Habemus Papam, anzi no Papessam (e noi l’avevamo detto) (di R. Castellano Sindici)

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Il congresso Pd di Ceccano come non ve lo hanno raccontato. E la fuga dal nido di Ruspandini di un altro pezzo... da novantanove.

Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

Habemus Papam, anzi no, Papessam. Emanuela Piroli è stata eletta, al congresso di domenica scorsa, segretario cittadino del Partito democratico fabraterno: e noi l’avevamo detto sabato (leggi qui ‘La Contea in crisi d’identità tra templari e congresso Pd’) . Insomma una vera sorpresa. Ora alla Contea non manca nulla: abbiamo i conti, i templari, il castello, la papessa. Ah, sì: mancano solo gli Schiaffi.

 

Il congresso, raccontano le cronache ufficiali è stato unitario, d’altronde che i democrat in provincia di Frosinone siano un Partito unito e coeso è cosa nota a tutti. Su un totale di 437 iscritti hanno votato in 300.

 

Ad aprire le danze è stato il commissario Mauro Buschini. Pare che qualcuno tra i presenti abbia chiesto chi fosse, avendolo visto a Ceccano in tale veste sì e no tre-quattro volte. Relazione da statista e poi via agli altri interventi, tra uno sbadiglio e una chattata su facebook. Grandi assenti Maurizio Cerroni e prole. Pare sia rimasto a casa a leggere l’intervista che il 28 luglio del 1981 Eugenio Scalfari fece su La Repubblica ad Enrico Berlinguer sulla questione morale.

 

I democrat hanno, quindi, i nuovi organismi dirigenti. Trentasei i componenti del direttivo (equamente divisi tra maschietti e femminucce)… udite bene tren-ta-sei. Dentro ci stanno tutti, in un mix di vecchie glorie e giovani (alcuni si dichiarano tali da oltre venti anni, ma gli “babbalotti ‘ncima agli abitucci” li tradiscono). Un guazzabuglio che fa ben comprendere quanto il Congresso sia stato unitario. Le componenti (sì, componenti, nel Pd ci sono, sia chiaro) che fanno capo al deputato Nazzareno Pilozzi e all’assessore regionale Mauro Buschini (quest’ultima ha espresso la nuova guida del circolo), testa più testa meno si equivalgono, il che inevitabilmente ingesserà l’azione del segretario (o segretaria? Che imbarazzo questa rivoluzione rosa della Boldrini).

 

Giulio Conti ne esce invece ridimensionato. Pare volesse, nell’ordine, fare il presidente, il segretario, il portiere di notte. Alla fine ha ottenuto un manipolo dei suoi nel direttivo. Isolato. Non gli resta che sperare che l’amministrazione di Roberto Caligiore regga il più possibile per continuare a fregiarsi della medaglietta di capogruppo in Consiglio comunale. Si transit gloria mundi.

 

Intanto sull’altro fronte, quello della maggioranza di governo della Contea, l’aria sempre farsi sempre più pesante. Mentre il sindaco Roberto Caligiore pare aggirarsi per Palazzo Antonelli con la maglietta della Protezione Civile (sembrerebbe non averla più tolta da quando c’è stata l’esercitazione delle Ferrovie dello Stato coordinata dalla prefettura di Frosinone. Da collezionisti la foto che lo ritrae mentre appoggiato a un tavolo controlla il piano su una mappa del Risiko), i suoi sono in subbuglio e in piena campagna acquisti.

 

Dal pollaio del vicesindaco Massimo Ruspandini pare abbia spiccato il volo un altro pezzo da… “novantanove” voti. I lidi sono quelli forzisti. La sirena Ruspandini non l’ammalia più? Gli rimproverano d’avere una cosa che lo accomuna a Mario Abbruzzese: il piglio risoluto in Politica? Macché: il vizio di non mantenere le promesse. Dicerie. Che lo mandano in bestia.

 

Pare invece riesploso l’amore tra Roberto Savy e il sindaco Caligiore. Intanto, stando alle indiscrezioni, Patto civico starebbe corteggiando gli ex boy, rispettivamente del sindaco e del vicesindaco, Michelangelo Aversa e Mauro Roma, per farli rientrare in maggioranza. Ipotesi che porterebbe, se andasse in porto, al rafforzamento della gruppo di Mario Sodani che avrebbe così dalla sua tre consiglieri (Mizzoni, Aversa e Roma) e un assessore, se stesso. La cosa sembrerebbe essere arrivata alle orecchie di sindaco e vicesindaco che avrebbero immediatamente chiarito le idee a Sodani con il quale si vocifera ci una tregua pre-elettorale.

 

«Questa cosa non s’ha da fare», avrebbero tuonato all’unisono forti, anche del veto della consigliera Ginevra Bianchini alla quale i due fuoriusciti non stanno proprio simpatici. Sembrerebbe, che a quel punto il “gatto” e la “volpe” di Palazzo Antonelli abbiano pensato: perché non provare a farli rientrare con noi? E per convincerli, dicono sempre le malelingue, è giunto nella Contea nientepopodimenoche l’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione)  Valle del Liri, Gianluca Quadrini.

 

Se non arrivano presto queste elezioni regionali, nessuno nella Contea dei de’ Ceccano dormirà sonni sereni…

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