Quelli che pregano e quelli che se ne fregano del virus

Il sindaco di Anagni si affida (anche) a San Magno per combattere il virus. Ma gli anagnini si divodno in tre categorie di fronte al Covid

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Ad Anagni, in occasione dei festeggiamenti di San Magno, il sindaco Daniele Natalia ha pensato bene di affidarsi (anche) al santo patrono, per chiedergli di dare a tutti la forza di superare l’emergenza del virus Covid-19. «Abbiamo fatto visita alla tomba di San Magno – ha detto – cui ho chiesto, in preghiera, di dare a tutti noi forza e determinazione per lavorare e tornare più forti di prima». 

Giusto. Corretto. Nobile fare riferimento anche a ciò che sta al di sopra di noi per superare l’emergenza che da mesi oramai attanaglia tutti. Il problema è che, oltre che sui santi, bisognerebbe fare affidamento anche sul senso civico dei cittadini. E da questo punto di vista, non c’è una sola Anagni. Ce ne sono almeno tre.

QUELLI CHE PREGANO CONTRO IL VIRUS
DANIELE NATALIA

C’è l’Anagni che martedì sera si è raccolta in preghiera in occasione della messa che di fatto ha dato il via ai festeggiamenti. Una piccola folla ordinatamente divisa, rispettosa del distanziamento sociale che va (andrebbe) rispettato in casi del genere.

Tutti in mascherina; tutti attenti ad evitare gesti ed azioni che potessero mettere a rischio gli altri. Più o meno le stesse persone che qualche sera prima si erano radunate a vedere uno spettacolo teatrale davanti al sagrato della cattedrale; lo stesso comportamento, lo stesso atteggiamento, lo stesso rispetto nei confronti degli altri. (leggi qui)

QUELLI DEL MERCATO

Poi c’è l’Anagni che stamattina si è messa in giro per il tradizionale mercato del santo patrono. Una massa molto più consistente di persone; un distanziamento sociale obiettivamente molto minore (quasi inesistente, per la verità).

Ma, per fortuna, un discreto senso civico da parte di quanti (tanti, non tutti) all’interno del centro storico, durante il mercato, utilizzavano la mascherina.

QUELLI CHE SE NE FREGANO DEL VIRUS
I CONTROLLI DELLA POLIZIA LOCALE AD ANAGNI

E c’è l’Anagni delle serate. Fatta di tanta gente che, semplicemente, se ne frega del covid, del distanziamento sociale, delle mascherine. Che, anzi, diventano un segno di distinzione, ma al contrario, visto che sono davvero pochi quelli che le usano. E finisci per sentirti alieno (oltre che senza respiro) ad andare in giro con la faccia coperta.

Sono quelli per i quali, soprattutto, è stata pensata l’ordinanza del ministero della Salute che obbliga all’uso della mascherina dopo le 18 e fino alle 6. Ed infatti, l’altra sera in centro si sono visti tanti vigili in giro a controllare. Nel caso, a redarguire. Ma di sera, soprattutto dopo una certa ora, è davvero tutta un’altra storia. (leggi qui Il lockdown totale? Scelta coraggiosa. Parola di Rezza).

Ha ragione quindi il sindaco ad «invitare tutti nuovamente al rigoroso rispetto delle regole anti-Covid nel corso degli eventi in programma ma anche per una semplice passeggiata».

Perché è vero che «Anagni è più forte del virus». Gli anagnini, forse, un po’ meno.

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