I pascoli di Ottaviani, la guerra fredda nel centrodestra e le divisioni nel centrosinistra

Foto © A.S.Photo, Andrea Sellari

Il sindaco di Frosinone fa letteralmente quello che vuole. Per due motivi. Il primo sta nel fatto che nella sua maggioranza ognuno guarda al proprio orticello e alla propria ambizione. Il secondo è rappresentato dall’incapacità delle opposizioni di organizzarsi. Soprattutto per un Pd che resta profondamente diviso all’interno del gruppo consiliare.

Nicola Ottaviani è uno che sul palco di Fiuggi disse ad Antonio Tajani (il padrone di casa) d’essere stufo della logica del cerchio magico perché avrebbe finito con il soffocare Forza Italia. Poi ha aderito alla Lega di Matteo Salvini, ma comunque il sindaco di Frosinone in generale fa quello che gli pare. La politica è una passione, ma oggi è concentrato nell’amministrazione.

Nicola Ottaviani con Fabrizio Cristofari

Non cambierà la giunta e non farà alcun rimpasto. Se non per casi straordinari. Nella maggioranza devono mettersi l’anima in pace, non riusciranno a tirarlo per la giacchetta. E quando fra tre anni si andrà al voto, allora Ottaviani non soltanto proporrà le primarie nel centrodestra, ma si schiererà con chi accetterà la sua indicazione. L’uomo è questo. Il politico pure.

A Frosinone però c’è un altro aspetto che stupisce e cioè che dal 2012, anno della prima vittoria di Nicola Ottaviani ma pure della sconfitta di Michele Marini, il centrosinistra non riesca a ripartire. Coinvolgendo l’intera opposizione in un progetto politico e programmatico serio.

Il gruppo del Partito Democratico è diviso al proprio interno, al punto che il circolo cittadino dimentica perfino di citare tutti i consiglieri comunali nei comunicati stampa. Ma vabbè, può succedere. Magari è una semplice distrazione.

Nicola Ottaviani con Michele Marini, ultimo sindaco di centrosinistra a Frosinone

Il fatto però è che Ottaviani si infila in tutte queste contraddizioni. Le minoranze viaggiano in ordine sparso. Da una parte Angelo Pizzutelli e Fabrizio Cristofari, capogruppo del Pd, da un’altra Norberto Venturi e Alessandra Sardellitti, sempre del Pd. Sulla realizzazione della moschea hanno convincimenti opposti, non diversi. Da un’altra parte c’è poi Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune), da un’altra ancora Vittorio Vitali (Articolo 1). Ancora: i due consiglieri dei Cinque Stelle (Christian Bellincampi e Marco Mastronardi), i due del Psi (Daniele Riggi e Massimo Calicchia). C’è pure la Lista Cristofari: Vincenzo Savo in realtà fa parte del Pd, mentre Fabiana Scasseddu è rimasta civica.

Il punto però è che non esiste dopo un anno e mezzo un coordinamento delle opposizioni. Il punto è che il centrosinistra, esattamente come successo dopo il 2012, arriverà all’appuntamento elettorale diviso e senza un candidato che possa preparare una campagna elettorale degna di questo nome.

Ottaviani con Riccardo Mastrangeli e Adriano Piacentini

Nel centrodestra in tanti aspirano a raccogliere la fascia tricolore di Ottaviani: Riccardo Mastrangeli, Adriano Piacentini, Danilo Magliocchetti, Carlo Gagliardi, Fabio Tagliaferri, Massimiliano Tagliaferri, Antonio Scaccia. Una divisione indicibile. Proprio per queste divisioni, della maggioranza come delle opposizioni, Nicola Ottaviani fa esattamente quello che vuole. Padrone e sotto.

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