Guerra in Forza Italia: «Qualcuno vuole mettere scheletri nell’armadio degli altri ma ha sbagliato i conti»

Il coordinatore di Forza Italia tuona: “Polemiche strumentali, pronti ad un confronto sereno con gli alleati. Ciccone non si ritira. Chi vuole “rompere” se ne assuma la responsabilità. Nicola Ottaviani lo sostiene”. L'esegesi del comunicato del sindaco: "A noi il presidente a voi il resto". La guerra sotterranea con Abbruzzese.

«Se qualcuno pensa di costruire degli scheletri da mettere nell’armadio degli altri ha sbagliato i conti»: Adriano Piacentini, coordinatore provinciale di Forza Italia, usa un’immagine forte per far capire che la misura è colma.

Non lo nomina mai. Sta attento a non fare alcun riferimento. Ma ce l’ha con il vice responsabile nazionale Enti Locali Mario Abbruzzese e con l’intervista rilasciata in mattinata ad Alessioporcu.it. Quella nella quale ha detto che Forza Italia è pronta a ritirare il candidato presidente Tommaso Ciccone già lunedì al tavolo nel quale verrà proposto agli alleati: un sacrificio per salvaguardare l’unità del centrodestra. (leggi qui «Siamo pronti a ritirare la candidatura di Ciccone alle Provinciali»).

 

Polemiche costruite

Dice Adriano Piacentini: «Non capisco tutti questi ultimatum, tutte queste fibrillazioni preventive, tutto questo nervosismo ingiustificato. Capisco una cosa però: le polemiche di queste ultime ore sono strumentali e non c’entrano nulla con quello che è successo e succederà. Forza Italia proporrà il nome di Tommaso Ciccone agli alleati nel vertice di lunedì sera. Il sindaco di Pofi sta nel Partito da sempre, amministra benissimo, è coerente e capace, sa mediare ogni tipo di situazione. E, particolare non di poco conto, può vincere».

Le espressioni chiave sono due: ‘fibrillazioni preventive’ e ‘nervosismo ingiustificato’.

Per capirle, va fatto un passo indietro. Cosa ha fatto scattare la ‘disponibilità di Mario Abbruzzese a ritirare il candidato? Appena è stato confermato il nome di Tommaso Ciccone (sindaco di Pofi) subito Fratelli d’Italia ha ventilato la possibilità di mettere in campo Roberto Caligiore (sindaco di Ceccano). (leggi qui Provinciali, i candidati sono due: Fratelli d’Italia pensa a Caligiore) E la Lega si è ricordata che l’accordo era per una rosa di candidati e non un nome secco.

Abbruzzese ha detto: se c’è il rischio di rottura noi ci facciamo di lato.

Un’ipotesi che per il coordinatore provinciale non esiste affatto. Per lui quelle sono  ‘fibrillazioni preventive’ e ‘nervosismo ingiustificato’. E polemiche costruite.

«Noi – dice Piacentini – andiamo al tavolo con la massima apertura. Se gli alleati vogliono proporre altre soluzioni, siamo pronti a confrontarci serenamente. Sul metodo e nel merito. Nel corso dell’ultima riunione ci era stato chiesto di indicare un nome ed è quello che faremo. Il nostro nome è Tommaso Ciccone. Se resta in campo? Certo che resta in campo».

 

Ottaviani appoggia Ciccone

Il coordinatore provinciale sgombra il campo da possibili equivoci. «Tommaso Ciccone ha il pieno sostegno anche del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani».

L’unica firma che mancava sotto al documento di sostegno alla candidatura di Ciccone è proprio quella di Ottaviani. «Il fatto che non abbia firmato il documento è legato al fatto che quella sera Ottaviani era impegnato per lavoro a Roma. Lo dico forte e chiaro: sul nome di Ciccone ci siamo trovati d’accordo sia il sottoscritto che Nicola Ottaviani, sia Mario Abbruzzese che Pasquale Ciacciarelli. Rendiamoci conto che l’avversario è fuori dal centrodestra. Nessun problema ad un confronto con gli alleati, anche sul nome se ritengono di indicarne uno solo».

