I Progressisti provano a parlarsi per le elezioni

I tentativi per portare le forze progressiste verso l'unità. E ad accettare le Primarie di coalizione. Con un intreccio che legherebbe l'operazione al Congresso Pd. Intanto nella Lega...

«Fermiamoci prima che sia troppo tardi!»: Franco De Angelis è uno degli ultimi due consiglieri comunali dell’opposizione di centrosinistra a Gaeta. Eletto alle amministrative del 2017 in una civica ora è coordinatore cittadino Demos.

Ostenta un sorriso quando qualcuno lo equipara al mediatore americano Richard Holbrooke che nel 1995 con l’accordo di pace a Dayton pose fine alla sanguinosa guerra in Bosnia ed Herzegovina.  De Angelis vuole almeno provarci a mettere attorno ad un tavolo le tre bellicose sensibilità del “campo progressista di Gaeta. Fanno fatica anche a consumare un caffè insieme, figurarsi se possono trovare un accordo unitario per le prossime elezioni Comunali.

La coalizione civica uscente ringrazia. Dopo dieci anni di Governo del sindaco Cosimino Mitrano, la coalizione con esponenti di Forza Italia – Pd di Pina Rosato – neo Fratelli d’Italia ha già deciso di sostenere come erede politico il capogruppo Cristian Leccese. Invece i Progressisti sono ben lontani dall’essere un campo.

Difficile come a Dayton

Franco De Angelis

Per Franco De Angelis il centrosinistra di Gaeta ha l’imperativo categorico di bloccare il processo di atomizzazione che da anni lo rende irrilevante. Basti pensare che mai il simbolo Pd è apparso sulla scheda elettorale.

È convinto però che ci siano ancora i presupposti perché il dentista ed ex sindaco Pds Silvio D’Amante da una parte e la professoressa di Lettere ed ex assessore alla Cultura Sabina Mitrano dall’altra “facciano gli interessi non della coalizione ma dell’intera città”.

De Angelis chiede di interrompere la frammentazione, trovare una sintesi politica sui temi ed il programma, affidarsi poi allo strumento delle Primarie per definire il candidato sindaco unitario dei Progressisti. “Se si raggiungesse l’accordo – osserva l’ex presidente della Commissione Trasparenza del comune di Gaeta – le potremmo organizzare  entro la fine del mese di marzo. Poi sarebbe troppo tardi e, dunque, inutile”.

Nella visione di De Angelis alle Primarie non dovrebbero partecipare i soli D’Amante (al momento sostenuto da una coalizione di cui fanno parte “Gaeta Futura”, Demos, Gaeta 5 Stelle 2050, Insieme per Gaeta, il Movimento Progressista, Orizzonti per Gaeta e “Insieme con Silvio D’Amante”) e Mitrano (Gaeta comunità di Valore, Una Nuova Stagione ed Europa Verde). 

Chiede che a partecipare siano invece tutte le forze politiche o civiche che si riconoscono nei valori del centrosinistra. “Dividersi in questo storico momento – dice – significa creare il migliore  assist  all’avversario per vincere le elezioni amministrative davvero a mani basse. Almeno proviamoci”.

Scettici è dire poco

Silvio D’Amante

L’iniziativa dell’esponente di Demos è stata accolta con una legittima dose di scetticismo. È figlia di rapporti politici vicini allo zero tra i diversi dirigenti, di entrambi gli schieramenti. E di un centro sinistra gaetano rinchiuso nella propria torre d’avorio.

Le elezioni primarie? Le ho  proposte io lo scorso autunno – chiarisce subito l’ex sindaco Silvio D’Amante  – quando non ero ancora iscritto al Pd e tantomeno non ero il candidato di niente e di nessuno. Mi dispiace che quella richiesta non sia stata neppure esaminata. Se lo fosse stata, non ci saremmo trovati  in questa situazione….”

