I compiti del Prof Roscia, che parla di metaletteratura senza parlarne

Libri per l'estate. Per fare tana a quelli che dicono di sapere sempre tutto. E magari ci credono. O vi hanno fatto credere di saperlo. Insomma indovinelli, domande, cruciverba, sciarade per riscoprire il gusto della lettura

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Provateci. Provateci voi ad appiccicare una etichetta a Massimo Roscia. Perché definirlo solo scrittore sarebbe riduttivo, o forse addirittura fuori luogo per certi versi. In effetti uno che piazza una spiaggina, con i giocattoli da mare sparsi su un paio di metri quadri di finto prato sintetico (anche di scarsa fattura), ai margini di Via Aldo Moro a Frosinone, non lo puoi definire.

E allora, se Massimo Roscia lo conosci te ne sei già fatto una ragione. Lo apprezzi o meno rispetto alle emozioni che ti suscita; se non lo conosci, invece, prima ti incuriosisce e poi ti ammalia, portandoti con lui in un mondo che prima di conoscerlo non avresti mai immaginato di attraversare. Massimo è uno che avrebbe avuto tutte le carte in regola per essere un oscuro burocrate ed invece di oscuro ha mantenuto solo il vestiario: un corsaro nero nel mare magnum della scrittura.

Ma lo hai letto davvero Tolkien?

Se cercate la sua biografia andate su google, o meglio comprate uno dei suoi libri e leggete la quarta di copertina, non ha bisogno di biografi. Quello che vorremmo raccontarvi è invece il suo ultimo lavoro, un libro che solo uno come lui avrebbe potuto pensare e realizzare. Perché?

Perché di fatto non si tratta di un libro, ma di un manuale pieno di esercizi, o meglio, di compiti per le vacanze. Si tratta di indovinelli, domande, cruciverba, sciarade (che conosce solo lui, per gli ignoranti come me sono degli enigmi legati ad identificare una parola sulla base di definizioni generiche) ed altre diavolerie per capire se quel libro che ti vanti di aver letto, lo hai letto veramente.

Per capirci: se tuo marito ti ha conquistata dicendo che era un grande appassionato di Kafka, con il libro di Massimo Roscia puoi smascherarlo. Parimenti, se la tua bella fidanzata ti ha avviluppato parlando di Tolkien, o meglio citando nozioni a riguardo, hai l’opportunità, per una volta, di avere ragione nei suoi confronti. I quiz e gli esercizi sono in totale cento, con cinque livelli diversi di difficoltà e alla fine ci sono anche le soluzioni. Se però andate a spendere soldi per poi risolvere gli esercizi con le soluzioni in coda al libro, l’autore in persona vi definirebbe “impiastri”.

Arma semiseria contro i ciucci e presuntuosi

Vogliamo provare a scavare un po’ all’interno di questo libro? Di questo manuale? Di questo, chiamatelo come vi pare? Si tratta di uno splendido esempio di metaletteratura, ovvero una produzione letteraria in cui Massimo Roscia vuole portare al centro proprio la letteratura stessa.

Aprendo a caso pagina 77, troviamo l’esercizio numero 65, chiamato cruciminimo, in cui ci sono sei enigmi riguardanti Sofocle, Seneca, Danielle Steel, Alessia Gazzola, Dante e Stanislao Nievo. Li conoscete? Solo qualcuno, eppure vi verrà voglia di giocare, perché ci sono alcune soluzioni semplici che ingolosiscono e fanno mettere in gioco.

Ecco, forse è proprio questo l’obiettivo finale che il nostro autore, incensurato, automunito e militassolto, si è posto quando insieme al suo editore Sonzogno, si è lanciato in questa avventura. Il tutto in una nazione in cui in ogni città dovrebbe esserci una edicola votiva dedicata a David Dunning e Justin Kruger, quelli dell’omonimo effetto, secondo il quale individui poco esperti e competenti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia. In pratica: l’Italia è una nazione di ciucci e presuntuosi. Ecco, i ciucci, grazie a “Compiti delle vacanze per amante dei libri” saranno smascherati ed i presuntuosi arrossiranno, ma semplicemente per farsi una risata.

Lo dice anche Manzoni

Massimo Roscia

Come dice lo stesso Massimo nella premessa, questo libello non ha assolutamente la velleità di dare patentini, di decretare promossi e bocciati, ma semplicemente nutrire la mente e magari far tornare tra le sinapsi ricordi di libri letti, magari anni fa.

E allora chi ha la possibilità di sedersi su una sdraio vera, mettendo i piedi nella sabbia che scotta e abbigliandosi in maniera adeguata e non come Zorro senza la mascherina, compri questo libro. Il tutto tenendo sempre in mente la sempiterna e famigerata frase di Alessandro Manzoni: “Siam veri amanti della letteratura, o null’altro che vili impostori? A Massimo Roscia l’ardua sentenza”.

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