I botti di D’Alessandro sulla fine dell’anno

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Domenico Malatesta

 

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

Saranno botti potenti o innocui petardi? Quelli che si appresta a far scoppiare Carlo Maria D’Alessandro, primo cittadino di Cassino da sei mesi, sabato 31 dicembre 2016. In questo giorno dall’anno 335 la Chiesa ricorda San Silvestro, il primo Papa residente nel Palazzo del Laterano, dal 314, per volere dell’imperatore Costantino che farà costruire anche la basilica di San Giovanni, e più tardi la prima basilica di San Pietro. Al Comune di Cassino, per tradizione dagli anni ’60, alle 17 del 31 dicembre il sindaco convoca autorità e cittadini per i saluti di fine anno ma soprattutto per leggere le cosiddette “considerazioni” sull’attività amministrativa svolta e su quella programmata per il nuovo anno. Un discorso che si è sempre concluso con l’invito all’opposizione alla collaborazione “nell’interesse della collettività”. Un appello rimasto, però, sempre tale.

Il nostro affezionato lettore quotidiano (Carlo Maria), rimessosi da una fastidiosa sciatalgia e da una bronchite che lo ha tenuto chiuso in casa il giorno di Natale, pare che intenda stravolgere l’usanza. Non leggerà le considerazioni già scritte e mandate a memoria come a scuola ma, alla Renzi, parlerà e gesticolerà a braccio. E non solo. Pare voglia bacchettare prima di tutto l’opposizione Pd (attenzione, solamente quella da lui sconfitta, quella di Giuseppe Golini Petrarcone. Ma tanto sono già mal messi. Spaccati in due gruppi per colpa di Massimiliano Mignanelli).

Il nostro salverà, invece, il gruppo amico di Francesco Mosillo (la minoranza silenziosa pronta a salire sulla scialuppa di salvataggio). Ma sono annunciate bacchettate a tutto il centrosinistra locale, provinciale, regionale e nazionale. Ed anche ad altri conosciuti e sconosciuti.

Si annunciano fuochi artificiali con botti.

Dopo Petrarcone i fulmini cadranno su Acea e sul presidente  della Provincia Antonio Pompeo per la questione della stazione appaltante dell’Atem Est. Regista dell’operazione di Capodanno l’accusatore di Nicola Zingaretti alla Pisana. Ossia il patron del centrodestra in provincia, Mario Abbruzzese. Il motto sempre attuale: battere il ferro finché è caldo. E l’8 gennaio si vota per il consiglio provinciale. E il nostro autorevole lettore vuole sbaragliare il centrosinistra di Pompeo anche a palazzo Iacobucci. Ci riuscirà?

Ad ascoltare Carlo Maria ci sarà in prima fila anche l’atletico vescovo Gerardo Antonazzo con accanto il consigliere regionale, spossato dalle fatiche della maratona di bilancio in corso da giorni (e notti) nelle aule del Consiglio regionale. La coreografia pare che voglia Mario Abbruzzese in ritardo, giungere trafelato e lacero sul portone d’ingresso, come Filippide che annunciava l’esito della battaglia di Maratona. Barcollante, con il braccio levato e la carta in pugno: «Eccellenza Antonazzo gioite: abbiamo vinto». Un modo teatrale per rendere ancora più appariscente il finanziamento ottenuto in favore dei percorsi naturalistici per la cattedrale di Canneto. Soprattutto uno stratagemma per intestarsi il risultato, ottenuto in realtà insieme a Marino Fardelli e Daniela Bianchi.

Chissà? Un’ora dopo il prelato, come da tradizione, terrà il rito del Te Deum nella chiesa Madre. Atteso il suo discorso alle autorità e ai fedeli a poche ore dal cenone, dal veglione e dalla ‘sparatoria’ di mezzanotte.

Una volta, ricorda l’anziano cronista Domenico Tortolano del Messaggero e all’epoca anche dell’agenzia Ansa, il Te Deum era atteso e temuto dai politici e non solo. Erano i tempi (dal 1983 quando il capo di Montecassino e della Diocesi era dom Bernardo D’Onorio seguito poi da dom Pietro Vittorelli) delle scomuniche (virtuali) per gli amministratori comunali accusati di lassismo. Invettive che pesavano e arrivavano fino al Palazzo di Giustizia. Un bel lavoro per diversi giorni per i cronisti.

Gli anni passano, Tortolano resta, cambiano le usanze. Tanto che i riti da seguire il 31 dicembre sono addirittura tre e quasi alla stessa ora. Alle 17 parla Carlo Maria in Comune, sempre alle 17 a Montecassino celebra il te Deum l’Abate Donato Ogliari (l’invito così recita: L’Abate di Montecassino Donato Ogliari e la Comunità monastica aspettano quanti vorranno partecipare al Te Deum di fine anno, sabato 31 dicembre alle ore 17. A seguire, un momento conviviale presso il refettorio monumentale per il tradizionale scambio di auguri). Alla chiesa Madre alle 18 il Te Deum del vescovo Gerardo Antonazzo.

E poi tutti a festeggiare il Capodanno. Chissà se a qualcuno toccherà mettersi a tavola con l’amaro in bocca.

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