I segnali nazionali ed il futuro del centrodestra locale

La tensione tra Roberto Fico e Matteo Salvini può cambiare lo scenario, ma gli equilibri tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sono cambiati in modo irreversibile dal 4 marzo scorso. E’ su questo che la coalizione deve interrogarsi una volta per tutte.

Impossibile in questo momento fare previsioni sull’evoluzione della politica nazionale. Soprattutto sull’alleanza di governo tra Movimento Cinque Stelle e Lega.

La tensione esplosa tra il presidente della Camera Roberto Fico e il ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla questione dei migranti testimonia che gli equilibri in realtà sono molto più fragili di quello che si potrebbe immaginare. Non è neppure per caso che nelle ultime quarantotto ore sono state sospese le critiche di Forza Italia al Carroccio.

 

I livelli locali non possono non tenere conto di quello che accade a Roma, al tempo stesso però rincorrere l’ultimo evento rischia di paralizzare qualunque tipo di strategia. In ogni caso ci sono dei punti fermi dai quali non si può prescindere.

Se anche il centrodestra dovesse tornare “operativo” a tutti gli effetti, gli equilibri sono cambiati. La sostanziale egemonia di Forza Italia non esiste più. Perché se anche alle provinciali gli “azzurri” hanno più amministratori, dovranno tener conto di tutto il resto. Alle comunali di quest’anno, ma ancor prima a quelle degli anni passati (Ceccano, Frosinone, Cassino) il centrodestra ha vinto con una forte caratterizzazione civica.

 

Adesso poi la presenza di un senatore di Fratelli d’Italia (Massimo Ruspandini) e di tre parlamentari della Lega (il senatore Gianfranco Rufa e i deputati Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi) cambia inevitabilmente gli equilibri. È su questo che dovrà essere sciolto l’’interrogativo maggiore: Forza Italia accetta o no un obiettivo mutamento dei rapporti interni? Oppure guarda in direzioni diverse, tipo quella indicata dal segretario reggente del Pd Domenico Alfieri? (leggi qui Il Pd apre a Forza Italia: un patto già alle Provinciali)

A proposito di Partito Democratico, un conto sono le collaborazioni istituzionali tra amministratori e sindaci, altro discorso è un’alleanza di tipo classico con gli “azzurri”. I temi autunnali sono questi.

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