Iafrate: «Disastro Pd in Provincia, a Cassino e Ceccano, ecco perché il Psi va da solo»

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I socialisti non si fidano del Pd: troppo rissoso, troppe divisioni in bande, tutte politicamente armate l’una contro l’altra. Soprattutto, troppo convinto di potercela fare da solo grazie ai suoi nuovi alleati (come l’ex Ncd) e di poter fare a meno dei voti del Psi. Proprio per questo il segretario provinciale Danilo Iafrate oggi ha confermato l’intenzione di andare soli alle prossime Comunali di Frosinone, con un proprio candidato sindaco (leggi qui il precedente).

In giornata Simone Costanzo aveva cercato di raffreddare gli animi, dicendo «Non comprendo l’accelerazione e la fuga in avanti del Partito Socialista Italiano a Frosinone». In sostanza ‘Ma che fretta c’è?’.

Se voleva essere un segnale di distensione, Iafrate lo ha interpretato in modo del tutto opposto. E dice, «La presa di posizione del Segretario Pd conferma, di fatto, la fondatezza delle preoccupazioni e delle valutazioni espresse dalla Sezione PSI di Frosinone, che hanno portato alla decisione di presentare un candidato sindaco socialista alle prossime elezioni del comune capoluogo».

In pratica, per i Socialisti, il segretario Pd Costanzo e buona parte del suo partito, stanno sottovalutando la situazione del Centrosinistra nel capoluogo e nel resto della provincia di Frosinone.

Cosa c’è che non va, secondo il punto di vista di Iafrate?

«All’Amministrazione provinciale c’è un Presidente del PD, il quale governa tranquillamente sostenuto – oltre che dal suo Partito – da Forza Italia e dal Nuovo Centro Destra, con il PSI all’opposizione». Quello che è accaduto a Cassino per la scelta del candidato sindaco è un secondo grande campanello d’allarme: «A Cassino si è registrata l’ennesima divisione nel PD, che ha prodotto la presentazione di più candidati a Sindaco. Casi del genere sembrano veramente incomprensibili, a meno che non siano funzionali per le diverse aree del Partito a garantirsi un proprio elettorato in vista degli appuntamenti alla Regione ed al Parlamento. In ogni caso, c’è da essere davvero sconcertati. Speriamo che almeno per il ballottaggio di domenica prossima ci possa essere una ricomposizione».

Ma c’è anche il precedente di Ceccano, dove il centrosinistra lo scorso anno si è confrontato con lo strumento delle Primarie. E poi chi ha perso non le ha rispettate. «Così è stato clamorosamente screditato un utile strumento di partecipazione democratica. Infatti al candidato Sindaco socialista, vincitore delle primarie, è stato contrapposto un altro candidato, che aveva perso tali primarie e che, ciononostante, è stato incoraggiato a gareggiare ugualmente, con risultati ovviamente disastrosi per il centrosinistra».

C’è poi il quadro politico all’interno del Comune di Frosinone: «Nel capoluogo, nonostante i ripetuti appelli al dialogo, avanzati dalla Sezione PSI, sono passati inutilmente 4 anni e siamo ormai alla vigilia di nuove elezioni comunali con un centrosinistra diviso e con una politica che ormai si fa nei bar e nei ristoranti, ben lontano dalle sedi ufficiali».

La stoccata finale è degna delle prime lezioni nel corso di base delle scuole di Politica: Caro Costanzo – conclude Iafrate – elezioni così importanti e complesse non si preparano di certo all’ultimo momento».

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