Caro Zicchieri su Sofri ha ragione il coraggio di Procaccini non la tua paura

Continua a far discutere la presenza di Adriano Sofri al Terracina Book Festival. Il deputato Francesco Zicchieri, eletto a Frosinone, si è opposto alla presenza dell’ex leader di Lotta Continua, condannato come mandante dell’omicidio del commissario Calabresi. Il sindaco Procaccini si è schierato a favore.

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Caro onorevole Francesco Zicchieri,

premesso che Adriano Sofri non ha commesso alcun atto di sangue, ma “sarebbe” mandante morale, Le segnalo, sommessamente, che qui non si tratta di cercare purezze, che nessuno ha.

Il “migliore” della sinistra italiana, Palmiro Togliatti (non proprio uno che rispetto alla coerenza la mandava a dire, o era secondo ad alcuno) per farla finita con la guerra, fece l’amnistia per gli ex fascisti.

 

Ma ti ricordo che quando morì Enrico Berlinguer, uno che di coerenza non credo avesse avuto bisogno della tua posizione, Giorgio Almirante chiese di poter omaggiare la salma dell’avversario. In tanti furono duri e puri come te, con ragioni di coerenza come te, ma uno, uno, che era antifascista davvero, Giancarlo Pajetta disse: “lo accompagno io”. Quando venne Almirante a Botteghe oscure, lui andò dal “nemico” e lo accompagnò. Nessuno, dico nessuno, osò fischiare, criticare. Silenzio, uomo che onorava uomo. Quando morì Almirante, Pajetta, andò in via della Scrofa a salutarlo. Nessuno dei due rinunciò mai ai suoi valori, nessuno considerò l’altro se non avversario. Ma erano uomini, ed erano fascisti e comunisti sul serio non da lirica.

 

Quando fu rapito Aldo Moro, a Latina si organizzo un corteo, per la prima volta nella storia dovevano marciare insieme democristiani e comunisti. Era segretario del Pci, Sabino Vona. Il corteo non partiva, i comunisti, quasi tutti contadini senza terra dei miei Lepini, gente che i democristiani “baciapile” non li poteva neanche vedere, non volevano mischiare le loro bandiere con quelle dei preti. Sabino Vona andò dal capo dei contadini comunisti, il sindaco di Sezze Alessandro Di Trapano (detto Bufalotto). Gli disse: «Sandrì, se non vai tu atecco so guai».

 

Sandrino ci pensò, lui non poteva, la sua storia, la sua coerenza. Ma? Sapeva che doveva. Prese la bandiera rossa, quella con la falce e il martello, e andò alla testa del corteo, si mise accanto ai democristiani, che avevano bandiere bianche con la croce, e il corteo partì.

Caro Francesco, non devi rivendicare coerenza, ma devi cercare di andare oltre o l’odio ti renderà solo rancoroso.

Sto con Nicola Procaccini, quindi, anche se lui rimane di destra e io resto socialista, perché qualcuno deve avere coraggio, il rancore è dei vili.

 

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