Il bilancio di Roberta: ecco perché il M5S non pugnala Zingaretti (per ora)

Sul blog del Movimento 5 Stelle appare un lungo post della capogruppo in Regione Roberta Lombardi. È la risposta a chi aveva messo in dubbio l'utilità della tregua con Zingaretti. Pagine di obiettivi. Che altrimenti non sarebbero stati raggiunti.

Beppe Grillo si è materializzato all’improvviso un venerdì sera. Se fosse più un sogno o più un incubo è questione di sensibilità personale e punti di vista. Senza essersi mai occupato fino a quel momento di Regione Lazio, ha reclamato un voto politico preciso: pretendendo che i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle votassero la Mozione di sfiducia con cui disarcionare Nicola Zingaretti. (leggi qui I numeri ora ci sono, i big ordinano: «Buttate giù Zingaretti»)

Un chiaro segnale di sfiducia contro la sua garibaldina capogruppo, Roberta Lombardi. Che con prudenza aveva evitato di trascinare il simbolo del M5S in una figuraccia certa (leggi qui Crolla la Mozione contro Zingaretti: Cavallari dice no, Forza Italia fa retromarcia, Lombardi “Buffonata”). Ma il capo è il capo: disciplinatamente Roberta e la truppa hanno votato contro Zingaretti. (leggi qui Zingaretti vola, l’opposizione si schianta: la Mozione di sfiducia finisce in farsa)

Ma è stata solo disciplina e non convinzione politica. (leggi qui L’intervento a gamba tesa di Grillo e Di Maio nella notte. Lombardi: «Un errore»).

Ora Roberta Lombardi traccia il bilancio e si toglie un paio di sassi dalla scarpa. Senza presentare il conto, come fanno le donne: resta aperto e deciderà lei quando passare all’incasso politico con il MoVimento.

Il bilancio di Roberta

Perché a Beppe Grillo lo aveva detto subito. Votare la mozione contro Nicola Zingaretti senza avere i numeri era una sciocchezza. In quanto l’anatra zoppa (il risultato elettorale di marzo che ha riconsegnato al Governatore la Regione ma senza una maggioranza) lo sta costringendo a governare coinvolgendo tutti.

Cosa ha incassato fino ad oggi l’elettore del Movimento 5 Stelle, attraverso l’intesa di non aggressione raggiunta ad inizio mandato?

«Fare opposizione – ha scritto oggi Roberta Lombardi sul Blog a Cinque Stelleè una cosa seria. Riuscire a fare un’opposizione intelligente, senza fare sconti a nessuno ma pungolando chi governa per far passare temi e obiettivi per i quali i cittadini ci hanno votato, è un’arte sapiente, che trascende la polemica sterile e pregiudiziale e mira al rispetto del proprio mandato attraverso il raggiungimento di risultati concreti».

È la prima frecciata a quella parte del Gruppo dura e pura che è rimasta ferma all’opposizione barricadera, all’ostruzionismo sterile. Che sta contro Roberta Lombardi e la sua linea pragmatica: fatta di risultati.

A loro la capogruppo ricorda «i traguardi raggiunti in meno di otto mesi di Legislatura, anche grazie agli incarichi di ottenuti nelle Commissioni in seguito alla ripartizione tra la diversamente maggioranza di Zingaretti e le opposizioni causata dall’inedita situazione creatasi dopo le elezioni di marzo».

Dove brillano i Cinque Stelle

Il MoVimento 5 Stelle guida tre Commissioni consiliari. Ha la presidenza della commissione Agricoltura e Ambiente; della Commissione Rifiuti, Urbanistica e Politiche Abitative; della Commissione Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione. Ha anche sei vicepresidenze di cui 5 nelle Commissioni (Bilancio, Sanità, Fondi Ue, Sviluppo Economico, Cultura) e una nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.

C’è chi non ha accettato di partecipare alla divisione delle responsabilità. Ai loro elettori hanno portato niente finora. Roberta Lombardi lo sottolinea. «Rispetto alle altre forze politiche che hanno interpretato la propria carica sedendosi sulla poltrona e basta (vedi l’immobilismo della Commissione Sanità presieduta dal centro destra), il MoVimento 5 Stelle sin dall’inizio si è dimostrato l’interlocutore più affidabile, per efficienza e precisione, garantendo il buon funzionamento dei lavori istituzionali».

Indica i risultati ottenuti, dimostrando che il suo post non è propaganda.

Ambiente

Nella Commissione Agricoltura e Ambiente i presieduta dal M5S «dopo oltre 25 anni è stato approvato il Piano d’assetto del Parco Regionale dell’Appia Antica, che ha dato regole certe contro il far west di abusi edilizi e garantendo, con un serrato calendario di audizioni, un’ampia partecipazione dei soggetti interessati (dalle associazioni ambientaliste agli agricoltori fino ai Comitati cittadini)».

Non solo: i risultati sono stati portati in Aula sotto forma di emendamento al Collegato al Bilancio. Il M5S ha proposto l’ampliamento del Parco Regionale dell’Appia Antica. Rivendica Roberta Lombardi «abbiamo ottenuto l’aumento dell’area protetta di oltre 1200 ettari, che ha incluso i terreni del cosiddetto Divino Amore e portato la superficie totale a 3500 ettari. Una misura che ha scongiurato una delle più grandi speculazioni edilizie d’Europa».

