I lenti movimenti di truppe sul fronte (politico) di Caira

BOLLETTINO DEL 20 Settembre 2015
dal nostro inviato sulla Linea Gustav a Caira
Cap. Denisio Rudolfi

Nella parte montana del teatro delle operazioni e specialmente nella zona del Monacato, l’azione delle truppe Dragonettiane sembra ormai essere martellante. Tonino, il vulcanico ex segretario DC, sembra ormai avviato a consolidare il battaglione dei Fardelliani, arricchito dal figlio Niki Dragonetti, che dopo l’otto settembre, quando alla Regione Lazio si è sancito lo strappo con l’asse abbruzzesiano, sembra sempre più avviato a diventare uno dei generali di Marino Fardelli.

Sull’altipiano della Marra apparentemente tutto tace: gli uomini del battaglione DemoDin capitanato da Barbara Di Rollo non dà per adesso segni di attività bellica, a parte qualche esercitazione con pochi fedelissimi nella piscina privata del suo comando generale e qualche selfie estivo con Marino Fardelli, ieri col trombone, oggi con la coppa dei rioni.

Poco a valle l’artiglieria di Peppe Trelle tace, il fedelissimo D’Ambrosiano preferisce per adesso non allinearsi. Ha disturbato, con fuoco sporadico ma efficace, la piccola artiglieria di Gabriele Picano, riunita ora sotto il nuovo vessillo lùmbard di Noi con Salvini. E che con azioni veloci ma mirate fa sentire la sua presenza e il suo peso, seppur leggero, nella politica locale.

Ma la storia militare insegna che spesso le truppe leggere sono quelle che risolvono le battaglie. In questo momento le artiglierie picaniane sono ancora posizionate sul fiume Rapido, in attesa degli eventi. Proseguendo sul fronte di via Camarda: i maggiori Leva sembrano osservare gli eventi, i fratelli Massimiliano e Fabio Leva ufficialmente sembrano essere neutrali, ma sanno di essere al confine della Gustav, quindi difficilmente possono evitare la battaglia, se questa si scatenerà sul fronte di Caira.

Proseguendo a valle, fronte fiume Rapido, via Camarda, lenti movimenti si notano da parte di Roberto Pittiglio, l’ex colonnello IDV rimasto senza comando per dissoluzione dei reggimenti nei quali ha militato: Rifondazione Comunista prima e Italia dei valori poi. Al termine di un periodo di riabilitazione e cura nella sua cara Germania, rientrato poc’anzi da Berlino dove moderatamente ora prospera, sembra proseguire con la scelta di non partecipare alla vita politica attiva. Lo giurò dopo l’ultimo tumultuoso congresso Provinciale. Ma l’indole del Pittiglio è tipica del feldmaresciallo, più inquieto che sedentario. Vuole riassaprorare l’odore della battaglia, dopo la vittoria del 2010 a Cassino e la Caporetto dell’IDV “tedeschiano – roccaseccano” di cui era la spina nel fianco. Sarà per questo che recentemente ha compiuto un’incursione a Caira ed è stato visto con il suo “vecchio generale” Petrarcone, poi alla convention con Zingaretti ad Atina, “ufficialmente” in veste di imprenditore tedesco nel campo dell’import export alimentare, per finire nell’abbraccio fraterno con l’architetto Carlo Maria Sadich, suo ex maestro, relatore al convegno organizzato da Sarah Grieco, stavolta con un peroncino offerto dalla Democratica Per Cassino…

Insomma il fronte cairese sembra tranquillo, ma non tace per nulla. Riuscirà Fardelli a mantenerlo integro?

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