Ideona per tenere unito il Pd: Abbruzzese commissario

I comunisti con i comunisti, i democristiani con i democristiani. Il richiamo della foresta è un istinto irresistibile, che ti spinge a tornare nel tuo habitat quando tutto crolla e si ha la consapevolezza che l’unico valore è quello della “sopravvivenza”.


Sta succedendo nel Partito Democratico, con un rimescolamento di carte che ha un senso.
Domenico Alfieri, anche se ha fatto parte dell’area di Scalia, proviene dai Ds e ha sempre appoggiato in campagna elettorale Francesco De Angelis e Mauro Buschini.


Dopo aver stretto un patto di ferro con Nazzareno Pilozzi (un altro reduce del Pci-Pds-Ds), ha cominciato ad attaccare l’area democristiana, iniziando a fare le pulci al presidente della Provincia Antonio Pompeo.
 Nella recente riunione del direttivo tutti hanno notato che sulle posizioni di Nazzareno Pilozzi e Domenico Alfieri c’era anche Mauro Buschini.

E’ vero che l’assessore regionale da tempo ha un atteggiamento a metà tra l’istituzionale e il trasversale, però il richiamo della foresta lo sente pure lui.
 Non come Zanna Bianca, però. Si sta ricostituendo l’ala dei Democratici di Sinistra, nella quale ci sono pure Carlo Di Cosmo, Lucio Migliorelli e diversi altri.

Il capo dovrebbe essere Francesco De Angelis, il quale però ha una connotazione ulteriormente identitaria. Lui è dalemiano: lo è stato e lo sarà sempre. Il che vuol dire che è pronto ad abbracciare il suo peggior nemico se lo reputa politicamente vantaggioso. Ogni tanto toppa e il caso di Luca Sellari (ex braccio destro di Franco Fiorito) all’Asi è emblematico. Se c’è uno che vuole mandare a casa De Angelis quello è Luca Sellari. Non soltanto per la vendita dell’area Videocon. 


Francesco De Angelis potrebbe essere il leader dell’area Pci-Pds-Ds. Se non fosse che Nazzareno Pilozzi non lo sopporta. Politicamente, sia chiaro.


A questo punto, però, pure l’ala democristiana ha messo in moto l’operazione “ritorno al passato”. Francesco Scalia, Antonio Pompeo, Simone Costanzo, Marino Fardelli, Michele Marini. I segnali ci sono stati, soprattutto quelli tra Scalia e Costanzo.


La senatrice Maria Spilabotte, invece, non sembra appartenere a nessuno dei due schieramenti, anche se in passato stava con la parte di De Angelis. Lei è convinta che le candidature si decideranno a Roma. Però poi i voti bisognerà prenderli sul territorio. Magari ha ragione lei, magari saranno decisive le citazioni su Dagospia e le partecipazioni al programma di Giovanni Floris.


Tornando al Pd, però, il dilemma è sempre lo stesso: chi può trovare una sintesi tra le due aree? Un nome ci sarebbe: Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia. Pare che Costanzo voglia indicare la soluzione al potentissimo Bruno Astorre, mentre Buschini potrebbe “caldeggiarlo” con Nicola Zingaretti.

D’altronde Abbruzzese è l’unico che ha le stimmate del catalizzatore. E’ democristiano come Scalia, Pompeo e Costanzo. Soprattutto va d’accordissimo con Francesco De Angelis. Non soltanto a Frosinone. Perfino a Tunisi.


Sì, potrebbe farlo lui il commissario del Partito Democratico. Magari manterrebbe l’alleanza con Forza Italia alla Provincia.

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