Guarda Bonaccini, sembra Zingaretti di Piazza Grande

Il presidente dell’Emilia Romagna può mettere insieme le Sardine, Romano Prodi, una parte dei Cinque Stelle e il centrosinistra del futuro. Ieri a Bologna ha invitato i leghisti al voto disgiunto. Un certo Nicola Zingaretti nel Lazio ha vinto con l’anatra zoppa…

Nel 2014 a candidarlo fu Matteo Renzi e Stefano Bonaccini divenne presidente dell’Emilia Romagna con una campagna elettorale classica di quelle parti, dove il Pd era, all’epoca, come i tortellini. Un segno di riconoscimento del territorio.

Adesso è cambiato tutto, perché il Pd arranca, il centrosinistra non esiste più, la Lega di Salvini e Fratelli d’Italia della Meloni avanzano. Ma Bonaccini è cambiato: ieri in piazza c’erano 10.000 persone per lui. Lui non ha tradito le attese e ha snocciolato, uno dopo l’altro, i temi di una campagna elettorale che per il Partito Democratico sarà come la linea del Piave.

Bonaccini ha detto che Salvini ha nascosto la sua avversaria, Lucia Borgonzoni, cercando di politicizzare al massimo la campagna elettorale. “Il 27 gennaio bisognerà amministrare questa Regione e allora ci vorrà gente capace di farlo”. Poi ha invitato i leghisti ad utilizzare l’opzione del voto disgiunto, scegliendo la lista del Carroccio e lui come presidente.

Ha trovato il tempo di un appello ai Cinque Stelle: “Davvero pensano che noi e la destra siamo la stessa cosa?”.

Infine un pensiero alle Sardine, in rapida ascesa, perfino nei sondaggi. Alcuni dei quali dicono che un italiano su quattro sarebbe orientato a scegliere loro qualora si presentassero.

Poche bandiere di partito nella piazza di Stefano Bonaccini. C’era invece Romano Prodi, il padre dell’Ulivo, l’unico in grado di battere per due volte Silvio Berlusconi. A pensarci bene, però, chi  ricorda Stefano Bonaccini? Nel Lazio Nicola Zingaretti ha vinto con l’anatra zoppa, andando ben oltre le percentuali del Partito e della coalizione. Ha vinto anticipando il progetto di Piazza Grande poi illustrato successivamente.

Ad agosto Nicola Zingaretti si è trovato di fronte ad una situazione limite: sostenere il Governo giallorosso messo in piedi da Beppe Grillo e Matteo Renzi (che non gli piaceva) oppure andare ad elezioni anticipate che avrebbero fatto registrare molto probabilmente la vittoria del centrodestra a traino Lega e Fratelli d’Italia. La scelta si conosce, ma Nicola Zingaretti non ha rinunciato al progetto di Piazza Grande. Oggi Stefano Bonaccini può attuarlo in una Regione simbolo come l’Emilia Romagna. Se riesce ad aggregare le Sardine, Romano Prodi, una parte dei Cinque Stelle e la società civile del centrosinistra, il modello sarà quello.

Con la benedizione di Zingaretti.

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