Gosaf ore 12: panico in aula (del Conte della Selvotta)

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

 

“Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. TITO LIVIO – LIBRO XXVII – CCVIII a.C.
(Per una minima parte del Consiglio: CCVIII a.C. in numeri romani è il 208 a.C. E cioè un anno del III secolo a.C.)

 

Ore 12 – 14 aprile 2017 – p.C. – Venerdi Santo, la Passione del Signore e ricorrenza di San Benedetto di Hermillon e di altri santi.

Annotazione dell’antico cronista Domenico Tortolano (3.168 a.C. – Tuttora vivente – Presente venerdi 14 aprile nell’aula consiliare di Cassino come accade da oltre mezzo secolo seduto sulla stessa sedia di pelle rossa intorno allo stesso tavolo di quercia secolare.

Lo sciame d’api, racconta lo storico romano Tito Livio, seminò il panico nel Foro. La stessa scena di panico si è ripetuta 2.225 anni dopo. Questa volta nell’aula consiliare di Cassino, poco distante da quell’antico Foro. Un panico da terremoto proprio mentre la bionda consigliera Rossella Chiusaroli, fedele forzista del commander (al secolo Mario Abbruzzese), illustrava finanziamenti per progetti antisismici nelle scuole cittadine.

Sul banco di presidenza i presenti sudavano freddo perché intenti a leggere sui telefonini notizie sgradite anticipate dal blog Alessioporcu.it. Una notizia che doveva ritardare e che invece è stata fatta uscire sadicamente. In un venerdi santo e per di più durante una seduta consiliare di particolare importanza dedicata al bilancio. E il rappresentante dello Stato, che ha permesso la diffusione, è stato subito definito “un infedele”.

 

IL CAFFE’ DI LEONE
Amministratori e impiegati comunali finiti sotto inchiesta per una storia di tributi pagati dai cittadini e non incassati dal Comune. E in aula, mentre il dibattito andava avanti stancamente, cominciava il totopresente. Sui telefonini appariva il decreto del gip con l’elenco dei 12 indagati.

Io non ci sto” si udiva dai banchi. Altri più mestamente ammettevano:“Io ci sto. Ma non so niente!” E subito le telefonate agli avvocati per saperne di più. Tanto che l’assessore Benedetto Leone, appena rientrato da Vinitaly dove ha alzato spesso, dicono, il gomito per i calici di spumanti nostrani, prova a rincuorare gli afflitti della notizia d’indagine. E manda caffè ai consiglieri di minoranza con dedica:”Vi vedo annoiati”. Manda i caffè anche ai cronisti (vedi foto), anch’essi annoiati dal basso profilo del dibattito. Un dibattito offuscato dalla ferale notizia del caso Gosaf. Dodici indagati, tra cui tre presenti in Aula. (Leggi qui)

 
CMD’A’S KARMA
Un dibattito poco combattivo e senza veleni ed anche breve nella durata non si era mai visto nell’aula Di Biasio affrescata con le immagini di san Benedetto e dei monaci ma anche di vescovi e imperatori transitati da queste parti. In alto sulla parete di fondo la frase dello storico Tito Livio. E l’antico cronista alzando lo sguardo ha riletto quella frase. Perché il dubbio gli era venuto subito.

Nell’aria c’era qualcosa di strano. Il panico era palpabile. L’ingresso della squadra di governo nell’aula è stato troppo puntuale. Ed anche con facce afflitte. Ore 9,30, come nella convocazione. E alle 9,33 il puntuale presidente d’aula Dino Secondino ha fatto suonare la campanella. E il segretario comunale ha fatto l’appello dei presenti senza aspettare il canonico quarto d’ora di ritardo. Tanto che la minoranza e il consigliere Antonio Valente sono arrivati poco prima delle dieci quando già il primo punto era stato votato.

Sorpresi della puntualità Giuseppe Golini Petrarcone e le sacerdotesse del Pd Barbara Di Rollo e Sarah Grieco. Occhiataccia di Carlo Maria all’ingresso del ritardatario Antonio Valente. L’ordine del commander era stato:”Puntuali e tutti presenti”.

Il sindaco e l’assessore Ulderico Schimperna sapevano dell’infortunio giudiziario e speravano che tutto filasse liscio. Il pacifico e bravo professore di ragioneria tra la commozione (un galantuomo) aveva confessato, il giorno prima, a Carlo Maria il reato d’accusa. E perciò speravano nell’assenza della minoranza per chiudere subito la questione bilancio. E invece sono arrivati ed è arrivata anche la notizia sgradita. E così tutto si è smorzato. Tutti avevano fretta di votare e andarsene. E perciò nessuna replica di sindaco e assessore. E nessun commento.

 

IL CONCLAVE POMERIDIANO
Tutti di fretta per andare a studiare le carte. L’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone e il suo fido Ministro delle Finanze Enzo Salera si rinchiudono nello studio dell’avvocato Gino Ranaldi. E studiano ogni pagina, riga per riga. Fino a scoprire il passaggio che li scagiona. Poi parte il tam tam di telefonate alle redazioni. Nello stesso momento, Carlo Maria D’Alessandro legge per la seconda volta l’atto che conosceva già dall’alba: «Schimperna non c’è per fatti che riguardano Cassino, può continuare».

Cambiare tutto affinché nulla cambi. Anche se uno sciame d’api s’abbatte sul Foro.

 

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