Gli eretici decideranno le elezioni (di Franco Fiorito)

L'affilata analisi di Franco Fiorito sulla situazione politica nel Lazio. Le candidature nella palude dei veti: da un lato il caso Pirozzi e dall'altro il problema LeU. A decidere le elezioni saranno gli eretici. Parola di Franco Fiorito.

Franco Fiorito
Franco Fiorito

Ulisse della Politica

Un discorso sull’eresia dovrebbe iniziare con l’etimologia: dal greco àiresis che significa scelta, nel senso anche di svolta.

Per poi passare alla storia, specialmente quella Cristiana che nel concilio di Nicea, inventa la contrapposizione tra ortodoxia e àiresis, ortodossia e eresia, che resiste fino ad oggi.

Come fino ad oggi resiste la definizione di eretico come qualcuno che va contro il comune modo di pensare.

Noi oggi la sottolineiamo nel suo senso originale letterale e solo poco, con un velo di malizia nel suo comune senso filosofico religioso.

Si perchè se non ve ne siete ancora avveduti le prossime regionali del Lazio nel bene o nel male saranno decise dagli eretici.

Siano essi per scelta o per induzione. Ogni schieramento politico ne presenta alcuni.

A partire dalla sinistra. Ha causato più scissioni, fughe e creazione di nuovi partiti e movimenti il renzismo di pochi anni che decenni di tormenti post comunisti. Ma con spirito di sintesi diremo, nel nostro quadro, che l’eresia attuale della sinistra si chiama Liberi ed Uguali. Formazione in fuga dalla ortodossia renzicentrica e pronta a tutto, o quasi, per far perire il pd a trazione cerchio magico, sempre più in calo nei sondaggi. A livello nazionale, ma nelle regioni? Nelle regioni si tratta ed il filo è sottile.

Ma anche la destra non scherza rischia di trovarsi una bella pedata polverosa stampata sul didietro con la forma del famoso scarpone scelto da Pirozzi e dalla sua nascente formazione come simbolo. Già Pirozzi, l’eretico che nel sonno totale dei Partiti di centro destra parte e brucia le tappe, candidandosi con un chiaro messaggio al centro destra: intanto che parlate tra voi io vado a parlare con il popolo.

Questo rispetto ai seguaci di Grasso con Zingaretti ha un problema in più. Loro non hanno espresso candidati presidente mentre lui è in piena corsa elettorale e ritirarsi come prevedibile sarà molto più doloroso e difficile.

I Cinque Stelle poi non potevano farsi mancare la loro personalissima eresia e fedeli al loro spirito di contraddizione hanno tagliato corto.

Nel momento storico della vincita al comune di Roma si pensava che instaurasse una ortodossia della Raggi che, come i suoi predecessori sindaci, un po’di visibilità e potere da giocare lo aveva. Invece no, non solo monta la fronda interna capeggiata dalla Lombardi ma nelle successive regionarie, proprio la parlamentare viene indicata come candidata. Una eresia apparentemente istituzionalizzata. Roba da far venire il capogiro a Copernico.

Intanto che i Partiti tradizionali fanno queste interminabili e noiose trattative chi ha avuto spirito di iniziativa, chi ha scelto, è stato eretico ha acquisito spazio politico ed un potere determinante.

Se LeU o Pirozzi dovessero restare da soli si spianerebbe la strada ad una facile vittoria pentastellata.

Se uno di loro, al contrario, raggiungesse un accordo con i proprio omologhi acquisirebbe un vantaggio immediato e fondamentale.

Se tutti invece torneranno nei ranghi ci sarà davvero una bella battaglia all’ultimo voto visto che il sistema regionale è un turno unico. Basta un voto in più.

Insomma le eresie partitiche scombussolano il quadro politico regionale. Tra poco sapremo se finiranno per creare nuovi grandi scenari o finiranno nel solito “rogo risolutore” delle elezioni.

L’unica curiosità rimasta la mutueremo da Shakespeare che ispirato da Giovanna d’Arco scrisse “Eretico sarà chi accenda il rogo, non già colei che vi brucerà dentro!”.

Insomma più prosaicamente qui roghi veri e propri non ne vedremo ma sicuro, andando avanti così, qualcuno resterá scottato. E parecchio.