Governo fragilissimo, appeso alla formula del “salvo intese”

Aspettando i risultati dell’Umbria i Cinque Stelle continuano a rispondere a Luigi Di Maio, mentre Matteo Renzi ha messo nel mirino Giuseppe Conte. E Nicola Zingaretti ha deciso che il senso di responsabilità del Pd ha dei limiti.

Matteo Salvini è convinto di vincere in Umbria. Sa bene che questo non sarà sufficiente a far cadere il governo giallorosso, ma indubbiamente gli darebbe la possibilità di scegliere il terreno di gioco fino al 26 gennaio prossimo, quando cioè alle urne si andrà in Emilia Romagna, la roccaforte delle roccaforti del Pd.

Nel frattempo però succederà moltissimo, a cominciare dai primi effetti della manovra economica appena varata nella notte. Con la formula “salvo intese”, che significa tutto e niente ma che una cosa già la dice: l’intesa (quella sì) politica è sempre più fragile.

Nel Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio continua a fare quello che vuole, nonostante i moniti di Beppe Grillo, nonostante i tanti mal di pancia di chi non è più ministro, nonostante una fronda interna che non va oltre un’alzata di voce.

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha incassato il no alla cancellazione di Quota 100 e sicuramente tornerà alla carica su qualche altro versante. L’obiettivo di Renzi è Giuseppe Conte, il premier. L’ex Rottamatore sa che eventuali sconfitte alle regionali possono far saltare il banco, ma sa pure che non sarebbe automatico il ritorno alle urne. E allora magari potrebbe giocarsi la partita di un nuovo esecutivo. Con un cambio di premier.

Nicola Zingaretti, Graziano Delrio e Dario Stefano © Stefano Carofei / Imagoeconomica

Nicola Zingaretti ha capito che perfino il senso di responsabilità ha un limite e il Pd ha già dato molto. Rispondendo sostanzialmente “obbedisco” all’appello lanciato in estate dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Quindi congelando il progetto di Piazza Grande e scegliendo la strada di un accordo con il Movimento Cinque Stelle. Poi è stato fatto il Governo. Ma oltre non si può andare.

La permanenza dei Dem nell’esecutivo non sarà a tutti i costi. Il 27 ottobre, dopo il voto in Umbria, sapremo quali soni i margini di manovra per tutti. Comunque vada, la tensione politica aumenterà.

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