Gli effetti del Covid: a marzo il colpo sulle imprese

Camera di Commercio Frosinone-Latina 'legge' i numeri di Movimprese. Il record di partite Iva? Effetto di un 2020 'misto'. Il Covid colpirà da marzo. E Acampora invoca strategie chiare, perché le imprese non hanno più ossigeno.

Fabio Cortina
Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

A tenere in piedi il sistema delle imprese nel Lazio, fino ad oggi, è stata la “resistenza” degli imprenditori. Perché gli effetti del Covid sul tessuto economico ci sono, ma ancora non si vedono in pieno. È questo il quadro che emerge dalla relazione della Camera di Commercio Frosinone-Latina sulla base dei dati Movimprese.

Numeri che fanno riferimento al 2020 appena concluso. Ci parlano ancora di un bilancio positivo nella conta delle imprese, ma in un quadro di generale affanno. (Leggi qui Il Lazio resiste: primo in Italia per nuove imprese).

Covid: resistere, per la famiglia

Dall’ente camerale emerge innanzitutto un dato: le attività commerciali e le aziende hanno deciso di resistere. Soprattutto laddove quell’attività rappresenta la principale fonte di sostentamento di un intero nucleo familiare.

Foto: Gaetano Lo Porto / Imagoeconomica

In pratica, ci sarebbero state tutte le condizioni per chiudere i battenti e forse in un altro periodo sarebbe stato così. Ma ora si è deciso di stringere i denti. E così è come un mal di denti che si tampona a lungo con gli antidolorifici, ma alla fine l’unica certezza è che verrà fuori in tutta la sua violenza.

Tutti gli effetti della pandemia sui conti delle aziende restano sotto traccia, con un congelamento generalizzato delle scelte da parte di chi le guida. Congelamento dovuto ai ristori arrivati, alla mancanza di licenziamenti vista la proroga e al rinvio dei fallimenti grazie al fondo di garanzia e alle moratorie sui prestiti.

Lazio, Ciociaria e Pontino: come va

Il Lazio, in questo quadro, fa vedere una delle migliori performance a livello nazionale con il tasso di crescita delle imprese pari a circa l’1% rispetto al 2019, ma con un passo molto più lento. Nascono il 20% in meno delle attività e c’è il 20% di chiusure. Passando alle province: in Ciociaria si vive una fase di stallo, più che di stazionarietà.

Nel pontino il rallentamento più marcato, con una crescita quasi dimezzata. In entrambi i casi c’è da sottolineare la buona performance del settore delle costruzioni, che accelera grazie ai contributi destinati alle ristrutturazioni e all’ecobonus.

Foto: Imagoeconomica

In provincia di Frosinone nell’ambito del saldo aziende del 2020, il 58,8% sono nell’ambito delle costruzioni. Situazione simile a Latina che conta circa il 51,1%.

Il Lazio invece fa registrare dati inferiori, pari al 28,6%. E’ il segno questo che la tradizione, soprattutto ciociara nell’edilizia, sta dando i suoi frutti in questo momento. 

Covid, il peggio deve ancora venire

Un raggio di sole in un cielo nerissimo però, perché il peggio deve ancora venire. Si cominciano a vedere, spiegano dalla Camera di Commercio, gli effetti negativi sulle strutture turistiche. Strutture che ancora si reggono in piedi, malferme, grazie ai ristori, ma anche alle misure di salvaguardia dei posti di lavoro, come il blocco dei licenziamenti, e al contenimento dei fallimenti, grazie al fondo di garanzia. E perché no, grazie anche ai risparmi, a quelle riserve che gli imprenditori si erano creati per eventuali situazioni di difficoltà.

A marzo i primi effetti della pandemia sul commercio

Per usare un termine di paragone medico, che potrebbe far capire meglio la situazione di questi tempi. Queste imprese sono attaccate ad un respiratore, con un quadro clinico in progressivo deterioramento ed i primi effetti economici li vedremo a marzo. Quelli saranno i primi numeri significativi della situazione.

Acampora: intervenire, ora e bene

«L’analisi consegna un quadro preoccupante. – ha spiegato il presidente Acampora Bisogna intervenire senza perdere ulteriori occasioni, in quanto dopo i sacrifici a causa dello shock economico, è venuto il tempo di fare qualcosa. Con obiettivi e strategie chiari, ma soprattutto con tempi certi».

Giovanni Acampora (Foto: Valerio Portelli / Imagoeconomica)

La direzione, conclude Acampora, è tracciata nel Recovery plan e la Camera di Commercio è pronta a dare il proprio contributo, con interventi strategici per l’attuazione del piano per contrastare le conseguenze del Covid sull’economia reale.

La speranza è che il nuovo Governo abbia la forza di poter tracciare davvero questo piano, di poter scrivere una strategia chiara e fornire quei famosi tempi certi. L’ossigeno che in vita le imprese è in esaurimento, la resistenza si sta spezzando come una corda ormai lacera.