I panettoni del sindaco per festeggiare gli avversari divisi (Conte della Selvotta)

I telegrammi del Conte della Selvotta sulla politica Cassinate. Tutti aspettano gennaio: convinti che dopo le Provinciali ci sarà la spallata al sindaco. Aspetta la Lega, affila le armi il Pd. Che ha mantenuto il fronte interno. D'Alessandro può commissionare i prossimi panettoni con tranquillità

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. ANNO CCVIII a.C. Tito Livio Libro XXVII.
Cassino, 2018 d.C. Uno sciame di api invade l’Aula consiliare.
Montecassino, 2018 d.C. Uno sciame di api invade l’Albaneta.

 

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EUFORIA SOSPETTA

Si registra una euforia insolita nelle stanze di comando del comune di Cassino. Soprattutto in quelle del sindaco Carlo Maria D’Alessandro e dell’assessore Benedetto Leone. Dalle facce tristi del dopo dissesto alle facce liete di questi giorni.

Chi ha dettato la nuova regola? Una idea del cerimoniere abbaziale, dell’ex commander, o di entrambi?

Ben accolta dal sindaco, sempre disponibile ai giochi goliardici. Per i maligni comunali, però, si tratterebbe di una “euforia sospetta”. Per mascherare, fanno notare al Conte della Selvotta, frequentatore di sale e corridoi comunali, le cose meno liete come il caso-caos del cimitero, di vicende giudiziarie in via di conclusione e di altre situazioni critiche.

L’euforia, comunque, deriverebbe da fattori politici come l’estromissione dei “lagnosi” della Lega e soprattutto per aver “trasferito” i debiti ai commissari ministeriali. “Non abbiamo più l’assillo dei debiti, possiamo amministrare”, avrebbero gioito in sala giunta.

SINDACO ELETTRICO

L’euforia del primo cittadino, si narra ancora, deriverebbe anche dalla scossa elettrica arrivata in suo soccorso da Enel con la complicità dell’ex assessore ingegnere Paola Verde.

E Carlo Maria rivendica il parco di ricariche elettriche a Cassino anche se per ora è un parco fantasma. Anzi, un parco per fantasmi: per mancanza di macchine elettriche.

Ma l’importante è proiettare l’immagine. Far vedere che Cassino guarda al futuro, si prepara al domani.

 

LA FORZA DELLA LEGA

Forza Italia crolla al nord mentre la Lega avanza. I riflessi arrivano anche anche a Cassino dove i leghisti salgono di numeri in Aula (non svelati) e in segreteria con nomi importanti.

Calma piatta, perciò, tra Forza Italia e Lega, tutti in attesa delle elezioni provinciali. Poi si faranno i conti e quanti consiglieri e non passeranno al Carroccio per il botto di gennaio. Il Pd, anche se diviso, lo spera.

Claudio Monticchio, avvisato di sospensione per la sua irrequietezza comportamentale, è in silenzio stampa. Vuole rimanere attaccato al Carroccio come in quegli assalti nel Far West. Perché sa che il suo gruppo potrebbe infoltirsi di concorrenti scomodi e perciò ci tiene a conservare la presidenza della Commissione Urbanistica.

L’ASSALTO DI SEBASTIANELLI

Il consigliere indipendente Giuseppe Sebastianelli continua l’assalto alla diligenza di D’Alessandro.

Questa volta accusa sindaco e presidente d’aula di “allergia” da consiglio comunale. Traduzione: i due, secondo l’oppositore, tenderebbero ad andare sempre meno in aula per via dei numeri risicati, appena 13 voti “per colpa di quei leghisti ribelli”.

E così Sebastianelli bacchetta il primo cittadino: «Un epilogo triste di una maggioranza che ha finito la benzina ma dovrebbe avere il buon gusto di capire quando sono iniziati i titoli di coda. Siamo arrivati al paradosso che per andare in Aula deve essere l’opposizione a chiedere un Consiglio comunale straordinario, altrimenti saremmo arrivati a Natale senza mai vederci. Col dissesto poi, tutto passerà nella mani dell’Organo Straordinario di Liquidazione, e andare in Sala Di Biasio sarà quasi superfluo. Per chi ha paura di confrontarsi con la città sarà un sospiro di sollievo, per chi, come me, vuol rispettare fino in fondo il proprio mandato elettorale, sarà una tragedia».

IL PD IN TRINCEA

Il Pd è in trincea e aspetta i passi falsi di D’Alessandro-Leone (che si ripetono periodicamente, per colpa di altri) per sferrare l’attacco.

Il trio Fardelli-Russo-Fionda sta ricostruendo, faticosamente, il Partito ma del gruppo unico in aula se ne parla poco.

È proprio questo ad imporre una riflessione: ma il Pd c’è o non c’è? A chi conviene tenere diviso il Gruppo? Chi non vuole l’unità? In realtà nessuno la vuole: per essere autorizzati a dividersi un’altra volta al momento di scegliere il candidato sindaco da contrapporre a Carlone Maria o chiunque altro sia il candidato del centrodestra.

Unità del Pd significherebbe dover accettare il candidato individuato dal Partito, con o senza primarie. Restare divisi significa essere liberi di poter coltivare le proprie ambizioni: come nel caso dello stesso Marino Fardelli, o dell’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone,  ma anche qualche pensierino in segreto lo sta facendo l’ex assessore Enzo Salera. Ed è un solo fronte.

In quello interno ma opposto, non ci pensa minimamente Francesco Mosillo. Ma non pensa di rinunciare a partecipare alla partita: Sarah Grieco sarebbe la candidata ideale, secondo i suoi schemi di amministrazione.

Marino Fardelli dice che saranno le primarie ad individuare il candidato. Sarà così se avrà la certezza di riuscire a vincerle. In caso contrario, la formula dei movimenti civici è pronta per essere tirata fuori dall’armadio. Nei fatti è l’unico ad avere già preparato il terreno.

Così, anche il Pd resta appeso agli “umori” della Lega per l’atteso botto di gennaio.

 

Con un quadro così diviso, Carlo Maria D’Alessandro può tranquillamente andare dal fornaio ed ordinare i panettoni per i prossimi tre anni. Perché si sta avverando la profezia fatta dal Commander: rivincerai, se non per merito tuo, per le divisioni degli avversari.

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