I giorni dell’ira. Scontro al vetriolo tra Polo Civico e Fdi

Adriano Piacentini sulla mozione di sfiducia: «Chi trama nell’ombra non arriverà da nessuna parte». Debora Patrizi: «Fagiolo stia al suo posto e taccia Non abbiamo bisogno di legittimazioni»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Durissima risposta del Polo Civico a Domenico Fagiolo, consigliere comunale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Mentre Adriano Piacentini, presidente dell’aula e dirigente di Forza Italia, lancia dei messaggi forti e chiari. Anche all’interno della maggioranza di centrodestra. Sullo sfondo la richiesta del Polo Civico di un riequilibrio delle deleghe all’interno dell’esecutivo. Ma anche le grandi manovre trasversali per capire se ci sono gli spazi per una mozione di sfiducia o per le dimissioni di massa. Con l’obiettivo di interrompere anticipatamente il secondo mandato del sindaco Nicola Ottaviani. (Leggi qui Mozione di sfiducia a Nicola Ottaviani. Percorso in salita).

La replica del Polo Civico 

Debora Patrizi

Debora Patrizi, coordinatrice cittadina del Polo Civico, non usa perifrasi nella risposta a Domenico Fagiolo (Fratelli d’Italia). Rileva: «Il consigliere Domenico Fagiolo lasci stare le metafore calcistiche, che sicuramente non gli portano bene, considerando i precedenti. Ma soprattutto lasci stare di interessarsi delle questioni del Polo Civico. Pensi al suo partito e ad avanzare qualche proposta amministrativa. Il tifo da stadio non si concilia con la lucidità che serve per amministrare un capoluogo di provincia».

Poi aggiunge: «Finite le metafore, a Domenico Fagiolo diciamo di stare al suo posto. Cerchi, se è in grado, di far crescere Fratelli d’Italia. Altrimenti taccia. Il Polo Civico non ha bisogno di alcuna legittimazione e rifiutiamo la logica dell’analisi del sangue. Inoltre, non deve permettersi di dire a noi quello che dovremmo fare. Forse non se n’è accorto, ma il Polo Civico ha indirizzato la lettera al sindaco Nicola Ottaviani. Non a lui. L’abbiamo indirizzata al Sindaco perché nel 2017 abbiamo preso circa 3.900 preferenze».

«È evidente che in questi anni abbiamo mantenuto un assetto di giunta che francamente non ci rappresentava pienamente. Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità. Ma ora chiediamo rappresentanza piena. E le deleghe ai lavori pubblici furono attribuite al Polo Civico. Gli accordi politici hanno un senso e vanno rispettati. Quando Domenico Fagiolo dice che è cambiato il mondo con riferimento allo stravolgimento dei gruppi consiliari, lo afferma perché guarda alla sua esperienza: concorrendo in una civica, ha prima aderito alla Lega e poi a Fratelli d’Italia. Noi invece da nove anni siamo uniti e coesi e ribadiamo il sostegno a Nicola Ottaviani».

«Sostegno che è avvenuto su basi programmatiche, le stesse che orienteranno le nostre scelte in futuro. Lasci stare Domenico Fagiolo gli ultimatum e i documenti a futura memoria. Il Polo Civico non deve dimostrare nulla a nessuno: rivendichiamo una rappresentanza per tutte le persone che ci hanno dato fiducia. Se ne faccia una ragione». 

I messaggi di Piacentini 

Adriano Piacentini (Foto © AG. IchnusaPapers)

Il presidente del consiglio comunale Adriano Piacentini (fra i tre subcommissari di Forza Italia in provincia di Frosinone), dice la sua sui vari temi dell’attualità politica cittadina. Rileva: «Le grandi manovre di chi pensa alle dimissioni di massa o alla mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Nicola Ottaviani sono destinate a naufragare sul nascere. Ma in ogni caso testimoniano ancora una volta il livello del dibattito politico di una parte del panorama cittadino».

«Da nove anni questa Amministrazione sta cambiando il volto del capoluogo. Sotto ogni punto di vista. Eppure c’è chi si preoccupa esclusivamente di tramare nell’ombra. Ed è paradossale, considerando che poi alle sedute di consiglio comunale si registrano sempre tante assenze. Credo che sul concetto di partecipazione alla vita amministrativa si dovrebbe ragionare molto».

Poi Piacentini aggiunge: «Mancano nove mesi alle elezioni comunali di Frosinone. Intanto è fondamentale mantenere alta la concentrazione sul versante amministrativo. Perché c’è un programma da ultimare. Aggiungo però che sul piano politico bisognerà fissare delle regole da subito. Le primarie vanno benissimo come metodo di scelta del candidato sindaco».

«Ma in ogni caso concetti come lealtà alla coalizione e trasparenza vanno tenuti nella massima considerazione da subito. È importante sapere chi farà ancora parte di questa squadra e chi no. E chi invece sta pensando di potersi schierare con il centrosinistra. È tutto politicamente legittimo, ma la chiarezza non è un optional. Chi nel centrodestra sa già che non farà più parte della coalizione lo dica adesso. È una questione di rispetto nei confronti di una maggioranza che da nove anni agisce come una squadra. Per quanto riguarda le liste civiche, hanno pari dignità e sono fondamentali. Ma il civismo non può rappresentare un modo per cambiare alleanze che sono e restano comunque politiche». 

Gli scenari 

Il Consiglio Comunale di Frosinone (Foto: Giornalisti Indipendenti)

C’è attesa per l’incontro tra il sindaco Nicola Ottaviani e i consiglieri comunali del Polo Civico. Debora Patrizi, Igino Guglielmi, Claudio Caparrelli e Francesco Trina hanno chiesto al primo cittadino un riequilibrio delle deleghe. Nello specifico quelle ai Lavori Pubblici, affidate a Fabio Tagliaferri, che ha aderito a Fratelli d’Italia. Dopo essere stato eletto nel Polo Civico, in quota al quale è stato nominato assessore. (Leggi qui Il Polo Civico a Ottaviani: revochi le deleghe).

Nell’intera consiliatura Ottaviani ha sempre dato seguito alle richieste della formazione di Gianfranco Pizzutelli. Sulla base di parametri precisi: il risultato elettorale e la consistenza numerica e politica dei gruppi. Fratelli d’Italia continua a chiedere la sottoscrizione di un documento nel quale ci si impegna a candidarsi nel centrodestra anche nella prossima tornata elettorale. La seduta di consiglio comunale del 30 settembre prossimo sarà indicativa. Si capirà tutto dalla presenza o dall’assenza del Polo Civico.

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