Gli indiani Sabaudia e il Rishi Sunak che sta arrivando

L'altra faccia dell'immigrazione. Quella che fingiamo di non vedere. È rappresentata da quei ragazzi arrivati da lontano e che affollano le nostre scuole. Saranno i nostri ingegneri, i nostri medici, i nostri consulenti di domani. Come Rishi

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Si dice che faccia più effetto un singolo albero che cade con gran rumore mentre resti nell’indifferenza generale l’intera foresta che cresce. Si discute tanto, ed a ragione, delle condizioni di lavoro nei campi dell’Agro Pontino, a Sabaudia in particolare. Storie difficili, pesanti: di uomini e donne in fuga dalla fame e dallo sfruttamento. Animali da fatica messi vicino ad animali a quattro zampe: ma le bestie sono altre, sono quelli che sfruttano entrambi.

Ma… accanto a queste pene c’è qualcosa di profondo che sta cambiando. Che presume un futuro diverso da un passato che è il presente che sta passando.

I colori davanti al Grassi

Foto: Anil Sharma

Passo davanti al liceo Scientifico Grassi di Latina, il mio liceo. E vedo la confusione dei ragazzi al loro ingresso, vivi e vividi appena svegli. Ma noto colori più vivi, una bellissima varietà. Sono tanti, ma tanti, i ragazzi di origine indiana, con i loro colori più colorati degli altri studenti ma non per questo diversi.

Il padre di un mio amico davanti alle nostre furberie commentava “ma so regazzi”. Davanti al liceo ci sono “regazzi” e tutti italiani, italiani di domani. Quei ragazzi indiani assomigliano tanto a noi che venivamo qui dalle antiche comunità, da comunità contadine.

La scuola è ‘ascensore sociale‘. Lo ripete con orgoglio il professor Paolo Vigo, metrologo di fama mondiale ed un tempo non lontano rettore dell’Università di Cassino. Diceva sempre che la sua più grande soddisfazione era vedere i figli degli operai Fiat laurearsi ed avere la prospettiva di un lavoro diverso da quello in fabbrica svolto dai genitori.

L’ascensore di Rishi

Rishi Sunak (Foto: Simon Walker © N°10 Downing Street)

Un’aspirazione che è riassunta magistralmente in due versi di una canzone che ha segnato un’epoca: “Del resto mia cara, di che si stupisce, anche l’operaio vuole il figlio dottore / e pensi che ambiente ne può venir fuori, non c’è più morale contessa”. Contessa di Paolo Pietrangeli ha caratterizzato una generazione.

I figli di quelli che stanno nei campi sono qui al Liceo Grassi di Latina a studiare le funzioni, in italiano, e saranno gli ingegneri di domani.

Questa parte dell’immigrazione non si legge. Non si legge l’orgoglio di chi si ammazza nei campi per “riscattarsi” dai campi. E non leggiamo quello che avviene nel mondo: l’India per gli inglesi non era in grado di governarsi da sola ora Rishi Sunak, di origini indiane e indu, governa il Regno Unito da dieci giorni dopo le dimissioni di Liz Truss che a sua volta era subentrata a Boris Johnson.

Non si vuol vedere quello che non fa rumore ma che sta cambiando l’umore della comunità.

Quel futuro che non cogliamo

Il liceo Grassi di Latina

Il futuro dell’Italia sta davanti al liceo ma non lo si racconta, non lo si neanche nota. I ragazzi e le ragazze indiane stanno creando con i ragazzi e le ragazze italiane, con gli insegnanti il più grande vaccino contro lo sfruttamento: la conoscenza, la preparazione

In provincia di Latina ci sono oltre 13 mila indiani, come i residenti di un comune come Pontina, oltre la metà tra Sabaudia, Pontinia, Terracina e San Felice.

Parla chiaro il Rapporto del Ministero del Lavoro italiano sulla comunità indiana nel 2020. “Rispetto all’anno, il 2018/19 gli alunni di origine indiane nelle scuole italiane  sono aumentati del 5,6%, con un tasso di crescita decisamente superiore a quanto evidenziato sul totale degli alunni non comunitari (+2,6%)”.

Lo stesso rapporto segnala che la presenza degli studenti indiani nelle università italiane è aumenta del 21%, contro una crescita degli studenti stranieri totali nello stesso anni del 6.2%.

Il mondo cambia e tra i ragazzi davanti al liceo ci potrebbe essere il nostro Rishi Sunak. Un altro modo di vedere il mondo che cambia senza far rumore e smentendo i luoghi comuni

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