I titoli di coda

I titoli di coda di un'amministrazione che è la sintesi del tempo che l'ha circondata. Nata in tempi di antipolitica, capace di dare una spolverata ma non di cambiare l'intero arredamento. Evaporata insieme al modello a cui si ispirava

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

I titoli di coda di film belli o brutti non li legge mai nessuno. Stanno lì a ricordare fin l’ultimo talento che ci ha donato la storia, ma la storia è comunque finita. Damiano Coletta ha giocato una partita che neanche sapeva di giocare. Lui diceva del calcio da calciatore, ma si giocava alla polis con la politica.

Diciamolo: ogni sistema tende a farsi male, ad invecchiare, ad avere cellule morte e cellule impazzite ma… Ma una volta salvati dalla polvere del tempo bisogna vivere nel tempo. E qui si arriva alla storia di oggi. Tolta la polvere Damiano Coletta non ha messo soprammobili, quadri alle pareti: ha sentito la nostalgia della polvere. In pratica ha lasciato Latina per quella che era: le ha dato una bella spolverata iniziale con un panno di buone speranze. Ma poi, senza introdurre grandi cambiamenti, in poco tempo la polvere è tornata a posarsi. (Leggi qui: Latina, il centrodestra si dimette in massa. Coletta: «Lascio a testa alta»).

Senza sogni, senza prospettive

I preti dicono… ‘Polvere eravate, polvere tornerete‘: loro sanno degli umani da duemila anni. Questo accade a Latina, un posto dove neanche la pioggia si avvicina: accade che volevano fare la rivoluzione e si trovarono a fare i restauratori di mobili manco tanto antichi: e nessuno, dico nessuno, ebbe il coraggio di dire che erano semplicemente brutti. È questa la parabola di un gruppo nato dall’antipolitica, animato dalle migliori buone intenzioni, issato a furor di popolo nel palazzo municipale. Salvo poi scoprire che una cosa è fare il falegname ed altro è dare una passata di lucido su ciò che c’è.

Perché alla base della vittoria al ballottaggio e della vittoria bis entrambe centrate per il rotto della cuffia e non a furor di popolo c’è un elemento: la mancanza di una visione dal lungo respiro. Latina non ha sognato in questi anni e nemmeno ha avuto un sogno sul quale chiudere gli occhi la sera.

Finisce così una storia dove la frase “e vissero felici e contenti” non suona. Bona notte popolo.

L’aiuto di Pinocchio

Questo è tempo di meloni che i cocomeri da queste parti non “ci fanno più” . Coletta ha chiesto aiuto al centrodestra: proponendo un patto di legislatura prima, poi un semestre per traghettare la città verso il voto. È stato come l’aiuto chiesto da Pinocchio al gatto e la volpe ma i soldi erano di Mangiafuoco…

Cioè i protagonisti ai quali Coletta ha chiesto aiuto non avevano la possibilità di darglielo. Perché i tempi sono cambiati, le condizioni politiche sono cambiate, un intero mondo politico è venuto giù. Non è tempo per accordi.

E Geppetto può solo piangere il figlio tanto desiderato quanto diverso da come lo aveva immaginato. Tempo di fata turchina. Chissà chi ne indosserà i panni.

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