Tra granite e granate… Scalia studia Richelieu e Ottaviani ripassa l’Iliade

Tra granite e granate, lasciate ogni speranza voi che entrate. La canzone dell’estate 2017 è quella di Gabbani. I politici la cantano a squarciagola un po’ per ispirarsi un po’ con l’obiettivo di utilizzarla come arma di distrazione di massa. Mentre tutti ballano e cantano, loro si preparano all’autunno. Quando si decideranno i giochi veri della politica nazionale.

 

Francesco Scalia ha blindato la sua ricandidatura al Senato: non soltanto perché fa riferimento ai petali più influenti del Giglio Magico (Luca Lotti e Lorenzo Guerini), ma anche perché ormai nel Partito il suo ruolo è riconosciuto ai massimi livelli. Si sta concentrando sullo scenario nazionale ma mantiene sempre un piede ben saldo sul territorio, come dimostra la votazione alla Saf. (leggi qui ‘Scalia il globetrotter).

La gestione del Pd provinciale lungo l’asse  Simone Costanzo Francesco De Angelis gli ha giovato: le sconfitte non sono state addebitate  a lui, soprattutto non quella catastrofica di Frosinone. Scalia sta valutando se politicamente potrebbe giovargli ancora una volta l’asse con Francesco De Angelis in vista delle candidature alla Camera. O se al contrario non è preferibile lavorare in coppia politica con la senatrice Maria Spilabotte, anche lei con pochi problemi per una ricandidatura. Francesco Scalia sta rileggendo le gesta del Cardinale Richelieu.

 

La legge elettorale farà la differenza, ma alla Camera uno tra Francesco De Angelis e l’onorevole Nazzareno Pilozzi è di troppo. Inoltre c’è Simone Costanzo, stanco di “prendere schiaffi” da Segretario. Una chanche vorrebbe giocarsela. Lunedì prossimo c’è l’assemblea provinciale del Pd, da Memmina alle 15.30. Il barometro politico estivo prevede ondate di calore alternate a docce ghiacciate. Anche perché si devono definire pure le candidature alla Regione e il “triangolo” bisogna considerarlo: Mauro Buschini, Antonio Pompeo, Marino Fardelli.

 

In Forza Italia invece pochi problemi: re Mario Abbruzzese deciderà dove concorrere, probabilmente la Regione Lazio. Gli altri si accoderanno. Se vogliono.
Attenzione però a Nicola Ottaviani, che prima della fine di luglio sarà ricevuto dal presidentissimo Silvio Berlusconi nel buen retiro di Villa San Martino, ad Arcore.
Nell’immaginario del Cavaliere i grillini hanno sostituito i comunisti. Il Pd non rappresenta un problema per Sua Emittenza, specialmente fin quando Matteo Renzi lo terrà “isolato” e senza possibilità di alleanze. L’abbraccio mortale sarà fatale per Renzi, non per Berlusconi.

Ottaviani ha l’antidoto per i Cinque Stelle, un po’ come la criptonite per Superman. Si chiama Solidiamo: metà indennità a sindaco, assessori e consiglieri e con il ricavato borse di studio per i ragazzi e iniziative sociali per gli anziani. Sul piano nazionale significa non soltanto pareggiare il taglio degli stipendi che Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio strombazzano un giorno sì e l’altro pure, ma anche effettuare lo scatto degli investimenti. Neutralizzando il reddito di cittadinanza, sul quale Forza Italia potrebbe innalzare una bandierina più grande.

Nicola Ottaviani non potrà sottrarsi al suo destino, come Achille nell’Iliade.

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Foto: copyright A.S.Photo Andrea Sellari, tutti i diritti riservati all’autore

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