I consigli fantasma e gli imbarazzi della Lega

Nessun consiglio comunale in arrivo ad Anagni sul biodigestore. Il via libera di Salvini rende ancora più imbarazzante il silenzio della maggioranza. Le incongruenze del sindaco

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Innanzitutto l’attualità. Non ci sarà alcun consiglio comunale convocato dal prefetto Ignazio Portelli ad Anagni. Dal Palazzo di Governo non hanno ordinato alcuna assise. Né per parlare dell’impianto con cui ottenere il metano green dagli avanzi delle cucine, né per altri temi. I titoli di oggi che dicono il contrario?

In prefettura è arrivata una lettera firmata dai Consiglieri di opposizione: lamentano il fatto che il Consiglio Comunale aperto del 24 giugno scorso si sia tenuto ventiquattrore dopo i termini previsti dal Regolamento (venti giorni dalla richiesta, ad Anagni la seduta c’è stata il ventunesimo). Contestano poi “la mancata possibilità di effettuare interventi, alterando il confronto dialettico”. Dalla prefettura allora è partita la lettera standard che si invia in questi casi: protocollata in municipio il 6 luglio. In cui si scrive “Se così fosse, si rammenta che il Presidente del Consiglio è tenuto a riunire la seduta nei termini”.

Se così fosse

Daniele Natalia (a destra) e Davide Salvati (a sinistra)

E… così fosse? Pare che fosse proprio di no, almeno stando alla lettera di risposta inviata dall’avvocato Davide Salvati presidente del Consiglio Cominale di Anagni.

Tre pagine. Per dire nella sostanza due cose. La prima: il Consiglio si è tenuto un giorno dopo i venti previsti dal Regolamento solo per consentire a tutti di essere presenti, “al fine di garantire una chiara e trasparente discussione” sull’impianto proposto da Saf, la società composta da tutti i Comuni della provincia di Frosinone, per smettere di portare in Veneto i nostri avanzi di cucina e produrre finalmente in casa il nostro metano green. La seconda: tutti hanno potuto parlare ed anche replicare “come si può evincere dalle registrazioni video, presenti sul canale ufficiale del Comune”.

La terza sta tra le righe. Il Consiglio del 24 giugno è stato riunito in forma “aperta” così da consentire ad ambientalisti e ingegneri di esporre dubbi e dare risposte. Ed il consiglio “aperto” non è deliberativo. L’opposizione voleva un altro tipo di Consiglio? La convocazione è sempre la stessa, al di là se sia aperto o deliberativo. Ma soprattutto, in materia Ambientale non esiste la possibilità da parte del Comune di fare un consiglio deliberativo. Perché le competenze sono di Provincia, Regione, Ministero.

In sostanza: il prefetto ha ordinato la convocazione del Consiglio? No, perché si è già tenuto.

Lo dice pure Matteo

Salvini e Ottaviani

Il vero problema per l’amministrazione comunale è politico. Le parole pronunciate ieri pomeriggio a Frosinone da Matteo Salvini costituiscono un serio problema per la Lega di Anagni. E, a ben vedere, per tutto il centrodestra. Un problema politico. Perché certificano che nella città dei papi, al di là della figura del sindaco Natalia, il resto della classe dirigente del centrodestra locale fatica parecchio ad innalzare il livello del dibattito. (Leggi qui Salvini: “No ai vaccini baby, si ai termovalorizzatori”).

Quando a Frosinone hanno chiesto a Salvini cosa pensasse della vicenda biodigestori (riferendosi sia al progetto presentato da Maestrale a Frosinone e sia a quello di Saf ad Anagni) il leader della Lega è stato categorico; c’è ancora chi pensa che i rifiuti siano un problema e non una risorsa. Al Nord hanno risolto il problema proprio grazie ai termovalorizzatori, la tassa sui rifiuti è più bassa. Se parliamo di autonomia, deve esserci anche sui rifiuti: ognuno si deve gestore i suoi rifiuti, per me deve esserci un valorizzatore in ogni provincia”.

Parole molto chiare (ed in effetti i mezzi toni democristiani a Salvini non sono mai stati troppo adatti); Ma mentre sul tema il sindaco Daniele Natalia ha avuto, in un modo o nell’altro, il merito di tenere la barra dritta e di rivendicare le proprie scelte, non altrimenti si può dire della sua maggioranza. Che ha scelto la strada dello smarcamento in solitaria (come ha fatto Naretti), o direttamente il silenzio. (Leggi qui La sfida di Natalia ed il coraggio delle scelte).

E Ivan li mette con le spalle al muro

Daniele Natalia e Vittorio D’Ercole Foto: AG IchnusaPapers

In questo senso, è significativo quanto ha fatto nelle ultime il direttore di Anagnia.com Ivan Quiselli; una domanda precisa agli esponenti del consiglio comunale anagnino; “che ne pensate del biodigestore?”.

Una domanda a cui gli unici a non rispondere sono stati i consiglieri del centrodestra al governo. Tutti hanno risposto con un generico si alla linea del sindaco ed annunciando un documento unitario. Ma è proprio questo attendere che amplifica l’attualità del silenzio. E lo rende assordante per quanto sia solo nell’attesa del documento unitario. La risposta andava data subito, forte, compatta: dimostrando la solidità delle posizioni di una maggioranza unita. Ancora di più adesso che c’è stata la conferma della linea politica della Lega, favorevole a biodigestori e termovalorizzatori. Che è la linea del Paese e dell’Europa, come dimostra la ripartizione delle risorse nel Recovery Plan o Pnnr che si voglia.

La presa di posizione fatta da Matteo Salvini con molta probabilità avrà il merito di far rompere gli indugi a più di qualcuno. E di accelerare il documento unitario. Ma non eliminerà l’immagine di un sindaco lanciato sul campo di battaglia da solo ed una maggioranza che ora lo seguirà ma dopo un inspiegabile fase di mutismo. Il silenzio di questi giorni, l’attesa per la predisposizione del documento, invece autorizza gli avversari a pensare che sotto la crosta dell’ufficialità, non tutti siano d’accordo con il progetto.

Le incongruenze di Natalia

Ad innalzare ancora di più la temperatura, ci ha pensato anche il gruppo Cittatrepuntozero, che in consiglio esprime il dottor Fernando Fioramonti. Con una nota in cui ieri mattina, più che affrontare il merito (la natura del progetto), ha sottolineato le incongruenze dell’azione politica del sindaco Natalia. Che adesso, dice il movimento, cerca di dare “la colpa agli altri nel momento in cui si rende conto che la città si sta rivoltando”.

Fernando Fioramonti

Ricordando che, al di là delle decisioni dei vertici regionali a dare parere favorevole al progetto è stato lo stesso Natalia in conferenza dei servizi. Ovviamente dopo aver votato nel 2017, la moratoria contro ogni impianto di trattamento rifiuti in città. Quello stesso sindaco che, dice sempre il movimento, sulla sanità ha voluto chiedere al consiglio il permesso di agire legalmente contro la Regione ( anche se poi non ha fatto nulla); mentre sul biodigestore se ne è guardato bene. Sul punto, Natalia ha già espresso la sua posizione: è favorevole in al progetto ed ai suoi principi green, la paternità amministrativa è di altri.

Ora. Nel momento in cui l’opposizione (giustamente, è il suo mestiere) cerca di trovare i punti deboli della maggioranza sul tema, il governo cittadino dovrebbe compattarsi e reagire. Ed invece, al di là dl sindaco, regna un silenzio assordante. Che, nel caso della Lega, dopo le parole del capitano, diventa ancora più imbarazzante.

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