I congressi paralleli di Pd e Forza Italia

Nei Dem una certezza a livello locale perlomeno c’è: alla fine vince sempre e comunque Francesco De Angelis. Negli “azzurri” continua il braccio di ferro tra Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani. Alla fine però ad essere sfibrati sono gli elettori.

Il Partito Democratico di congressi ne fa anche troppi. Mesi fa, ad ottobre, ci sono stati quelli per iniziare la scelta del segretario regionale, in attesa delle primarie del 1 dicembre, quando poi ha trionfato Bruno Astorre. In questi giorni si stanno tenendo le “convenzioni” (le chiamano così) per ridurre da sei a tre gli aspiranti alla segreteria nazionale. E in provincia di Frosinone gli oltre 5.000 iscritti potranno andare a votare nei 74 circoli.

Poi la prossima settimana l’appuntamento sarà provinciale. Infine, il 3 marzo, le primarie nazionali per capire chi tra Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti dovrà prendere il timone. Finita qui? Neppure per sogno? Dopo ci sarà il congresso provinciale. Naturalmente sarà il leader di Pensare Democratico, Francesco De Angelis, a stabilire chi dovrà fare il segretario. Il grande favorito rimane Domenico Alfieri.

Forza Italia un congresso non lo fa dalla notte dei tempi, neppure sul piano provinciale. Adesso però c’è chi lo vorrebbe tenere a tutti i costi a febbraio. E’ Mario Abbruzzese, vice responsabile nazionale degli Enti Locali del Partito. Unitamente al consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Sulla base del tesseramento, intanto prorogato fino all’ultimo giorno di gennaio.

Il candidato in pectore è Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi. Il coordinatore provinciale Adriano Piacentini, invece, preferirebbe spostare la data a dopo le Europee. Con lui Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone corteggiato dalla Lega che lo vorrebbe candidato alle europee.

Ma, al di là delle considerazioni strategiche dei protagonisti (Abbruzzese vuole riprendersi la segreteria) e del fatto che dovranno decidere Antonio Tajani e Claudio Fazzone, in quali condizioni si celebrerebbe il congresso?

Con la spaccatura insanabile di Cassino, con le prime difficoltà ad Anagni, con il “gelo” a Frosinone. Inoltre a livello nazionale le percentuali di Pd e Forza Italia non cambiano. Non viene in mente a nessuno che magari i congressi, concepiti così, sfibrano perfino l’elettorato e appaiono strumenti superati?

Una differenza però c’è. Nel Pd alla fine vince sempre De Angelis. In Forza Italia tra Abbruzzese e Ottaviani l’esito è incerto.

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