Il bis del Festival rischia di accendere il Consiglio

C'è un mistero che minaccia di rendere incandescente ad Anagni la seduta del consiglio comunale di lunedì prossimo. Ed è legato al possibile bis del festival del sovranismo

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Ruota intorno ad un contributo da 7.500 euro per il festival sovranista “Cultura e Identità”, apparso nel Documento unico di programmazione, e successivamente sparito dal bilancio di previsione, il mistero che minaccia di rendere incandescente ad Anagni la seduta del consiglio comunale di lunedì prossimo. Assise che dovrebbe, salvo terremoti improbabili, approvare il bilancio di previsione del 2021 del comune di Anagni, il primo firmato dal neo assessore al bilancio Giuseppe De Luca.

La polemica è scoppiata questa mattina, quando è emerso che all’interno del Documento unico di programmazione, nella sezione riservata agli investimenti per la cultura, erano stati stanziati 7.500 euro per l’edizione 2021 del festival Cultura ed Identità.

Un’edizione del festival inserita, a quanto si legge sul documento, nell’ambito delle celebrazioni per il 700° anniversario della morte di Dante. Descritto, sempre nello stesso documento come “primo patriota”.

Festival unico ma invece c’è il bis

La scorsa edizione del festival

Il festival Cultura Identità, come noto, è quello che lo scorso anno era stato allestito in Piazza Innocenzo III nella prima settimana di agosto. Generando moltissime polemiche. Erano legate soprattutto alla figura di intellettuali come Diego Fusaro ed Alessandro Meluzzi, interpreti di posizioni, su argomenti come omosessualità e stranieri, piuttosto rigorose, per usare un eufemismo. (Leggi qui La piazza che fa discutere. Leggi anche E Cirinnà ‘riabilita’ Natalia: “Non è uomo che discrimina”).

Il sindaco nella conferenza stampa di presentazione dello scorso anno aveva detto che il Festival era itinerante. Dunque non sarebbe stata ospitata una seconda edizione l’anno successivo. A guardare invece il documento del bilancio di previsione servirebbe invece di no.

Interpellato al riguardo, Natalia ha detto di voler approfondire la questione, garantendo comunque che quest’anno il festival non si terrà in città.

L’assessore alla Cultura invece, il dottor Carlo Marino, ha parlato di un probabile errore materiale. Insomma di un documento finito per sbaglio all’interno del documento unico di programmazione. Tesi che, nel tardo pomeriggio è stata confermata anche dal sindaco Natalia.

Ma che in città non convince però più di tanto.

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