Agricoltura

Ma c’è anche il capitolo Rifiuti. La capogruppo grillina ha ricordato nel suo post il primo ciclo delle audizioni per il Piano Regionale dei Rifiuti. Lo definisce «il “grande assente” nelle due legislature a guida Zingaretti»; rivendica di avere ottenuto «dall’assessore competente un cronoprogramma sull’iter del provvedimento: a dicembre le linee guida e a metà del 2019 l’approdo in consiglio regionale per l’approvazione del testo».

Nell’elenco dei risultati c’è l’introduzione dell’agricoltura multifunzionale; l’approvazione del Piano Triennale sulla Biodiversità; la difesa del divieto di scarichi industriali nei bacini potabili all’interno del Piano Regionale di Tutela delle Acque; la riorganizzazione delle norme sui danni da fauna selvatica: al mero indennizzo per il danno avvenuto si predilige la prevenzione del danno. «Abbiamo fatto inoltre approvare un nuovo regolamento per le nomine all’interno dei Parchi e degli Ater in modo da garantire trasparenza e competenza».

Prevenzione

Nell’elenco delle cose attente, la capogruppo a Cinque Stelle inserisce anche la difesa del territorio. «Abbiamo fatto stanziare nel Collegato al Bilancio 30 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità regionale, provinciale e comunale e fatto inserire nel Documento di Economia e Finanza Regionale (Defr) il finanziamento di interventi contro il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza dei canali e fossi per la bonifica della pianura pontina dopo aver già impegnato la Giunta a mettere in sicurezza la strada Pontina, triste scenario di continui incidenti e i ponti e viadotti del Lazio.

Il Gruppo a Cinque Stelle reclama il merito di avere ottenuto più risorse e tutele per i Comuni del Lazio e i loro cittadini: 2 milioni di euro in più per riqualificare le aree degradate, per l’acquisto e l’installazione di telecamere di videosorveglianza e interventi a sostegno della Polizia Locale.

Privilegi

«Tra le nostre priorità realizzate – sottolinea Roberta Lombardianche lo stop ai privilegi con il passaggio al sistema contributivo per le pensioni dei politici regionali, che ora, grazie al MoVimento 5 Stelle, avranno una pensione uguale a quella di qualunque dipendente pubblico, e la tutela del diritto alla casa e il contrasto delle anomalie che alimentano ulteriormente l’emergenza abitativa che interessa soprattutto Roma. Per questo abbiamo fatto istituire la Commissione Speciale sui Piani di Zona per l’edilizia economica e popolare nel Lazio e un ufficio di co-housing nelle Ater.

C’era in programma la messa in liquidazione forzata di tutti gli enti pubblici partecipati o vigilati Regione, come ad esempio le Ater. Il Movimento 5 Stelle si è opposto. Perché? Spiega la capogruppo che «nel solo Comune di Roma avrebbe provocato un buco nelle casse pubbliche di circa 560 milioni di euro. E ancora: divieto di apertura di nuove sale gioco a meno di cinquecento metri da aree sensibili (scuole, centri giovanili, luoghi di culto ecc.), con la possibilità per i Comuni di individuare altri luoghi sensibili oltre a quelli previsti; 600mila euro per interventi a sostegno dei diritti dei detenuti nelle carceri del Lazio e 200mila euro a sostegno della legge, targata 5stelle, che ha istituito il Registro Tumori».

Inquinamento

L’elenco continua. Roberta Lombardi cita tutte le cose sulle quali il Movimento ha contributo attraverso emendamenti, correzioni, sollecitazioni, dando il disco verde o imponendo lo stop.

Indica il Piano Sanitario Straordinario per le popolazioni della Valle del Sacco, «sito fortemente inquinato nel Basso Lazio, all’abbattimento delle liste d’attesa fino all’inserimento di un servizio ispettivo regionale e di strumenti partecipativi per valutare e monitorare la qualità dei servizi offerti».

In autunno è passata la nuova legge per il diritto allo studio emendata con le proposte a 5 Stelle.  amministrazione di Disco, il nuovo ente per il diritto allo studio, tramite le elezioni a suffragio universale, e per i cittadini, che potranno proporre modifiche di atti normativi nella sezione Lazio Semplice prevista sul sito web regionale.

Ma anche «Più strumenti e risorse per il Co.re.com, il Comitato Regionale per le Comunicazioni, che dovrebbe vigilare sulla qualità, l’indipendenza e il pluralismo dell’informazione».

L’ultimo sassolino

Roberta Lombardi lascia capire che se ci si fosse arroccati sul no a qualunque cosa, sull’ostruzionismo con cui rallentare i lavori, sulle proposte irricevibili, gli elettori del Movimento 5 Stelle non avrebbero ottenuto tutto questo. Che è «solo una parte di quanto abbiamo raggiunto in 8 mesi e vigileremo con molta attenzione che queste misure ottenute in Consiglio arrivino a migliorare la quotidianità dei cittadini laziali. Nei prossimi giorni ci aspettano i lavori sul bilancio previsionale 2019 e anche lì ci adopereremo strenuamente con tutta la nostra caparbietà per rispettare le promesse fatte in campagna elettorale, pur da opposizione». 

Fiducia a tempo

Ma allora Roberta Lombardi e Nicola Zingaretti governano insieme? Non più di quanto ci governi buona parte delle altre opposizioni.

La tregua è a tempo. Ed è condizionata. Soggetta a verifiche. Per ora tiene. Fino a quando debba andare avanti lo decideranno loro. Non Beppe Grillo.

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