In serata infatti, verso le 18.30, è arrivata la dichiarazione del sindaco Nicola Ottaviani.

 

Il pretesto nell’armadio degli altri

Una dichiarazione, quella del sindaco, che è un capolavoro di sottintesi.

Giustifica il suo ritardo nella firma del documento a sostegno della candidatura di Ciccone, classificandolo come un «vecchio rito bizantino, tipico delle polverose sagrestie laiche, che hanno caratterizzato per troppo tempo la politica nazionale e locale».

Anche lui, come Adriano Piacentini, è convinto che ci sia stato un tentativo di mettere scheletri nell’armadio degli altri.

Perché? Scrive Ottaviani: «in assenza delle primarie e di qualsiasi meccanismo di maggioritario o di elezione diretta, si deve costituire, senza troppa filosofia, una sintesi tra tutti coloro che si propongono, all’interno dell’area di centrodestra e dei civici, per guidare l’ente di piazza Gramsci. Altre candidature ufficiali, allo stato, non sono state avanzate e, quindi, sul tavolo, oggi, vi è solo quella di Tommaso Ciccone, autorevole, forte e in grado di costituire la potenziale sintesi dei programmi e degli amministratori dell’intera area politica di riferimento».

La sintesi è:

  • noi abbiamo indicato il candidato,
  • nessuno ha annunciato altri candidati,
  • quindi il nostro candidato non è in discussione.

Gli scheletri sono le possibilità che qualcuno possa voler mettere in discussione il nome di Tommaso Ciccone.

Come se Abbruzzese avesse voluto costruirsi un pretesto per ritirare la candidatura. Attribuendone poi la responsabilità agli altri alleati.

 

A noi il Presidente ed a voi la Giunta

Il passaggio chiave della nota di Ottaviani è un altro. Quello in cui dice che la candidatura di Tommaso Ciccone è «non può essere considerata alla stregua di alcuna imposizione ma, semplicemente, la base concreta con cui dialogare con tutti gli alleati, in un tavolo paritetico…»

Tavolo paritetico significa: siamo allo stesso livello di importanza. Quindi se a noi tocca l’indicazione del Presidente è chiaro che a voi tocca la scelta del resto, che va a bilanciare quella carica.

 

L’importante non è partecipare ma vincere

I numeri, per Nicola Ottaviani e Adriano Piacentini, ci sono. E sono abbastanza per vincere.

Per questo Adriano Piacentini dice «Alle elezioni per la presidenza della Provincia non intendiamo limitarci a partecipare, vogliamo vincere. Riteniamo che l’unità del centrodestra non solo debba rappresentare un valore aggiunto, ma che possa costituire un orizzonte politico imprescindibile sul piano locale oltre che nazionale. Insieme alla Lega, a Fratelli d’Italia, a Noi con l’Italia e alle tante liste civiche nostre alleate abbiamo vinto dappertutto in questi anni: Frosinone, Cassino, Pontecorvo, Anagni, Fiuggi. E il centrodestra governa anche un Comune importante e strategico come Ceccano. Ma soprattutto, uniti, in questo territorio abbiamo vinto pure alle politiche e alle regionali del 4 marzo in provincia di Frosinone. A dimostrazione che come coalizione non soltanto siamo radicati sul territorio, ma veniamo percepiti come vincenti dall’elettorato».

Insomma, ci sono i numeri, il clima politico, gli uomini giusti. Al punto che «Nel nostro elettorato. Sarebbe un “delitto” gettare via tutto questo patrimonio politico ed amministrativo».

 

Chi vuole mettere gli scheletri se ne assuma la colpa

Piacentini sottolinea che con il ponderato il centrodestra ha i numeri per vincere «e se riusciremo a coinvolgerci tutti, non possiamo fallire. Credo che Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Polo Civico, Cuori Italiani, Reazione e tutte le altre liste civiche che guardano a noi possano e debbano sentirsi rappresentate nella proposta che andremo ad elaborare insieme. Per aprire una nuova fase anche all’Amministrazione Provinciale».

Il passaggio finale è tutto per chi vuole mettere gli scheletri nell’armadio degli altri: «Chi vuole rompere tutto questo deve assumersene la responsabilità».

 

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