D’Amante nel suo bersaglio mette la professoressa di Lettere Sabina Mitrano. Cche replica con una buona dose di veleno: “Nutro tanto rispetto per il dottor D’Amante, uomo preparato e competente. Oggi la questione principale è di ripensare la città e di guardare al futuro. Il dottor D’Amante, lo ricordo bene, decise nel 1994 di raccogliere una sfida. E’ la stessa che la mia generazione  prende oggi a pieno titolo”.

Il crocevia Dem

Foto: Luigi Mistrulli © Imagoeconomica

Un crocevia di questo dibattito ha una data: il 12 marzo prossimo. Quel giorno dovrà svolgersi  il Congresso cittadino del Partito Democratico. Quando era tutto pronto già il 5 febbraio scorso era stato necessario un rinvio: non c’era un accordo tra le parti. E l’elezione del Segretario e del nuovo Direttivo poteva esserci – Statuto alla mano – solo se ci fosse stata una proposta unitaria. (Leggi qui Caffé amaro al Pd, niente congresso: se la vedrà Sarubbo).

Invece le proposte erano state tre. La componente guidata dall’attuale presidente del Consiglio comunale Pina Rosato aveva candidato al posto della Segretaria uscente Nunzia Madonna il giovane dirigente come Daniele D’Arienzo.

Il vero promoter della candidatura a sindaco di Sabina Mitrano è il secondo consigliere comunale superstite nella minoranza consiliare, il capogruppo di “Una nuova stagioneEmiliano Scinicariello. Lui per la Segreteria citta dina Pd ha indicato il giovane avvocato Gianluca Conte.

La componente che ha candidato a sindaco Silvio D’Amante ha proposto un altro legale: Giovanni Di Bernardo.

Con la fissazione bis del congresso cittadino i nodi all’interno del Pd dovranno arrivare al pettine.  Non essendoci alcun tipo di accordo, la fumata bianca potrebbe arrivare al termine di un ballottaggio tra i due candidati più quotati: Daniele D’Arienzo e Gianluca Conte. La componente interna minoritaria è quella dell’avvocato Giovanni Di Bernardo che il 12 marzo potrebbe essere determinante con i suoi voti per far pendere l’ago della bilancia dall’una o dall’altra parte. 

Dove si spostano i voti

Emiliano Scinicariello

Il consigliere Franco De Angelis propone un accordo. In base al quale gli iscritti Pd vicini all’ex sindaco Silvio D’Amante appoggerebbero la candidatura dell’avvocato Gianluca Conte alla Segreteria. Ma lo farebbero a condizione che Emiliano Sciniscariello e la professoressa Sabina Mitrano decidano di partecipare alle primarie di coalizione per la scelta del candidato sindaco dell’intero centro sinistra.

La terza parte dell’intesa sarebbe la seguente: il candidato sindaco vincitrice delle Primarie andrebbe a sfidare Cristian Leccese con l’obiettivo minimo di impedirgli la vittoria al primo turno; il secondo classificato accetterebbe di essere candidato consigliere e, in caso di vittoria finale alle amministrative , verrebbe “ricompensato” con la Presidenza d’aula.

Voci dal Carroccio

Vittorio Ciaramaglia, coordinatore Lega di Gaeta

In questo bailamme di scatole cinesi, le indiscrezioni dicono che la Lega di Gaeta avrebbe tentato una strambata invertendo di 180 gradi la rotta. A dicembre aveva lanciato a Fratelli d’Italia la proposta di creare insieme un cartello di centrodestra (Lega – FdI) da contrapporre a Cristian Leccese. Ma alla fine Fratelli d’Italia ha deciso di rimanere nel cartello allestito da Cosimino Mitrano con il quale governa da dieci anni.

Le indiscrezioni dicono che il coordinatore cittadino della Lega Vittorio Ciaramaglia avrebbe tentato anch’egli di effettuare una virata simile a quella effettuata dal portavoce di Fdi Marco Di Vasta. In pratica: trovare una sistemazione elettorale nella coalizione di Leccese.

Ma il sindaco Cosimino Mitrano ha detto no: “Questa coalizione dovrà governare Gaeta nei prossimi anni. Non può diventare un taxi politico”.

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