Gli assi multipli di Francesco De Angelis per le elezioni

«Come presidente del Senato mi debbo augurare che la legislatura duri fino al 2018. Gentiloni ha il compito di ricucire il Paese». Piero Grasso è un magistrato prestato alla Politica. E che la capisca non molto è chiaro, basta fare due cose. La prima: leggere la sua ampia intervista al Corriere della Sera. La seconda: alzare lo sguardo dal giornale ed osservare cosa accade in provincia di Frosinone.

Francesco De Angelis ha iniziato a macinare chilometri partecipando alle riunioni con sindaci, amministratori, cittadini e chiunque goda del diritto di voto. Francesco Scalia è miracolosamente riapparso nelle foto che immortalano gli eventi pubblici sul territorio: non accadeva da un paio d’anni.

E’ come se il ministro Neville Chamberlain tornasse dall’incontro con il cancelliere del Reich che gli ha appena detto “Tranquilli, non ci sarà la guerra” ma intanto i carri armati si muovono intorno alla Polonia.

Francesco De Angelis sta sperimentando la teoria degli assi (politici) multipli. Naturalmente in vista delle prossime elezioni politiche alle quali è ormai chiaro che si candiderà.

Giovedì prossimo l’evento con il presidente nazionale del Pd Matteo Orfini segnerà il suo probabile ingresso in quell’area, dopo il fallimento dell’operazione portata avanti con qualche anno fa da Enrico Gasbarra. Prima ancora De Angelis aveva provato l’esperienza con l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, che però non è durata.

Con Orfini potrebbe funzionare, soprattutto per la presenza di Sara Battisti, pasionaria dell’area prima identificata come quella dei Giovani Turchi. Il ragionamento è più semplice di quello che si pensa: Francesco De Angelis i voti li ha e quindi si candida, Sara Battisti viene inserita nel ticket confidando sulle quote rosa e tenta in questo modo l’approdo in Parlamento.

Certamente però è De Angelis a fare da traino. Dicevamo degli assi multipli: con il presidente della Saf Mauro Vicano, che infatti alle provinciali è stato decisivo per l’elezione di Antonio Di Nota.

A Cassino c’è poi la vera “fortezza” di De Angelis: Francesco Mosillo e Massimiliano Mignanelli, Barbara Di Rollo e l’area che governa il Cosilam. (leggi qui Il compagno Mignanelli affonda il sottoMarino Fardelli)

Sul versante est il duo Vincenzo-Massimiliano Quadrini garantisce una sorta di linea Maginot. Al nord della provincia De Angelis è in campo direttamente, da Anagni ad Alatri, da Veroli a Frosinone.

La presidenza del Consorzio Asi sarà importante. Come l’appoggio del presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli. Semmai l’unica incognita è il capoluogo. Fabrizio Cristofari o Michele Marini? O entrambi? Pure in tal caso la manovra sarà affidata allo sherpa Mauro Vicano.

Infine, il patto di ferro con l’assessore regionale Mauro Buschini, che seguirà in ogni caso la linea del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Ma sul territorio Buschini sosterrà De Angelis, anche se quest’ultimo dovesse andare nella componente di Matteo Orfini.

Però nel Pd nazionale dicono che tra Matteo Orfini e Nicola Zingaretti non ci sia feeling…

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