I lavori dei Ciaccia ‘indagano’ il presidente D’Amico. “Siamo vittime”

Avviso di garanzia al presidente di Confimprese. Una delle Onlus da lui guidate risulta abbia consentito ai fratelli Ciaccia di incassare il Superbonus per i lavori (mai eseguiti) ai Colli Monfortani. "In questa storia siamo vittime”

«Il presidente è a totale disposizione della magistratura per chiarire ogni aspetto che verrà ritenuto utile, dimostrando al di là di ogni ragionevole dubbio che in questa vicenda siamo solo vittime. Spiacente ma non ci saranno dichiarazioni, in segno di rispetto per le indagini»: sceglie la via del silenzio Guido D’Amico, presidente nazionale di ConfimpreseItalia riconfermato appena una settimana fa alla guida dell’associazione delle micro imprese.

La polizia giudiziaria gli ha notificato un avviso di garanzia nell’ambito delle indagini che hanno portato al fermo dei fratelli fratelli Davide e Mario Ciaccia, proprietari dell’Atletico Terme Fiuggi e del Teramo. Appena firmato il provvedimento, il presidente D’Amico ha avuto un mancamento ed ha trascorso tre ore in ospedale.

Il provvedimento ai Ciaccia

I fratelli Ciaccia

Il fermo a carico dei fratelli è scattato nel timore che intendessero scappare all’estero. Alcune intercettazioni hanno messo in allerta la Procura.

L’indagine sospetta che abbiano incassato i crediti legati ai superbonus per la ristrutturazione e li abbiano investiti comprando alberghi, immobili e addirittura una partecipazione nel Teramo calcio.

Il nucleo di polizia economica-finanziaria della Guardia di Finanza ieri ha eseguito un decreto di sequestro preventivo su beni per un valore di circa 100 milioni di euro. Tra questi ci sono gli edifici dove hanno sede l’Hotel Fabiola, l’albergo La Primula e l’Hotel Mediterraneo, tutti e tre a Fiuggi; il complesso religioso Colle Monfortani in via Prenestina 1391, nella Capitale; un palazzo ad angolo tra via Sicilia e via Toscana a Roma dove una volta c’era il Teatro delle Arti. E le quote del Teramo Teramo Calcio.

Stando ai sospetti hanno approfittato delle misure varate dal Governo nel 2020 con il Decreto Rilancio. La Guardia di Finanza sospetta che abbiano messo sù falsi cantieri, facendo risultare ristrutturazioni mai avvenute, incassando così i Superbonus dello Stato. L’accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebite compensazioni.

Le Onlus necessarie

Con i fratelli Ciaccia sono indagate altre 21 persone. Nell’elenco figurano il notaio che ha redatto gli atti pubblici necessari per conseguire i superbonus, due commercialisti, un architetto, un ingegnere, un mediatore finanziario. E 15 persone sospettate di avere fatto da prestanome. Proprio in quest’ultimo elenco è finito il nome del presidente Guido D’Amico.

Il suo nome viene collegato ai lavori di ristrutturazione nella struttura di Colli Monfortani. Quei lavori, ritiene la Guardia di Finanza, non sono stati mai eseguiti. Ma i fratelli Ciaccia hanno conseguito il superbonus. Tra le carte risulta «l’apparente interposizione della onlus Associazione Nazionale Etica&Salute, di cui è presidente l’indagato Guido D’Amico».

Perché è importante. La onlus risponde in pieno ai requisiti richiesti dall’articolo 121 del decreto Rilancio e solo grazie alla sua presenza – ricostruisce la Finanza – è stato possibile ai fratelli Ciaccia realizzare le truffe aggravate.

«Il Presidente non parlerà fino a quando non avrà prima chiarito tutto con gli inquirenti. È una questione di rispetto verso chi sta indagando. In questa storia siamo solo vittime» dicono dalla Segreteria.

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