amministratori del Pd, facendo capire che la strada della contrapposizione frontale con Acea ha prodotto solo conguagli-stangata che hanno pagato, pagano e pagheranno i cittadini.

A Frosinone invece toccherà al segretario Simone Costanzo cercare di convincere Michele Marini a sostenere il candidato sindaco del Pd. Se Costanzo dovesse fallire la “missione”, allora sia Fabrizio Cristofari che Norberto Venturi potrebbero ripensare la loro disponibilità alle primarie.

Alle elezioni provinciali, invece, Mario Abbruzzese effettuerà le prove generali per capire se fra due anni un sindaco di Forza Italia potrà scalzare Pompeo dalla presidenza della Provincia.

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