Guerra Fredda con Maccaro ed altri crucci di Enzo Salera

Il sindaco di Cassino ed il clima sempre teso con Demos. I concorsi rinviati. Fino allo snodo del Congresso Pd per evitare di restare isolato.

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Il concorso dei vigili che slitta ancora; l’opposizione che si prepara a dare battaglia in Consiglio comunale; i malumori non del tutto rientrati con la componente di Demos. E, sullo sfondo, il tesseramento del Pd propedeutico al Congresso per eleggere la nuova segreteria. Sono giorni frenetici per il sindaco di Cassino Enzo Salera, sia sotto il punto di vista amministrativo che politico.

Salera, Maccaro e le crepe

Dopo che l’assessore Luigi Maccaro ha portato in pubblico la sua diatriba con i dirigenti e con il Segretario comunale, i rapporti con il primo cittadino sono sempre più tesi. Sarebbe improprio parlare di maretta. Tra il sindaco e l’assessore alla Coesione Sociale si è creato più che altro un clima da guerra fredda. Si ignorano, a vicenda. (Leggi qui Piccole grane crescono: ora c’è quella di Luigi Maccaro).

Luigi Maccaro

La querelle tra l’assessore è il Segretario comunale è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In realtà i rapporti tra il sindaco e il suo delegato sono incrinati già da tempo: questioni di carattere, certo. Ma anche e soprattutto motivazioni politiche. Maccaro sta radicando il suo movimento, Demos ed ha grandi ambizioni. Non intende restare all’ombra del “cerchio magico” del sindaco.

Quel “cerchio magico” che sono ormai in molti a rimproverare a Enzo Salera. Quel “cerchio magico” che fa scudo contro una possibile riapertura del dialogo con il consigliere ex Pd Luca Fardelli: con chiarezza gli disse che non lo avrebbe appoggiato alle elezioni e andò a candidarsi in uno degli schieramenti avversari; centrando l’elezione ma dal fronte perdente. Fardelli ha chiesto un anno fa il rinnovo della tessera Pd: negata per essersi candidato contro l’uomo indicato dal Partito, lo Statuto prevede almeno due anni di purgatorio. (Leggi qui Pochi dubbi al Nazareno: niente tessera Pd a Fardelli e Falese).

Eppure il voto del consigliere potrebbe essere prezioso per Salera in vista delle elezioni provinciali. Tuttavia il sindaco sembra aver tracciato una netta linea di demarcazione che non intende valicare. E nemmeno far valicare. Chi è stato con lui sin dal primo minuto da una parte; tutti coloro che hanno tentato di fucilarlo con il “fuoco amico”, dall’altra. Anche se molti di coloro che sono dall’altra parte della barricata hanno ormai da tempo riconosciuto al primo cittadino l’onore della vittoria.

Mordono solo Franco e Mario

Le fibrillazioni interne danno insomma molti più grattacapi al sindaco di quanti non gliene dia l’opposizione consiliare, che abbaia ma non morde.

Certamente tra chi abbaia molto forte c’è il capogruppo della Lega Franco Evangelista che continua a mettere in evidenza le criticità sul settore della manutenzione e la scarsa illuminazione in molti punti della città. Il consigliere Mario Abbruzzese con una interrogazione protocollata ieri sera ha invece chiesto una cosa. Di «prendere in considerazione la sospensione dei pagamenti delle bollette di acqua, Tari e Imu degli anni 2015. Bollette i cui accertamenti stanno arrivando in questi giorni, tutelando le famiglie del territorio».

Mario Abbruzzese

Nel contempo di «attivarsi al fine di sospendere la prescrizione dei tributi stessi. Questo perché – spiega Abbruzzese – a causa della pandemia mondiale da Covid-19 l’intero paese e la città di Cassino sono paralizzati da una crisi economica senza precedenti».

Il provvedimento sarà discusso nel corso del prossimo Consiglio comunale che è slittato a febbraio. In settimana si riunirà la conferenza dei capigruppo per stabilire la data.

E il mese prossimo sarà decisivo non solo per l’assise ma anche per altre importanti questioni amministrative. Bisognerà individuare un’altra location per la statua del generale Anders, se non si riuscirà a spostare la centralina dell’Arpa Lazio in Largo Dante. Della questione, ora, si sta interessando direttamente l’ambasciata polacca che avrebbe però mostrato un certo disappunto nell’apprendere che la burocrazia ancora frena il progetto. E che lo fa rischiando di far saltare la cerimonia di inaugurazione in programma per il prossimo mese di maggio.

Il fischietto puo’ attendere

Poi c’è la questione del cinema multisala. Doveva essere realtà entro i primi mesi di quest’anno, dopo che agli inizi del 2020 era stata approvata la delibera per l’alienazione dell’ex piscina comunale in via Appia. Serve la perizia dell’Agenzia delle Entrate per valutare il valore dell’immobile e, dunque, sbloccare la pratica. Tutto invece è ancora fermo. Ritardi, questi non causati dalla pandemia.

Le misure restrittive anti Covid fanno invece slittare ancora il concorso per i vigili urbani. Proprio oggi si sarebbe dovuta tenere la prova scritta, perché ad una prima lettura del Dpcm sembrava si potesse procedere con i concorsi, bloccati nei due precedenti Dpcm.

L’ex piscina da adibire a Multisala

Invece nulla da fare, neanche stavolta. La nuova data è fissata per il 16 febbraio nelle aule dell’ateneo al Campus Folcara, l’orale il 25 febbraio in sala Restagno. Questo perché fino al 15 febbraio con il Dpcm in vigore sono ancora vietati i concorsi. Saranno giorni campali: nello stesso periodo, il 23 febbraio, si esprimerà nel merito il Tar del Lazio sul ricorso degli ex agenti precari che chiedono la stabilizzazione. E tutte le carte potrebbero nuovamente rimescolarsi, anche sul fronte strettamente politico.

Pd: spezzare il ‘cerchio’ di Salera

Perché febbraio sarà il mese decisivo per il tesseramento del Pd che poi condurrà il Partito a congresso in primavera. L’occasione, per molti, di far uscire Salera dal “cerchio magico”. Di andare ad “abbracciare” quel mondo che magari gli è ostile, ma che è comunque una componente importante del suo Partito. Un mondo nel quale c’è Francesco Mosillo ma anche Sarah Grieco con la sua visione delle cose non omologata.

Francesco Mosillo

Anche perché altrimenti Enzo Salera rischia di fare lo stesso errore che commise iol suo predecessore Peppino Petrarcone tra il 2011 e il 2016. Tenere cioè il Circolo del Pd sempre ai margini, come un nemico. All’epoca finì che il circolo, stufo di “pregare” Petrarcone per instaurare un dialogo, si divise e metà andò a sostenere la candidatura di Francesco Mosillo.

Come sono finite quelle elezioni ormai è storia. Anche in quel caso a Peppino si rimproverava il “cerchio magico”. Un cerchio a cui non era estraneo Enzo Salera.

Errare è umano, perseverare è diabolico!