I leghisti: «Niente redini a D’Amico». «Chiudete gli ombrelli: non piove»

Foto: © Imagoeconomica Paolo Cerroni

L'ipotesi di Guido D'Amico con un ruolo chiave nella Lega provinciale fa scattare la levata di scudi dell'ala Ugl. Che reclama nomine in base ad anzianità di Partito e radicamento. Discorsi inutili: D'Amico è incompatibile con le cariche politiche.

Le voci interne assicurano che il nome fosse il suo. Un sospetto più che legittimo: per la ben nota abilità diplomatica, per l’esperienza accumulata da assessore provinciale in un capoluogo vasto e complesso, per le relazioni romane antiche e consolidate, per il ruolo avuto a Cassino durante le recenti Comunali. Guido D’Amico, presidente nazionale di ConfimpreseItalia, è il nome sul quale molti hanno visto il futuro coordinatore provinciale della Lega.

Dopo il caos delle ore scorse all’Astor, il nome del Coordinatore verrà annunciato nel fine settimana. (leggi qui «Qui comando io»: ed i leghisti si ribellano a Zicchieri).

Ma non sarà quello di D’Amico.

Su di lui si è alzato nelle ore scorse il fuoco di sbarramento dell’Ugl. Che ha posto un veto. Perché i risultati dei ballottaggi di domenica scorsa hanno detto con chiarezza che c’è un modello in grado di funzionare e portare risultati: è quello di Claudio Durigon. (leggi qui La cavalcata della Lega nei Comuni per arrivare in Regione (tranne a Frosinone) ). No anche all’ipotesi di un ripiegamento sul Coordinamento di Cassino: in serata si è parlato dell’ipotesi di autoconvocare la lista per affermare che il Partito a Cassino deve essere affidato in base a due elementi. E cioè l’anzianità di militanza ed il radicamento nella società, dimostrato con i numeri delle preferenze ottenute il 26 maggio.

Un’opzione che però sarebbe del tutto inutile. Guido D’Amico ricopre incarichi che lo rendono incompatibile con qualunque carica politica. Ad esempio il suo ruolo in Camera di Commercio.

L’ipotesi sulla quale si sta lavorando è quella di un ruolo da Commissario affidato all’onorevole Francesca Gerardi. Affiancata dal ‘referente’ Umberto Fusco, nominato già nei giorni scorsi.

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