I due Matteo vogliono portare la guerra a Zingaretti: in Regione Lazio

L’attacco del Capitano della Lega nel corso di un comizio. Mentre Matteo Renzi valuta il sostegno del suo gruppo (Marietta Tidei ed Enrico Cavallari) al Governatore del Pd. Intanto la “gaffe” di Giuseppe Conte e Rocco Casalino spiazza Goffredo Bettini e irrita il Quirinale.

Se c’è una cosa(fra le molte) sulla quale Matteo Salvini e Matteo Renzi sono d’accordo è che eventualmente l’attacco politico al segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti andrebbe portato alla Regione. Nella logica del “se prendi Berlino, prendi la Germania”.

L’assendio a Nicola

Il Capitano della Lega sta già martellando da tempo nel Lazio, concentrandosi sulle comunali di Roma ma non disdegnando bordate alla Regione guidata appunto da Zingaretti. Domenica, nel corso di un comizione, alle Terrazze del Palacongressi dell’Eur, Matteo Salvini non ha risparmiato la stoccata a Nicola Zingaretti: “Lo trovi ovunque, tranne che alla Regione Lazio dove prende lo stipendio”. (leggi qui Salvini accanto a Gerardi annuncia: “Un civico per Roma”).

Matteo Salvini e Matteo Renzi © Stefano Carofei / Imagoeconomica

Matteo Renzi ha fatto capire bene il suo pensiero: “Se cade Conte, si fa un nuovo governo, non si andrà alle elezioni. I numeri per il Conte ter non ci sono. Da giorni, molti nostri senatori sono avvicinati da inviti a lasciare Italia Viva. Io non ci credo, anche perché conosco i senatori di Italia Viva e non ne vedo dieci pronti ad andarsene (per adesso non ne vedo nemmeno uno)”.

Parlava a Conte affinchè Zingaretti e Bettini intendessero. Goffredo Bettini, nella standing ovation del Nazareno aveva detto: «Oggi è chiaro a tutti, tranne ai fanatici, che la condotta di Renzi pone problemi acutissimi al campo democratico e al governo Conte».

La retromarcia

Lasciando intendere che, se non si riesce ad eliminare in fretta l’«attivismo distruttivo del fiorentino», il Pd preferisce andare a votare. Chiara l’interpretazione: il Pd vuole rottamare Renzi nelle urne. Ma quello che Bettini e Zingaretti non avevano considerato è stata la retromarcia di Palazzo Chigi. Lo staff di Giuseppe Conte, guidato da Rocco Casalino, aveva fatto circolare l’ipotesi che Sergio Mattarella potesse in qualche modo dare il via libera al reclutamento di una pattuglia di responsabili.

Ma dal Quirinale è trapelato lo «stupore» del presidente per le ricostruzioni in cui «si attribuiscono abusivamente intenzioni al capo dello Stato riguardo alla situazione politica». E Conte è stato costretto ad emettere una sorta di rettifica, per evitare di creare ulteriori imbarazzi al Colle: «Si chiarisce che il Presidente non è alla ricerca di altre maggioranze diverse da quella che attualmente sostiene il governo». I renziani hanno infierito: «Comprensibile l’irritazione del Quirinale per le indiscrezioni infondate fatte circolare dal portavoce del premier».

La Pisana

Enrico Cavallari

Ma anche Matteo Renzi guarda alla situazione della Regione Lazio, dove Italia Viva ha due consiglieri: Marietta Tidei e Enrico Cavallari. Senza il sostegno dei quali Zingaretti non avrebbe la maggioranza. Tidei e Cavallari a fine anno scrivevano questa nota: “Esprimiamo grande soddisfazione per l’approvazione di alcuni emendamenti alla legge di stabilità regionale 2020e al bilancio di previsione 2020-2022 che danno ai Comuni fondi per la viabilità, riqualificazione dei centri storici, iniziative culturali, associative, sportive e non solo. Grazie alle modifiche introdotte, sono previste risorse anche per dotare le riserve naturali di figure in grado di consentire loro piena operatività, oltre a misure di sostegno dell’autotrasporto, del ripopolamento ittico per le acque interne e tanti altri interventi“. 

Piena sintonia, ma da allora sono passati cinquanta giorni e centinaia di polemiche. E ora Matteo Renzi sta valutando perfino il tema del sostegno di Italia Viva a Zingaretti nella Regione Lazio.

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