Dimmi di chi ti fidi e ti dirò chi sei

Il premier Giuseppe Conte ha delle forti riserve sulle vere strategie di Matteo Renzi. Luigi Di Maio non ha gradito di essere stato scavalcato dall’inquilino di Palazzo Chigi. Nicola Zingaretti sa che le regionali in Umbria ed Emilia Romagna saranno decisive per tutto e tutti. Nel centrodestra Giorgia Meloni è cauta su Silvio Berlusconi, che a sua volta frena su Matteo Salvini. Non ci resta che attendere il 19 ottobre.

Giuseppe Conte non si fida di Matteo Renzi. Non perché pensi che quest’ultimo voglia far cadere il governo (neppure a lui conviene la prospettiva di elezioni anticipate), ma perché è convinto che l’obiettivo sia quello di tornare centrale nella politica italiana. E questo è sicuro. La Repubblica riferisce di uno sfogo del presidente del consiglio alla fine della riunione di giovedì sera. Con i ministri Lorenzo Guerini e Francesco Boccia (Pd) che lo hanno rassicurato per metà. Un esecutivo e una maggioranza nelle quali ognuno si fida fino ad un certo punto.

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio, capo politico  del Movimento Cinque Stelle e ministro degli esteri, non si fida del fatto che proprio Giuseppe Conte lo ha scavalcato all’interno del Movimento, affermandosi come leader più popolare e, soprattutto, più apprezzato da Beppe Grillo. Conte non si fida di Renzi. Nicola Zingaretti, segretario del Pd, è preoccupato del fatto che le Regionali possano trasformarsi in un trampolino di lancio definitivo per Matteo Salvini e per Giorgia Meloni. Per questo sta cercando di arrivare a candidature condivise con il Movimento Cinque Stelle. In Umbria il primo banco di prova. Anche se l’appuntamento decisivo (per il Pd ma pure per la tenuta del Governo) sarà rappresentato dall’Emilia Romagna.

Nel centrodestra Giorgia Meloni non si fida di Silvio Berlusconi, il quale non si fida di Matteo Salvini, che a sua volta ha delle riserve sulla collocazione definitiva di Forza Italia. Però la coalizione ha il vantaggio di essere unita e rodata per le regionali.

Giuseppe Conte Roberto Fico © Imagoeconomica

In questo continuo riposizionarsi sul piano politico e strategico nessuno sembra interessarsi al fatto che il Governo giallorosso ha una sola strada per cercare di andare avanti: dare risposte sul piano economico, evitare l’aumento dell’Iva e creare posti di lavoro. La vera partita è questa. Ma riuscirà a giocarla? Perché le priorità sembrano essere altre.

Per i Cinque Stelle il taglio dei parlamentari per esempio. Il 19 ottobre ci sarà un incrocio rilevante. A Firenze Matteo Renzi interverrà dal palco della Leopolda numero 10. E in quell’occasione si capiranno meglio strategie e consistenza delle truppe. Mentre a Roma grande manifestazione del centrodestra, guidata ovviamente da Matteo Salvini. Ma dovrebbero esserci tutti: Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi, Giovanni Toti. Prova di forza in piazza.

Intanto su entrambi i fronti, del Governo e dell’opposizione, si cercherà di capire chi si fida davvero di chi.

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