Il biscotto non esiste, Minniti: «Se arrivo secondo non faccio il segretario»

L'ex ministro dell'Interno esclude la possibilità di un patto con il quale scavalcare Zingaretti nel caso in cui lui arrivasse secondo alle Primarie dietro al Governatore del Lazio. Lo ha detto a Un Giorno da Pecora

Da “Un giorno da Pecora – Radio1”

 

Il biscotto? Non esiste. Parola di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno e candidato a diventare Segretario Nazionale del Partito Democratico.

Nelle file di Nicola Zingaretti, impegnato nella stessa corsa, temono che nessuno riesca a superare il muro del 50% alle Primarie. E che a quel punto, una volta che la palla sarà passata all’Assemblea Nazionale, ci sia un accordo tra chi non è arrivato primo, in modo da scavalcare. Il cosiddetto… biscotto.

Marco Minniti lo esclude. Lo ha detto ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1.

 

«Se rinuncerei a fare il segretario in caso dovessi arrivare secondo alle primarie? Se arrivo secondo mi pare evidente che non c’è nessuna possibilità che io faccia il segretario, non ho alcuna intenzione di eludere la volontà degli elettori con dei marchingegni, sarebbe un errore gravissimo. Ma penso non arriverò secondo».

 

In studio Giorgio Lauro e Geppi Cucciari insistono: per la leadership del Partito si parla di un possibile ‘biscotto’…

«L’ipotesi del biscotto non soltanto non esiste eticamente – ha ribadito Minniti – perché è una cosa inaccettabile, e poi non esiste politicamente, perché bisogna arrivare al 51% per quel che mi riguarda».

 

Lei comunque vuole arrivare primo…

«Io corro per arrivare uno, primo. E aggiungo una cosa: se nessuno arriva alla maggioranza assoluta dei votanti sarebbe un problema molto serio per il Pd, sarebbe uno scacco politico. Facciamo le primarie un anno dopo una sconfitta molto severa: se dopo un anno da una sconfitta così nessuno raggiunge il 51% lei comprenderà che questo non rappresenterebbe un grande segnale per il Pd».

 

Non pensava alla candidatura. Ed in famiglia gli hanno chiesto di non farlo.

«La mia candidatura a segretario Pd? Non ci pensavo, perché ho una lunga esperienza. Finita l’esperienza di ministro per me era conclusa una esperienza, bastava e avanza. Quando mi chiedevano di candidarmi la risposta era No».

 

Chi glielo chiedeva?

«Giornalisti, persone comuni per strada o alle feste dell’Unitò. Per rispondere mi ero inventato una circonlocuzione: ai miei tempi non ci si candidava, veniva chiesto a qualcuno di candidarsi, non esisteva l’autocertificazione. Ad un certo punto me lo hanno chiesto».

 

La sua famiglia è stata felice di questa sua scelta?

«Non erano molto favorevoli, mia vorrebbero vedere di più. Io ho una moglie e due figlie e tutte e tre erano contrarie. Per esser più chiari vi racconto una cosa».

 

Ci dica..

«Mia moglie una mattina mi manda un Whatsapp con lei e le mie due figlie con scritto: non accettare, pensa a noi».

 

 

«La data del 3 marzo per le primarie dopo la sconfitta, il 4 marzo, lo scorso anno? Ho combattuto perché non volevo quelle date per le primarie, perché sono molto scaramantico».

 

Tuttavia, la data fissata è rimasta quella…

«Pero’ mi sono ricordato di un altro evento: con Letta abbiamo giurato di venerdi’ 17. L”ho pregato in ginocchio di cambiar data ma alla fine ho giurato quel giorno. Dopo aver giurato di venerdì 17, le primarie possiamo farle anche il 3 marzo..».

 

Certo non si poteva attendere ulteriormente.

«No, non potevamo aspettare ancora un po’, io le avrei fatte prima, perché un partito che perde le elezioni fa un congresso subito e dà una risposta. Ma ora l’importante è guardare il bicchiere leggermente pieno, abbiamo avviato il percorso congressuale».

 

L’uomo di ferro del Partito Democratico si è infatti raccontato al di là della politica, esibendosi in versioni ‘piddine’ di un brano di Lou Reed, raccontando barzellette, lodando il suo imitatore Maurizio Crozza e rivelando quale giocatore dell’Inter vorrebbe nel suo partito.

Minniti – hanno chiesto i conduttori Giorgio Lauro e Geppi Cucciari – l’hanno definita un sex symbol.

«Non me ne sono mai accorto ma se dicono così, non essendo certo un’offesa, accolgo il complimento».

 

Sembra che la sua calvizie la renda particolarmente attraente…

«Quando sei ragazzo e perdi i capelli sembri più vecchio, quando sei adulto invece sembri più giovane: non si vedono i capelli bianchi. Io ho iniziato a rasarmi i capelli a zero da ragazzino, all’epoca eravamo io e il tenente Kojack!»

 

Parliamo della sua vita privata è vero che è astemio?

«Si, bevo solo acqua naturale e succhi di frutta: all’arancia, al melograno o mirtillo».

 

Ma ama molto gli animali…

«Ho 5 cani, un corso che si chiama Thai e 4 trovatelle prese al canile: Nina, Rosa, Amélie e Mascia».

 

Lei rappresenta una delle imitazioni più riuscite di Maurizio Crozza…

«Sono perfetto per lui mi può imitare senza nemmeno truccarsi. Crozza è bravissimo, quando ti imita prende un pezzo di te stesso, ha colto degli elementi che non noto nemmeno io».

 

Quando parla a volte si sente un po’ Crozza?

«Certe volte lo imito».

 

Crozza la fa un po’ di destra.

«Questo un po’ mi dispiace, a volte esagera, perché io ho un’altra storia».

 

Che voto gli darebbe?

«Il voto più alto. E dirò di più».

 

Ci dica.

«Se una volta mi volesse invitare in studio io potrei imitare lui, senza il bisogno di truccarmi».

 

A proposito di comicità ed ironia, c’è stato anche spazio per confermare la fama di grande narratore di barzellette: Minniti ne ha raccontate un paio, la prima sui comunisti e la seconda con un calabrese come protagonista.

Da grande tifoso nerazzurro, quale giocatore dell’Inter vorrebbe nel suo Pd?

«Javier Zanetti, un uomo di una saggezza assoluta, ed è un campione».

L’ex Ministro ha svelato di esser un insospettabile amante della musica rock.

«Si mi piacciono moltissimo Lou Reed, gli U2 e poi i Dropkick Murphys, un gruppo punk americano di origine irlandese».

 

Visto che le piace Lou Reed, potremmo farle cantare ‘Walk on the Wild Side’ con un ritornello particolare: Pd, Pd. Ci sta? Detto, fatto, l’ex Ministro si è lanciato in una versione molto particolare del brano.

Infine, una domanda sullo sport: è vero è un appassionato di immersioni in apnea?

«Si, perché sott’acqua non ti raggiunge nessuno, sei solo. L’apnea è disciplina, ti porta ad aver un rapporto forte con ciò che hai intorno, devi avere autocontrollo e una grande serenità».

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