Grecale regala una speranza ma resta l’incertezza

Le reazioni il giorno dopo la presentazione del Maserati Grecale che verrà prodotto nello stabilimento di Cassino Plant. Cautela e moderato ottimismo tra i sindacati che chiedono garanzie sui posti di lavoro

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Non riuscirà a tenere a bordo tutti i 3.186 operai dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano. Ma certamente Grecale farà correre più veloce lo stabilimento ai piedi dell’Abbazia di Montecassino che proprio quest’anno celebra il 50° compleanno. Il Suv della Maserati è il primo modello della gestione Stellantis che verrà prodotto sulle linee del sito pedemontano. Lì nel 2020 è cessata la produzione di Giulietta e da allora sulla catena di montaggio sono rimasti solo due modelli Alfa Romeo: Giulia e Stelvio, entrambi risalenti all’epoca Fca durante l’era Marchionne.

Adesso alla guida del gruppo c’è Carlos Tavares: guru dell’Automotive europeo. Che appena completata la visita agli impianti di Cassino Plant sentenziò nella sostanza: “Bellissimo, organizzato benissimo, però produrre qui costa troppo: l’energia si paga tanto e la fiscalità non è favorevole”. Non solo parole. Sono seguiti fatti concreti come l’internalizzazione di molti servizi, i tagli alle spese esterne. Nel silenzio sono andati persi decine di posti: favorendo gli scivoli verso la pensione e bloccando le sostituzioni. “Sono centinaia i posti di lavoro persi considerando anche il 2021” conferma il segretario provinciale della Fim-Cisl Mirko Marsella.

Un Suv per ripartire

Grecale, il Suv della Maserati

È per questo motivo che tra i sindacati c’è un ottimismo molto moderato il giorno dopo la presentazione del Suv Maserati. È stato svelato ieri a Modena in vista della produzione in serie che partirà a Cassino nel mese di giugno. Guerra e crisi dei microchip permettendo.

Hanno già colpito: la presentazione del Suv era infatti prevista inizialmente nel mese di novembre 2021 e in questi giorni la produzione a Cassino doveva essere già a pieno regime. Tuttavia, quello di ieri, è stato un giorno di speranza. La certezza di avere la produzione di una nuova vettura è oggettivamente una notizia positiva, soprattutto dopo una pandemia e con una guerra in corso alle porte dell’Europa.

Una vettura da usare tutti i giorni

La Maserati Grecale

Lunga 485 cm, alta 167, larga 216 (specchietti compresi) e con un passo di 290 cm, la nuova Maserati Grecale si chiama come la corrente d’aria mediterranea che dall’isola di Zante spira da nord-est, rinsaldando una lunga e fortunata tradizione della casa, quella di battezzare le auto con i nomi dei venti, nata nel 1963 con la Mistral.

I prezzi partono da 74.470 euro per la GT, 85.200 per la Modena, mentre la Trofeo parte da 114.950 euro. Una Maserati – come è stato spiegato ieri nel giorno della presentazione – da usare e guidare tutti i giorni, un suv maneggevole da utilizzare per portare i figli a scuola o per recarsi al lavoro e affrontare ogni giornata senza scendere a compromessi, il tutto con caratteristiche che lo rendono best in class per abitabilità e confort.

La gamma di Grecale – che sarà in vendita nella seconda metà dell’anno – è composta dagli allestimenti GT, Modena, Trofeo che corrispondono alle motorizzazioni di assoluta eccellenza.

Cautela ed attesa tra le “tute rosse”

L’interno del nuovo Suv della Maserati

Ma le reazioni, dicevamo, sono state abbastanza tiepide tra le tute rosse del sito pedemontano che avranno l’onore e l’onere di assemblare la vettura sulle linee. Il motivo?

Nel 2021 la produzione si è attestata a 43.753 unità, per due terzi rappresentata dal Suv Stelvio con 28.705 unità e sono stati circa 200 i giorni di cassa integrazione.

Il 2022 si è aperto allo stesso modo: dal 1° gennaio ad oggi, su 56 giorni lavorativi per ben 18 volte i cancelli sono rimasti chiusi, i lavoratori hanno dunque perso finora oltre il 30% delle ore lavorative con buste paga decurtate di centinaia e centinaia di euro ogni mese.

La Fim-Cisl sollecita un incontro con l’azienda

Le attuali produzioni di Alfa Romeo Giulia e Stelvio e il prossimo lancio del Suv della Maserati non abbiamo la certezza che siano sufficienti a mettere in sicurezza i 3.176 lavoratori dello stabilimento. È indispensabile, pertanto, prevedere nuovi lanci da assegnare allo stabilimento pedemontano, in particolare quelli relativi al settore premium e quindi ai marchi Alfa Romeo, Lancia e Ds” ha spiegato di recente il segretario della Fim-Cisl Ferdinando Uliano. Ieri, dopo la presentazione, nessun commento su Grecale e su Cassino, a dimostrazione che la prudenza è massima.

Uliano nelle scorse ore ha però annunciato che “questa mattina Stellantis ha confermato ufficialmente l’investimento a Termoli della terza giga-factory europea. Tale conferma mette in sicurezza e rafforza la presenza degli stabilimenti di Stellantis in Italia. Come sindacato – conclude Uliano – abbiamo inoltre sollecitato l’azienda rispetto alla richiesta di incontro con l’ad Tavares presentata i giorni scorsi e ci ha comunicato la disponibilità dell’ad ad incontrarci nei prossimi giorni”.

Lo scetticismo della Uilm

Nessuna dichiarazione ufficiale su Grecale trapela dalla Uilm, il sindacato che alle elezioni per le Rsa che si sono svolte la scorsa settimana ha ottenuto oltre mille voti. Tra gli esponenti della Fiom lo scetticismo sul fatto che grazie al Suv della Maserati possa esserci una ripresa è ancor più amplificato, e non è una novità.

Intanto il sindacato di base FlmU-Cub ha proclamato lo sciopero di 8 ore per sabato 26 marzo: in quella giornata gli operai sono infatti chiamati ad andare in fabbrica per recuperare il “senza lavoro” del 1° marzo. Spiega in una nota il sindacato: “La richiesta dei sabati lavorativi da parte della direzione aziendale della Fca di Cassino rappresenta solo l’ultimo pretesto per aumentare i giorni lavorativi settimanali a fronte del forte ridimensionamento del personale. Se Fca vuole aumentare la produzione assuma il personale e ripristini i 2 turni giornalieri”.

A Cassino il timore è che il Suv non sia un’auto che riesca a tenere tutti a bordo, pertanto la piena occupazione appare difficile. Se non impossibile!

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