I pontini non vogliono i rifiuti di Roma: e se mamma Roma non volesse più noi?

Nessuno vuole i rifiuti di Roma. "Virginia Raggi doveva organizzarsi" e "Ciascuno deve raggiungere l'autosufficienza". Vero. Ma qualcuno ha pensato cosa accadrebbe se Roma facesse lo stesso: chiudendo le porte delle sue università e dei suoi policlinici, dei suoi posti di lavoro ministeriali, ai non romani?

Lidano Grassucci
Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Vogliono le persone a casa loro, i chilometro zero, i rifiuti ciascuno per sé, insomma siamo alla esaltazione della cultura delle società chiuse, del medioevo. Per i francesi la sifilide era male fiorentino, per gli italiani mal francese ma nessuno pensò mai che era, solo, male umano. Tutti a cominciare dal mio amico Tonino Terra sindaco di Aprilia, per tacere dei Partiti contro Nicola Zingaretti. (leggi qui Banane e cetrioli: così si combatte la guerra (mediatica) dei rifiuti in Ciociaria)

Poi gli uomini invece che cercare l’untore, cercarono di capire il rimedio e da questo passare dal rinfacciare al capire è nata la magia della tecnologia.

Ora i rifiuti di Roma non li vogliamo, bene, benissimo è giusto, mica sono romano io. Ma Roma cosa è? Quando teologi fini accusarono Innocenzo VI di non essere nel giusto perché stava ad Avignone mentre avrebbe dovuto essere a Roma, lui rispose: Sono a Roma, Roma è dove sta il Papa”. Roma non è una città è una civiltà, Roma aveva l’acqua quando gli altri seguivano i ruscelli, Roma aveva la fogna quando gli altri facevano pipì a monte e bevevano a valle, Roma aveva le strade quando gli altri ancora dovevano capire il viaggio. Sei romano se scegli di esserlo, sei civile se scegli di esserlo. Roma è quella “mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini che vuole mondarsi, ma il mondo la schiaccia dopo averla usata.

Sì perché se a Roma debbono tenersi i rifiuti perché prima ci siamo noi pontini, noi ciociari, noi sabini (per altro ancora incazzati con i capitolini pe na storia di femmine) , loro potrebbero, usando medesima misura, dire: basta pontini ai ministeri di Roma, e basta con tutti quegli studenti che da 700 anni studiano a Roma (rubandoci la sapienza)  per fare l’autista Atac devi essere di Testaccio e non cambiare mai casa, e mettono al bando i carciofi, o come Trump ci mettono il dazio. Prendo il treno ogni mattina ,ne parte uno ogni 30 minuti (se tieni conto della linea per Nettuno anche di più), ciascun treno ha 800 passeggeri, quindi in 10 ore 16.000 persone vengono accolte a Roma, che fanno questi come i proprietari dei cani che la cacca se la mettono in busta e la riportano a casa, la pipi la fanno con il pappagallo e la sera lo versano al “sacro” Canale Mussolini?

Ma cosa stiamo dicendo? Ma come pensiamo. Sono setino pure nazionalista, noi abbiamo dato all’umanità (oltre alle crostatine) i carciofi, ma se non era per gli ebrei romani quei carciofi erano solo fiori senza colore.

Fabrizio De Andrè diceva: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”. Capite perché sono triste, stanno mettendo talee di rose in campi di diamanti.